Nocturne 1×02 – For Such A Time As ThisTEMPO DI LETTURA 5 min

Nocturne 1x02: Saga Bauer e il serial killer Jurek Walter nel thriller Apple TV
Recensione Serie TVNocturne Stagione 1 Episodio 2 Episode 2 Apple TV

Stephen Graham è terrificante e la tensione funziona, ma l'infiltrazione di Saga e alcune scorciatoie di sceneggiatura rendono la puntata meno convincente del pilot.

Apple TV ha scelto di distribuire insieme i primi due episodi di Nocturne, prima di passare alla cadenza settimanale. Una strategia frequente sulle piattaforme streaming, utile a mostrare subito il potenziale di una serie quando il solo pilot potrebbe non bastare a convincere il pubblico. In questo caso, però, il primo episodio aveva già funzionato: serviva davvero vederne subito un altro?
La seconda puntata ha certamente un suo perché. Dopo aver introdotto l’indagine e il serial killer Jurek Walter, interpretato da un magnetico Stephen Graham, porta l’agente dell’FBI Saga Bauer (Zazie Beetz) a infiltrarsi nell’istituto psichiatrico dove l’uomo è detenuto. È una svolta interessante (e anche già vista nel trailer), capace di aumentare la tensione e di iniziare quella che evidentemente sarà una delle dinamiche principali della serie.
Il problema è che, nonostante un’ottima regia e interpretazioni convincenti soprattutto da parte di Beetz e Graham, l’episodio appare meno solido del pilot: supera i cinquanta minuti, ma ne sembra durare molti di più, soprattutto per alcune leggerezze di sceneggiatura che rendono il racconto meno naturale (e più forzato) di quanto dovrebbe.

UN’INFILTRAZIONE TROPPO COMODA


L’idea di mandare Saga a stretto contatto con Walter funziona dal punto di vista televisivo perchè è una situazione pericolosa, con un villain tizio psicopatico ma intelligentissimo che sembra capace di manipolare chiunque gli si avvicini. Ma la domanda è inevitabile: possibile che la soluzione migliore dell’FBI sia infiltrare un’agente nello stesso istituto del serial killer?
In questi primi due episodi è stato detto e ridetto che Saga è esperta di operazioni sotto copertura. Va bene, ma non basta a rendere convincente un piano che appare soprattutto costruito per portare i due personaggi nella stessa stanza location. La necessità di salvare una bambina spiega l’urgenza ma non spiega tutte le decisioni prese per riuscirci.
Anche i confronti tra Saga e il protagonista Jonah Lynn (Liev Schreiber) mostrano qualche forzatura. Posizioni inizialmente inflessibili (visto che Jonah giustamente è contrario all’idea di mandare Saga nel manicomio) cambiano nel giro di poche battute, senza che il percorso verso quelle decisioni sia sviluppato abbastanza perchè un semplice “non hai alcun potere decisionale, io faccio quello che voglio” non può essere sufficiente a giustificare una scelta piuttosto ardita. Il risultato non è un’operazione investigativa particolarmente accurata, ma una successione di passaggi funzionali a far avanzare la trama. Qualcuno potrebbe dire anche: clichè narrativi.
La puntata conserva comunque una tensione autentica e piacevole, firmata dalla regia di Tim Van Patten. Il problema non è ciò che la serie vuole raccontare, ma la facilità con cui riesce a mettere in moto alcuni snodi decisivi.

STEPHEN GRAHAM È STRAORDINARIO, LA SCRITTURA MENO


Stephen Graham è il vero punto di forza di Nocturne. Il suo Jurek Walter incute timore anche quando non fa praticamente nulla: bastano uno sguardo, una pausa o il tono della voce per rendere ogni conversazione minacciosa. Walter è totalmente imprevedibile e questo è merito di Graham che infonde nel personaggio una recitazione mostruosa. È un’interpretazione che potrebbe tranquillamente entrare nella conversazione per gli Emmy, e che rende ancora più evidente la differenza tra la qualità della recitazione e alcune soluzioni narrative poco convincenti.
Tra queste c’è Karl Anders, l’infermiere interpretato da Rory Culkin, presentato come un professionista competente che però in mezzo secondo finisce per lasciarsi manipolare da Walter con una facilità disarmante. Che il serial killer sappia influenzare gli altri è evidente; che riesca a farlo così rapidamente con chi dovrebbe essere preparato a gestirlo è più difficile da accettare. Soprattutto se si considera poi che il messaggio che Walter ha dato a Karl, e che Karl ha portato all’esterno, corrisponde ad un crimine federale, cosa che dovrebbe rappresentare un buon deterrente.
Un’altra scorciatoia riguarda la misteriosa figura intravista nei boschi, quando Jonah entra nella casa di un’operatrice sanitaria di cui non si hanno notizie da settimane. Ennesimo clichè che non aggiunge molto visto che lo spettatore ha già capito dal pilot che Walter deve avere qualcuno all’esterno che esegue le sue istruzioni. La domanda interessante non è se esista un complice, ma chi sia e perché lo aiuti.
Sono dettagli che, presi singolarmente, si potrebbero perdonare. Sommando questi difetti a un ritmo piuttosto dilatato, però, il risultato è una puntata che dispone di un cast e di un’atmosfera di altissimo livello, ma che non riesce a valorizzarli pienamente.

UN FINALE CHE RIACCENDE LA CURIOSITÀ


A recuperare parte dell’interesse arriva il finale, con le scritte e il simbolo sugli alberi e sul muro della stanza dove Saga viene messa. È un dettaglio intrigante perché sembra dare un significato anche alla particolare sigla di Nocturne, suggerendo che la sua iconografia non sia soltanto una scelta estetica. Qui il mistero funziona: non si limita a nascondere l’identità di qualcuno, ma crea un collegamento visivo che invita a riconsiderare quanto visto.
La serie continua quindi a generare ansia e curiosità. La regia è solida, Liev Schreiber e Zazie Beetz convincono e Stephen Graham è semplicemente terrificante. Ma l’infiltrazione di Saga, la gestione di Karl e alcuni cliché da caccia all’uomo lasciano l’impressione di una sceneggiatura troppo disinvolta.
Il giudizio rimane positivo, ma inferiore a quello del pilot.

THUMBS UP 👍

  • Stephen Graham straordinariamente inquietante
  • Regia e atmosfera capaci di creare tensione
  • Il finale con i simboli sugli alberi

THUMBS DOWN 👎

  • Il piano d'infiltrazione di Saga è poco convincente
  • Karl Anders viene manipolato troppo facilmente
  • Ritmo dilatato e alcuni cliché investigativi

Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Stephen Graham è straordinario e la tensione non manca, ma il piano dell'FBI, alcune manipolazioni troppo facili e un ritmo dilatato rendono il secondo episodio meno convincente del pilot. Un SAVE alto, vicino al THANK.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Vuoi parlare del finale? Segnala gli spoiler all’inizio del commento.

Stephen Graham nei panni del serial killer Jurek Walter nella serie Nocturne di Apple TV.
Precedente

Nocturne 1×01 – Lazarus, Come Forth!

Dexter: Resurrection 2x01: Michael C. Hall e Eric Mayor Stonestreet nella première della seconda stagione di Dexter: Resurrection.
Prossima

Dexter: Resurrection 2×01 – Risky Business