
Chris Pratt torna nei panni di James Reece in una seconda stagione che mescola avventura classica, natura africana e thriller tecnologico.
Dopo ben quattro anni dalla prima stagione, The Terminal List arriva su Prime Video con la seconda, sempre tratta dai romanzi di Jack Carr. Questa volta la storia è ispirata a True Believer, secondo libro della saga, e lo scrittore è ancora coinvolto attivamente nella produzione.
Torna Chris Pratt nel ruolo del Navy SEAL James Reece. Con lui ritroviamo la giornalista investigativa Katie Buranek e l’imprescindibile amico Ben Edwards. I ruoli sono sempre affidati, rispettivamente, a Constance Wu e Taylor Kitsch.
Al centro della trama ci sono le conseguenze della morte della segretaria alla Difesa Lorraine Hartley, di cui Reece è incolpato, avvenuta alla fine della prima stagione di The Terminal List. Il protagonista aveva infatti indagato su una serie di misteriosi decessi tra gli uomini del suo battaglione, scoprendo un losco complotto dietro al quale si nascondeva proprio Hartley, poi suicidatasi.
#WHEREISJAMESREECE?
All’apertura dell’episodio, Reece è dunque in alto mare, letteralmente.
Ha deciso di lasciarsi alle spalle tutto quanto e di salpare verso il Mozambico. Il fatto di avere poco da vivere, a causa degli esperimenti illegali condotti sui componenti del suo battaglione per volontà del governo degli Stati Uniti, e di aver perso la famiglia, assassinata, lo ha aiutato a prendere questa decisione.
Come se non bastasse, è nella lista dei ricercati più pericolosi dell’FBI e l’opinione pubblica non è certo dalla sua parte. Anzi, partecipa con entusiasmo alla caccia all’uomo, anche attraverso i social.
Le scene in barca, la Romulus del titolo, riservano grandi soddisfazioni: il defunto Ben Edwards riappare come voce della coscienza dell’amico e dialoga con lui. Non mancano, inoltre, le sequenze in cui James deve affrontare condizioni meteorologiche avverse.
Tutta questa parte richiama il grande romanzo d’avventura dell’Ottocento, quello con cui sono cresciute svariate generazioni di ragazzini.
UN GUERRIERO IN UN GIARDINO
Non è da meno il secondo episodio, “Warrior In A Garden”, in cui Reece approda in Mozambico, nella riserva naturale gestita da Richard Hastings, zio del suo amico Raife. Ha deciso di aiutare il proprietario nella lotta contro i bracconieri, perché gli sembra un modo utile e saggio di impiegare i suoi ultimi giorni.
Le inquadrature di vasti spazi aperti, con grandi animali in libertà, portano avanti la storia con quel sapore di romanzo d’avventura ottocentesco di cui si parlava sopra.
Qui non mancano emozioni di tutti i tipi: dalla sparatoria contro i bracconieri alla commozione di vedere un’elefantessa uccisa accanto al suo piccolo, anch’esso morto, fino alla meraviglia suscitata dalla natura.
James corre il rischio di farsi riprendere dalle telecamere pur di portare un amico ferito al pronto soccorso. È lecito aspettarsi che questa circostanza sarà la chiave per farlo rintracciare e riportarlo al centro di un nuovo turbine di eventi.
NEL FRATTEMPO…
Non c’è, infatti, soltanto una ricerca a livello internazionale a spingere per riportare Reece sul suolo statunitense.
Una cellula terroristica ispirata ad Al-Qaeda, capitanata da Amin Al-Nawaz, sta organizzando una serie di attentati in Europa. Ciò dà vita a una sequenza altamente adrenalinica e spettacolare, con un attacco condotto attraverso i droni.
A proposito di droni, la ditta di forniture militari di cui Raife Hastings è titolare si accorge che ne manca uno, mentre parte del materiale è sparita dal magazzino a causa di misteriosi “disguidi” nelle bolle di consegna.
Nei complotti terroristici, inoltre, è coinvolto Mo Farooq, vecchia conoscenza ed ex collaboratore dei Navy SEAL. Quindi James Reece potrebbe essere richiamato, “perdonato” dal governo e reintegrato in servizio.
Chi ha seguito anche il prequel della serie, The Terminal List: Dark Wolf, ha già incontrato il personaggio di Mo Farooq, così come quello dell’imponente Raife Hastings.
La minaccia terroristica e le tecnologie militari introducono così una dimensione più contemporanea, in netto contrasto con le atmosfere quasi ottocentesche delle avventure di Reece in mare e nella natura africana.
DUE SERIE, DUE PROGETTI, STESSI PERSONAGGI
Occorre però fare una precisazione: Dark Wolf è un progetto autonomo, pur appartenendo allo stesso universo narrativo di The Terminal List. Anche in questo caso è coinvolto attivamente lo scrittore Jack Carr e, innegabilmente, la serie è servita ad alleviare l’attesa di quattro anni tra una stagione e l’altra della serie principale.
Diventa comunque un po’ difficile ricordare tutti i particolari di quanto accaduto finora, sebbene le sequenze in flashback siano organizzate piuttosto bene e aiutino il pubblico a riprendere il ritmo.
Ciò considerato, il mix proposto da queste prime due puntate risulta gradevole: le sequenze dedicate alla natura e all’avventura, quasi rasserenanti, sono bilanciate saggiamente da momenti pirotecnici, che impediscono allo spettatore di addormentarsi.
Sufficienza piena, dunque, con possibilità di miglioramento. Un uomo di poche parole, grandi spazi aperti e azione spettacolare: la ricetta è quella di un onesto prodotto d’intrattenimento che si segue volentieri.
Per approfondire cast, trama e distribuzione della nuova stagione, è disponibile anche la guida completa a The Terminal List 2 pubblicata su Recenserie.
THUMBS UP 👍
THUMBS DOWN 👎
Link utili
UN GUERRIERO IN UN GIARDINO






Vuoi parlare del finale? Segnala gli spoiler all’inizio del commento.