Star Trek: Strange New Worlds 4×03 – Human Best FriendTEMPO DI LETTURA 5 min

Recensione Serie TVStar Trek: Strange New Worlds Stagione 4 Episodio 3 Human Best Friend Paramount+

Una parentesi comica e sopra le righe che funziona solo quando Spock e Kirk costruiscono un’amicizia sincera.

Star Trek Strange New Worlds 4x03 recensione: l’equipaggio dell’Enterprise durante la vacanza su Cesnar in Human Best FriendDopo un episodio precedente decisamente più impegnativo, “Human Best Friend” sceglie di cambiare completamente registro e porta Star Trek: Strange New Worlds verso una dimensione molto più leggera, rilassata e dichiaratamente comica. Il problema è che, questa volta, la serie sembra avere una fiducia forse eccessiva nella propria capacità di trasformare il nonsense in comicità.

UNA VACANZA SPAZIALE DA LEONI


La prima parte dell’episodio è sulla falsariga del film Una Notte da Leoni, con l’equipaggio dell’USS Enterprise coinvolto in una vacanza a Cesnar che prende rapidamente una piega sempre più assurda. Al centro della vicenda ci sono soprattutto Ortegas e Scotty, una coppia che gli autori stanno cercando progressivamente di avvicinare e che qui viene utilizzata come uno dei motori principali della componente comica. L’idea in sé non è necessariamente sbagliata, soprattutto perché permette di esplorare dinamiche meno consuete tra personaggi che normalmente non occupano lo stesso spazio narrativo. È però il modo in cui queste situazioni vengono costruite a lasciare qualche perplessità.
L’impressione è infatti che “Human Best Friend” continui ad alzare il volume della propria follia nella speranza che l’accumulo produca automaticamente una risata. Ma quando una gag segue un’altra gag, e poi un’altra ancora, senza che ci sia sempre un adeguato contrappeso narrativo, il rischio è che l’episodio smetta di essere semplicemente divertente e inizi a sembrare sopra le righe per il gusto di esserlo.
Il confine viene superato in diversi momenti. L’esempio più evidente è probabilmente “Total Eclipse of the Heart” cantato in Klingon, una trovata talmente assurda da riassumere perfettamente l’approccio dell’intera puntata. Lo stesso vale per un capitano Pike super tatuato, immagine che punta tutto sull’effetto sorpresa e sulla comicità visiva. Sono momenti che possono funzionare se il pubblico entra completamente nella logica demenziale dell’episodio, ma che rischiano di risultare forzati se quella sensibilità comica non viene condivisa.

SPOCK E KIRK


Non tutte le storyline, però, soffrono dello stesso problema. Se la componente farsesca fatica a trovare una misura convincente, è soprattutto il rapporto tra Spock e Kirk a offrire alla puntata il suo elemento più riuscito. La loro dinamica permette infatti all’episodio di abbandonare per qualche momento il puro nonsense e concentrarsi su qualcosa di più semplice: la nascita di un’amicizia sincera.
Spock inizia a stringere un forte legame con Kirk e proprio questa relazione rappresenta il punto in cui la puntata sembra ritrovare la sensibilità che spesso ha caratterizzato la serie. Non servono necessariamente grandi conflitti o svolte drammatiche: è sufficiente osservare due personaggi che imparano a conoscersi e a costruire un rapporto destinato ad avere un peso maggiore. In un episodio così rumorosamente comico, questa componente più genuina finisce quasi paradossalmente per risaltare ancora di più.
Lo stesso non si può dire con la stessa convinzione di tutte le altre sottotrame. Quella di Chapel, in particolare, semplicemente non funziona. Inserita all’interno di un episodio che già fatica a gestire il proprio equilibrio, la sua storyline non riesce a trovare una dimensione capace di integrarsi davvero con il resto. Il problema non è soltanto la singola idea narrativa, ma la sensazione generale di avere davanti un episodio che accumula situazioni e personaggi senza riuscire sempre a dare a ciascuno di loro il giusto peso.
Questo rende ancora più evidente la differenza tra ciò che funziona e ciò che non funziona. Lasciando spazio ai personaggi, il risultato può essere piacevole e persino sorprendentemente sincero. Quando invece decide di spingere ulteriormente sull’assurdo, la distanza tra l’intenzione comica e il risultato diventa molto più evidente.

QUANDO IL NONSENSE NON BASTA


Il problema, in definitiva, non è che Star Trek: Strange New Worlds scelga di realizzare un episodio comico. La serie ha già dimostrato di saper cambiare registro e di poter giocare con i propri personaggi senza perdere completamente la propria identità. Il problema è che “Human Best Friend” sembra affidarsi al nonsense con una convinzione superiore a quella che le singole gag riescono effettivamente a sostenere.
L’episodio appare quindi come una parentesi volutamente più leggera dopo il precedente, ma anche come una parentesi che rischia di spingersi troppo oltre. La vacanza a Cesnar, Ortegas e Scotty, la canzone in Klingon, Pike tatuato e le altre situazioni strambe costruiscono un insieme che può risultare divertente per chi apprezza una comicità estremamente sopra le righe, ma che può anche generare l’effetto opposto se la sensibilità comica non incontra quella degli autori.
Alla fine, quindi, il terzo episodio della quarta stagione rimane una parentesi molto più leggera e rilassata rispetto a ciò che lo precede, ma anche una delle più divisive proprio per il suo approccio. Se il nonsense è la chiave comica che permette allo spettatore di entrare completamente nell’episodio, allora questo può diventare una divertente follia. Se invece quella sensibilità non scatta, gran parte delle trovate rischia di apparire semplicemente eccessiva.

THUMBS UP 👍

  • Lo sviluppo rapporto di amicizia tra Spock e Kirk
  • Il cambio di tono dopo l’episodio precedente

THUMBS DOWN 👎

  • Un nonsense spesso troppo sopra le righe
  • Molte storyline - su tutte quella di Chapel - semplicemente non funzionano
  • La risoluzione della questione Rodaxiana è coerente con il resto dell'episodio, ma sarebbe potuta essere una piccola oasi di normalità, lasciando tutto il nonsense e la comicità assurda al pianeta di Cesnar
Il giudizio di Recenserie

SLAP THEM ALL

Una parentesi comica che esagera con il nonsense: quasi nessuna trovata funziona, ma sono Spock e Kirk a salvare l’episodio da un giudizio ulteriormente negativo.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Salvatore Cesarano

Salvatore Cesarano scrive su Recenserie di cinema e serie TV, portando nei suoi pezzi uno sguardo da appassionato di immagini, racconto e cultura pop. Tra critica, immaginario nerd e amore per il cinema, affronta ogni recensione con entusiasmo e forte personalità.

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