Star Trek: Strange New Worlds 4×08 – Orders of MagnitudeTEMPO DI LETTURA 5 min

Star Trek Strange New Worlds 4x08 recensione: James Kirk e l’ammiraglio Reeger sull’Enterprise in Orders of Magnitude
Recensione Serie TVStar Trek: Strange New Worlds Stagione 4 Episodio 8 Orders of Magnitude Paramount+

Dopo una serie di episodi che hanno spinto Strange New Worlds sempre più lontano dalla fantascienza classica di Star Trek, “Orders of Magnitude” decide finalmente di tornare sulla rotta principale. Il risultato non è perfetto, ma è probabilmente ciò che serviva alla quarta stagione: una storia tesa, lineare e costruita attorno a un conflitto di comando che mette James Kirk davanti a una scelta destinata a definirne il futuro.
La puntata funziona soprattutto perché smette di inseguire l’ennesimo espediente di genere e torna a interrogarsi su cosa significhi davvero appartenere alla Flotta Stellare. E, non a caso, è proprio Kirk a diventare il punto di raccordo con lo Star Trek che il pubblico conosce da sessant’anni.

FINALMENTE STAR TREK


Il merito principale di “Orders of Magnitude” è la ritrovata serietà del racconto. L’Enterprise viene requisita dall’ammiraglio Simon Reeger, veterano della guerra contro i Klingon, intenzionato a rintracciare una letale nave aliena occultata. Quando Pike e Una si allontanano con una squadra per indagare su un misterioso segnale di soccorso, il comando passa di fatto nelle mani di Reeger, con Kirk costretto a ricoprire il ruolo di Primo Ufficiale della nave.
La situazione è immediatamente più interessante delle recenti divagazioni della serie perché il conflitto non nasce da un nuovo gimmick, da un cambio di genere o da un artificio metanarrativo, ma da una questione molto più semplice: fino a che punto un ufficiale può spingersi nell’eseguire un ordine quando quell’ordine contraddice i principi della Flotta Stellare? Reeger rappresenta una concezione della Federazione profondamente segnata dalla guerra. È un uomo celebrato come eroe, abituato a prendere decisioni estreme e convinto che il risultato finale giustifichi qualsiasi sacrificio. Kirk, al contrario, si trova a rappresentare quella componente idealista e umanista che appartiene alla tradizione più classica di Star Trek.
È un conflitto già visto nel franchise, ma qui viene utilizzato con sufficiente efficacia da risultare nuovamente coinvolgente. E soprattutto permette a Paul Wesley di dare a Kirk una dimensione più autorevole, mostrando il personaggio mentre comincia a costruire quell’identità di comando che lo porterà, un giorno, sulla poltrona del capitano.

L’OMBRA DI GEORGE


La parte più interessante dell’episodio è però quella legata alla famiglia Kirk. “Orders of Magnitude” recupera George Kirk, figura finora associata soprattutto all’Universo Kelvin e all’interpretazione di Chris Hemsworth, e gli costruisce finalmente un posto nella continuità della timeline principale. Il rapporto tra George Kirk e Reeger aggiunge una componente personale a uno scontro che altrimenti rischierebbe di sembrare soltanto l’ennesima variazione sul tema del “badmiral”. Il passato dell’ammiraglio viene progressivamente messo in discussione e la sua immagine di grande eroe della guerra si incrina proprio nel confronto con il figlio dell’uomo che contribuisce a quel passato.
È una scelta che funziona perché non si limita a strizzare l’occhio al pubblico. La storia di George diventa parte del percorso di James e contribuisce a spiegare meglio il peso della famiglia, dell’eredità e della reputazione nel percorso dell’ufficiale. Kirk non deve soltanto fermare Reeger: deve anche confrontarsi con l’immagine che quell’uomo conserva di suo padre e con ciò che quella memoria significa per lui.
A rendere ancora più evidente la volontà di collegarsi alla serie originale ci sono poi numerosi richiami alla mitologia classica. La nave aliena letale richiama direttamente “La navicella invisibile“, l’Ordine Generale 24 viene finalmente riesumato e il cordrazene diventa uno strumento fondamentale della strategia di Kirk. Persino l’espediente dei gas di scarico di una nave occultata guarda avanti verso Rotta Verso L’Ignoto. Riferimenti che non sembrano semplicemente un contorno alla storia, bensì la lore viene utilizzata per costruire il racconto e per preparare, almeno idealmente, il passaggio definitivo verso l’epoca della serie originale.

PIKE PUÒ ASPETTARE


Il paradosso dell’episodio è che la componente meno interessante rimane proprio quella dedicata a Christopher Pike. La storyline del capitano continua a insistere su temi già esplorati più volte da Strange New Worlds: il peso del passato, le responsabilità del comando, il trauma personale e la necessità di fare i conti con ciò che non può essere cambiato. Anson Mount rimane una presenza solida, ma il problema non è la sua interpretazione, è la sensazione di assistere a un percorso narrativo ormai saturo, che continua a tornare sugli stessi nodi senza produrre la stessa forza delle prime stagioni.
Fortunatamente, la puntata capisce che il momento è quello giusto per spostare il baricentro altrove. Reeger diventa il motore della storia, Kirk ne è il protagonista morale e l’equipaggio dell’Enterprise torna a essere una squadra chiamata a prendere decisioni difficili. Anche il ritorno di riferimenti come la USS Constitution, nave che dà il nome alla classe dell’Enterprise, contribuisce a quella sensazione di progressivo avvicinamento alla mitologia della serie originale.
È proprio questa direzione a rendere l’episodio più convincente: invece di continuare a espandere indefinitamente il percorso di Pike, la serie comincia finalmente a preparare il terreno per ciò che lo spettatore sa già essere il futuro.

THUMBS UP 👍

  • Ritorna Kirk al centro della storia
  • Numerosi richiami alla serie originale, sempre più necessari per riallacciarsi data la vicina fine di questa serie
  • Reeger è un villain efficace
  • M'Benga e Uhura sugli scudi

THUMBS DOWN 👎

  • Se la linea narrativa di Pike è il punto debole dell'episodio c'è un grosso problema
  • La'an non subisce un'evoluzione da troppo tempo ed è abbastanza stantia nella sua caratterizzazione
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Un ritorno alla rotta classica di Star Trek: Kirk e Reeger danno finalmente alla stagione un conflitto degno dell’Enterprise.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Salvatore Cesarano

Salvatore Cesarano scrive su Recenserie di cinema e serie TV, portando nei suoi pezzi uno sguardo da appassionato di immagini, racconto e cultura pop. Tra critica, immaginario nerd e amore per il cinema, affronta ogni recensione con entusiasmo e forte personalità.

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