Non si può scrivere questa recensione senza incorrere nel rischio di fare qualche spoiler sul probabile finale.
La vicenda di Death By Lightning è, infatti, fin troppo conosciuta negli USA, Paese di produzione dello show. E certamente è ben troppo nota anche agli appassionati di storia americana per non sapere già come va a finire.
Si parla del 20° Presidente statunitense James A. Garfield, uno dei più “brevi” come mandato in quanto fu assassinato dopo soli 6 mesi di presidenza.
Di tale omicidio si conosce, ad oggi, solamente il nome del colpevole materiale: Charles Guiteau, all’epoca uno sconosciuto disoccupato, che accusava Garfield di poca riconoscenza nei suoi confronti dopo che questo aveva contribuito a farlo eleggere. Ma nel tempo (come spesso succede), si sono avvicendate numerose teorie del complotto e, di fatto, il reale motivo che spinse Guiteau ad uccidere Garfield rimane oscuro. L’autore e produttore Mike Makowsky sarà riuscito a far luce su questa vicenda in questa nuova miniserie storica targata Netflix?
CHARLES GUITEAU, CHI ERA COSTUI?
Per fortuna si può tranquillamente vedere lo show anche senza sapere nulla di storia americana. L’episodio pilota è costruito appositamente per presentare i due principali co-protagonisti, appunto Garfield e Guiteau. Per l’occasione interpretati da Michael Shannon e Matthew Macfayden, con un incredibile lavoro di trucco e parrucco che li rende pressoché fotocopie degli originali.
Tali interpretazioni e il brillante lavoro di sceneggiatura riescono nell’intento di creare empatia e affezione verso questi character, per cui non è necessario parteggiare per l’uno o l’altro, dal momento che entrambi vengono rappresentati come “vittime” delle loro stesse azioni.
In particolare, ad emergere è soprattutto la figura di Guiteau come “anti-eroe” della vicenda. Un personaggio allo stesso tempo umano e meschino per cui si prova sia ribrezzo che empatia. Il cliffhanger finale preannuncia già un possibile incontro fra lui e Garfield, che presumibilmente sarà il motore di tutta la storyline orizzontale. E il gioco dello show sta tutto qui: nel vedere come si evolveranno i rapporti fra questi due, ora che sono stati così mirabilmente rappresentati in questo episodio introduttivo.
POLITICA DI IERI E OGGI
In sottofondo a tutto questo c’è una critica alla società americana di fine Ottocento, in particolare alla classe politica di allora che, come corruzione e sotterfugi, non era certamente inferiore a quella di oggi. Anche qui è possibile notare un po’ la solita forzatura delle serie storiche americane che, di fatto, rappresentano personaggi forse un po’ troppo “emancipati” per la propria epoca, come modi di fare e ragionare.
Ma d’altronde l’interesse per la miniserie storica deriva in parte anche da questo elemento. Per il resto, la ricostruzione storica è molto accurata e la scena delle primarie repubblicane (guarda caso il partito tuttora al potere negli USA) da cui esce “vincitore” Garfield è costruita con la giusta dose di suspense fino al cliffhanger finale.
Tutto il resto lo fa lo straordinario cast che comprende la moglie di Garfield, Crete (interpretata da Betty Gilpin), e i personaggi interpretati da Bradley Whitford e Nick Offerman. Un cast fatto principalmente da caratteristi, però molto azzeccati per i rispettivi ruoli.
MINISERIE STORICA “DRAMEDY”?
L’episodio in generale è ben orchestrato e riesce nell’intento di creare interesse per un evento della storia americana non troppo mainstream, anche se, nel suo piccolo, fondamentale soprattutto per quanto riguarda i suoi paragoni con il presente.
Forse per suggerire un taglio più “pop”, gli autori decidono di non puntare troppo sulla “drammaticità” della vicenda (che non manca comunque) quanto sul lato più surreale, creando un episodio che, in qualche modo, risulta perlopiù un dramedy. Esemplare, in questo senso, la scena iniziale che fa un particolare salto dagli anni 60 all’800 per introdurre il personaggio di Gaiteau.
Non si sa se questo particolare mood rappresenterà tutto lo show o solo questa prima parte, ma certamente almeno in questo episodio funziona molto bene. Per cui non rimane che continuare a vedere come si evolverà il rapporto fra i due principali co-protagonisti di questa interessante miniserie targata Netflix.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Nuova miniserie storica targata Netflix in cui si racconta la vicenda del 20° Presidente degli Stati Uniti d’America James A. Garfield e del suo assassinio. Nonostante la drammaticità degli eventi, il tono scelto è quasi da dramedy puntando tutto sull’assurdità della psicologia dei personaggi rappresentati. In particolare di quella di Charles Guiteau, co-protagonista della vicenda.


