The Bear 5×06 – FocacciaTEMPO DI LETTURA 5 min

The Bear 5x06 recensione: Richie e Sydney guidano il ristorante durante il caotico servizio di Focaccia
Recensione Serie TVThe Bear Stagione 5 Episodio 6 Focaccia Disney+

Un'apertura folle e tre turni pieni di servizio da affrontare. Come una fenice, The Bear nella più grande delle difficoltà sembra finalmente trovare la strada da perseguire verso la tanto agognata tranquillità.

The Bear alza ulteriormente la posta in gioco e trasforma il servizio più importante della storia del ristorante in un vero campo di battaglia emotivo e logistico. L’episodio si racconta i primi due turni di servizio che comprimono tempo, spazio e nervi, costruendo una tensione costante che non lascia mai tregua. In questo caos organizzato, il ristorante sembra finalmente avvicinarsi a un punto di svolta, anche se ogni conquista appare ancora fragile e pronta a sgretolarsi al minimo errore

UNA NUOVA ALBA


Dopo un inizio di stagione dominato dalle tensioni e dalla sensazione che ogni tentativo di rialzarsi fosse destinato a fallire, “Focaccia” rappresenta probabilmente il primo vero momento in cui il business di The Bear sembra riuscire a respirare, nonostante l’apnea rappresentata da una serata folle dal punto di vista del servizio. E non è un caso che il motore di questa rinascita sia Richie, sempre più cuore pulsante dell’intero gruppo.
Il suo ottimismo, contagioso addirittura verso lo spettatore, lo porta a non disdire nemmeno un tavolo nonostante una situazione che definire disperata sarebbe riduttivo. Anzi, arriva addirittura a sistemare coperti ovunque possibile, perfino all’interno della cucina, inseguendo una missione apparentemente impossibile. Per una volta, però, anche la fortuna sembra decidere di dare una mano ai protagonisti: il temporale termina proprio quando serve, quasi a simboleggiare una nuova alba pronta a sorgere sopra il ristorante più maledetto della televisione contemporanea.
Christopher Storer costruisce (e dirige) un episodio che funziona come un gigantesco crescendo emotivo, lasciando intuire come il peggio possa finalmente essere alle spalle, lasciando lo spazio ad un adrenalina positiva verso quello che rappresenta l’ultimo turno del servizio, senza però rinunciare a quella costante sensazione di precarietà che rende The Bear così riconoscibile.

CAOS COME LINGUAGGIO VISIVO


Dal punto di vista registico, “Focaccia” è un autentico manuale di tensione audiovisiva. Il montaggio frenetico segue perfettamente il ritmo forsennato di un servizio totalmente improvvisato, nella quale il personale è costretto a sostenere addirittura tre turni completi, con l’ulteriore pressione derivante dalla presenza di un critico incaricato dell’assegnazione della tanto agognata stella Michelin. Ogni scelta tecnica contribuisce ad aumentare il senso di ansia: i primissimi piani sugli orologi, sui timer e sugli schermi restituiscono una percezione quasi asettica dello scorrere del tempo, facendo vivere allo spettatore lo stesso continuo conto alla rovescia affrontato dalla brigata di cucina.
Anche la fotografia continua a distinguersi grazie a una grana volutamente pastosa, che richiama la pellicola ma soprattutto restituisce tutta la sporcizia, l’umiltà e la sofferenza racchiuse tra le quattro mura del locale. Più che un semplice ristorante, il The Bear continua a sembrare un luogo quasi stregato, capace di mettere continuamente alla prova chiunque decida di investirvi il proprio futuro.

SYDNEY PRENDE IL TESTIMONE


Se Richie rappresenta il motore emotivo dell’episodio, Sydney è ormai diventata il vero punto di riferimento dell’intera serie. Ayo Edebiri conferma ancora una volta una crescita impressionante, incarnando un personaggio che, stagione dopo stagione, ha saputo trasformarsi nella figura più autorevole della cucina, raccogliendo di fatto il testimone lasciato da Carmy. Quest’ultimo appare invece volutamente depotenziato, quasi relegato al ruolo di semplice lavapiatti e persino deriso per la scelta di vita maturata nel finale della scorsa stagione. È una direzione narrativa che può spiazzare, ma la fiducia nel percorso immaginato da Christopher Storer resta intatta, soprattutto considerando quanto la serie abbia sempre dimostrato di saper costruire archi narrativi di lungo periodo.
È da apprezzare anche il rinnovato spazio dedicato a Pete, finalmente lontano dall’essere una semplice versione live action di Jerry di Rick & Morty e capace di offrire un contributo concreto alla storia. Parallelamente trova finalmente respiro Natalie, protagonista di uno dei momenti più sopra le righe dell’episodio grazie a una simpatica parentesi romantica nella zona rifiuti del ristorante.
Rimane invece più controversa la gestione di Marcus: il dolore per la recente perdita della madre, l’ansia per il padre presente in sala e la pressione lavorativa giustificano buona parte del suo stato d’animo, ma l’atteggiamento mostrato nei confronti di Luca appare leggermente out of character rispetto alla calma che lo ha sempre contraddistinto. Fortunatamente il conflitto trova una risoluzione prima dell’ultimo servizio, lasciando spazio a un finale che prepara il terreno per una delle svolte più importanti dell’intera stagione.

THUMBS UP 👍

  • Richie si trascina emotivamente l'episodio sulle spalle, facendo accomodare lo spettatore all'interno del The Bear
  • Montaggio frenetico e ansioso, unito a una fotografia profonda e ispiratrice
  • Sydney compie un ulteriore passo in avanti nel suo percorso di Chef
  • Natalie finalmente libera dalle pressioni nella zona rifiuti del ristorante
  • I siparietti simpatici che derivano dalla nevrosi che contraddistingue la stagione

THUMBS DOWN 👎

  • Marcus fuori personaggio nel suo porsi verso Luca
  • Si attende un po' di spazio in più per Carmy
Il giudizio di Recenserie

BLESS THEM ALL

Un episodio che incarna perfettamente lo spirito di The Bear: caotico, teso e sorprendentemente vitale. Dopo il lungo temporale, che apriva ogni puntata della stagione con un fulmine durante il logo di FX, sembra forse arrivata la serenità. Lo show di Storer ha dimostrato nel tempo che ogni passo avanti sembra una conquista definitiva ma mai davvero sicura, tuttavia trovandosi a due episodi dal gran finale, potrebbe essere stata imboccata finalmente la giusta via.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Salvatore Cesarano

Salvatore Cesarano scrive su Recenserie di cinema e serie TV, portando nei suoi pezzi uno sguardo da appassionato di immagini, racconto e cultura pop. Tra critica, immaginario nerd e amore per il cinema, affronta ogni recensione con entusiasmo e forte personalità.

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