Backrooms 2 non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma la macchina sembra già muoversi dietro le quinte. Dopo l’apertura globale da 118 milioni di dollari del film A24 diretto da Kane Parsons, il sequel è diventato praticamente inevitabile. La notizia più interessante, però, non è il “se” ma il “come”: secondo quanto riportato, Parsons starebbe cercando un co-sceneggiatore con cui sviluppare il nuovo capitolo.
È un dettaglio importante perché racconta lo stato reale del progetto: Backrooms 2 sarebbe ancora in una fase molto iniziale. Nessun cast confermato, nessun via libera formale, nessuna data d’uscita. Ma l’interesse industriale è evidente, anche perché il contratto per ulteriori progetti legati a Backrooms risiederebbe già presso A24. Tradotto: il seguito non è ancora un film in produzione, ma il terreno è già pronto perché lo diventi.
PERCHÉ IL SEGUITO DI BACKROOMS CONTA DAVVERO
Il punto centrale è che Parsons non sembra ragionare soltanto in termini di sequel tradizionale. Durante il press tour, il regista ha parlato del desiderio di espandere Backrooms in una sorta di antologia cinematografica, portando l’IP oltre il formato YouTube che l’ha resa virale. Ed è proprio qui che la cosa diventa interessante: Backrooms non è una storia lineare nel senso classico, ma un immaginario modulare, fatto di livelli, spazi impossibili, paura liminale e interpretazioni della community. Una struttura antologica potrebbe essere il modo più naturale per farlo crescere senza trasformarlo in un normale franchise horror serializzato.
La ricerca di un co-sceneggiatore va letta dentro questa prospettiva. Il primo film ha dimostrato che Parsons sa tradurre l’estetica digitale delle Backrooms in cinema da sala; il secondo dovrà dimostrare qualcosa di più difficile: che quel mondo può reggere un’espansione narrativa senza perdere il mistero. Aggiungere un collaboratore alla scrittura potrebbe servire proprio a questo, cioè a costruire una mitologia più ampia senza soffocare l’ambiguità che ha reso il fenomeno così potente online.
Il successo del primo film ha cambiato completamente le proporzioni del progetto. Backrooms ha aperto a livelli da blockbuster pur nascendo da un’IP internet e da un budget molto più contenuto rispetto ai grandi franchise hollywoodiani. Insieme a Obsession di Curry Barker e a Iron Lung di Markiplier, il film di Parsons sta diventando il caso simbolo di una nuova fase: quella in cui i creator nati online non vengono più trattati come curiosità laterali, ma come possibili motori del box office.
La domanda, però, è anche rischiosa. Hollywood ha una tradizione abbastanza tragica nel vedere un fenomeno e copiarne la superficie: più creepypasta, più “liminal spaces”, più marketing su TikTok, meno comprensione reale del perché quel materiale funzioni. Backrooms 2, se diventerà davvero il prossimo passo, dovrà evitare proprio questa trappola. Non basterà aggiungere stanze gialle, neon ronzanti e mostri più grandi: servirà capire come trasformare l’ossessione della community in cinema senza sterilizzarla.
Per A24, il potenziale è enorme. Il primo Backrooms ha già dimostrato che una campagna mirata, un fandom giovane e un’identità fortissima possono competere con IP molto più costose. Un sequel — o una vera antologia di lungometraggi — potrebbe trasformare il fenomeno in uno dei franchise horror più importanti dello studio. Ma proprio per questo la prudenza è necessaria: al momento Backrooms 2 è una possibilità molto concreta, non ancora una certezza ufficiale.
La cosa più probabile è che A24 e Parsons vogliano muoversi in silenzio, almeno finché non avranno trovato la forma giusta. Dopo un debutto da 118 milioni, annunciare un sequel sarebbe facile. Fare un sequel che non sembri una risposta automatica al successo, molto meno. Ed è qui che si giocherà il futuro delle Backrooms: non nella domanda “quante stanze si possono ancora aprire?”, ma in quella più importante — quali porte vale davvero la pena spalancare?
Fonte: Fonte: stato del sequel, ricerca di un co-sceneggiatore e contratto A24 riportati da Kotaku su report Deadline. Dati box office e contesto sul fenomeno horror/creator riportati da GamesRadar+.


