
La seconda stagione torna a Macondo tra guerra, nuovi Buendía e realismo magico, ma il ritmo troppo accelerato mette alla prova l'adattamento.
Torna su Netflix la seconda parte dell’adattamento della celebre saga famigliare tratta dal romanzo di Gabriel García Márquez. E non si perde certo in inutili spiegoni riassuntivi. Anzi, se il precedente season finale terminava poco prima della battaglia fra il governo liberale del generale Moncada (Salvador Del Solar) e le truppe rivoluzionarie del colonnello Aureliano Buendía (Claudio Cataño), qui si assiste a un vero e proprio ribaltamento della situazione che potrebbe lasciare inizialmente un po’ basito lo spettatore, proprio per la rapidità del cambiamento caratteriale dei vari personaggi.
Ma questo fa anch’esso parte dello spaesamento generale che la serie sceglie volutamente di mostrare, mettendo insieme tanti fattori e personaggi diversi e lasciando volutamente lo spettatore in balìa degli eventi, esattamente come i personaggi stessi sono in balìa delle proprie azioni. È così che viene tradotto quel realismo magico che rappresenta il vero tratto originale della storia narrata e dello show in generale.
LA NUOVA GENERAZIONE DEI BUENDÌA
Seguendo questa filosofia, la serie mostra il macrocosmo di Macondo a guerra appena ultimata, in cui nel paese vige ormai la dittatura del colonnello Aureliano e del suo consiglio di guerra. Ma, sebbene questo personaggio rimanga centrale all’interno della trama orizzontale, questi primi due episodi servono più che altro a introdurre la nuova generazione dei Buendía.
Questa è rappresentata in primis dal figlio di Aureliano, Aureliano José (Emiliano Pernia), che dovrebbe portare avanti la guerra del padre, ma è più propenso a inseguire il suo sogno d’amore con la zia Amaranta. Un amore ovviamente incestuoso che lo porterà ben presto a perdersi e a fare una brutta fine.
Ci sono poi due altri personaggi interessanti: i gemelli José Arcadio II e Aureliano II, interpretati dall’attore Julián Román. Questi, figli illegittimi del compianto José Arcadio, hanno certamente le storyline più sfaccettate e quindi il minutaggio maggiore. Il primo si intestardisce in un progetto di collegamento fra Macondo e il resto del mondo via acqua, tramite un’imbarcazione. Il secondo è invece più interessato a un altro “hobby”, ovvero le donne. E, in particolare, è protagonista di un triangolo amoroso fra due personaggi che, qui solo accennati, avranno una certa importanza per Macondo: Petra Cotes (Angela Cano) e Fernanda Del Carpio (Laura Taylor). A questi va aggiunto anche il personaggio di Remedios (Daniella Reyes), soprannominata non a caso “la Bella”, che in questi due episodi ha un minutaggio ancora molto scarso ma sufficiente a renderla già iconica.
QUALCHE PROBLEMA DI RITMO NARRATIVO
Già da qui si percepisce come gli autori, Alex Garcia Lopez e Laura Ortega (quest’ultima anche regista dei primi due episodi) cerchino un difficile equilibrio tra il rendere giustizia alla complessità di Márquez e l’adeguarsi alle rigide regole delle miniserie contemporanee.
La scelta di realizzare 8 episodi con la durata di un film ciascuno va proprio in questa direzione. In poche puntate si porta avanti la precedente trama della guerra civile a Macondo insieme alle nuove “avventure” dei giovani Buendía. Un tentativo riuscito, almeno in questi due episodi, ma che si regge su un equilibrio narrativo piuttosto fragile.
Non si può dire che le vicende dei personaggi di Macondo annoino, ma il ritmo appare talvolta troppo accelerato e altalenante. Per fortuna, l’atmosfera di realismo magico ricreata da regia e fotografia, unita a un cast perfetto nel rendere giustizia ai personaggi del romanzo, compensa ampiamente e salva lo show, conquistandosi gran parte del merito.
ADATTO A VARI TIPI DI PUBBLICO
Rimane sempre un po’ il rischio che il tutto possa degenerare in una telenovela storica con qualche elemento surreale. Per fortuna, almeno per il momento, lo show sembra essere ben lontano da questo pericolo. Al momento sono più i triangoli amorosi giovanili a farla da padrone, mentre la parte più “politica” del romanzo sembra essere lasciata da parte.
Ma già il cliffhanger finale sembra preannunciare una nuova guerra a Macondo. Ovviamente chi ha già letto il romanzo sa già che sarà così. Ma il talento degli autori sta anche nella loro capacità di coinvolgere lo spettatore neofita. E, in questo senso, si può dire che lo show funziona davvero bene.
Non rimane che procedere, dunque, nella visione delle successive puntate e vedere fin dove si spingeranno le azioni della famiglia Buendía.
THUMBS UP 👍
- Ottima atmosfera di realismo magico
- La nuova generazione dei Buendía amplia il racconto
THUMBS DOWN 👎
- Ritmo narrativo troppo accelerato e altalenante
- La componente politica resta per ora in secondo piano






