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Devs 1×05 – Episode 5TEMPO DI LETTURA 5 min

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Prima di procedere con la recensione c’è un chiaro elemento che deve essere portato alla luce del Sole: Garland sembra vivere lo stesso maniacale desiderio di Nolan di mostrare sempre e comunque quante ne sappia e quanto si possa dimostrare al di sopra di chiunque. E’ infatti molto complicato, senza avere delle solide basi, avere la giusta cognizione di ciò che buona parte dei dialoghi tentino di spiegare e/o presentare al proprio pubblico. Le materie chiamate in causa sono essenzialmente complicate, rendendo da una parte la visione di difficile digestione; dall’altra creano quell’alone di mistero e dubbio che eleva ulteriormente il valore di Devs in quanto a prodotto seriale.
Accantonati per un attimo i dialoghi, inoltre, la serie sembra voler iniziare a giocare in modo definitivo con il proprio pubblico, insinuando il dubbio relativamente a cosa stia avvenendo nella realtà e cosa, invece, sia semplicemente riprodotto da Katie come proiezione futura. Questa trovata all’interno della narrazione nasconde due precise porte che, in base a come andranno ad evolversi i fatti da qui in avanti, potrebbero rappresentare gioia o dolori dello show stesso.
Dietro una porta c’è la solita minestra riscaldata della serie tv che, ad un certo punto, decide di fantasticare riguardo i viaggi nel tempo, la riscrittura del passato e quanto possa collegarsi a questa tipologia di storia. Se ne percepisce, quindi, l’accezione essenzialmente negativa.
Dietro la seconda porta, invece, si nasconde un poderoso backdoor a cui Devs potrebbe decidere di rifarsi nel caso in cui, ad un certo punto, sentisse la necessità di ricostruire quanto raccontato al proprio pubblico fino a quel momento. Consigliabile? Assolutamente no, soprattutto perché andrebbe ad incrinare la linea narrativa creando confusione, eppure anche solo una possibilità del genere scatena mille opzioni e scelte da poter seguire.
Questo quinto episodio si mostra decisamente motivato nell’approfondire il passato di Katie e Forest mostrandoli dal loro primo contatto lavorativo, fuori dall’Università, al loro coadiuvare praticamente in tandem non tanto Amaya, l’azienda di Forest, quanto piuttosto il segreto progetto a cui si sta lavorando nella sempre psichedelica e ammaliatrice costruzione sospesa nel vuoto. Devs permette finalmente allo spettatore di venire a conoscenza del famigerato avvenimento che ha spezzato l’animo di Forest nel profondo, rendendolo probabilmente il cinico informatico che ha osservato Sergei morire senza battere ciglio. Della violenta morte di moglie e figlia, ciò che sorprende (a livello scenico) è la ricostruzione delle possibilità dell’avvenimento stesso: per un punto, passano infinite rette, ecco quindi che allo spettatore vengono mostrate tutte le possibili varianti dell’incidente d’auto. Inutile sottolineare che la realtà ha visto prendere strada la possibilità più devastante, con l’auto centrata in pieno a folle velocità dall’altro veicolo. Ad accompagnare questa ricostruzione c’è l’incidere lento, incerto e sempre più visibilmente colpito di Forest. In lontananza si percepisce prima il rumore di lamiera che sbatte sull’asfalto, poi quello del clacson che dura pochi secondi. Il volto dell’uomo si tramuta in una maschera di terrore, prima di realizzare mestamente che quello che ha visto è la realtà. Non c’è possibilità di appello per quello che è avvenuto e, passo dopo passo, sembra rendersene conto: Nick Offerman ancora una volta si dimostra essere un attore d’alto livello, portando in scena una sequenza in grado di bucare lo schermo ogni secondo sempre più.
Focalizzato sul passato, “Episode 5”, presta maggiore attenzione anche al personaggio di Katie che, come detto, conosce Forest a ridosso del termine dei suoi studi. E’ una Katie a tratti più anarchica e per la quale difficilmente si riesce ad immaginare una posizione ai comandi di qualcuno: l’animo battagliero e focoso vengono ampiamente mostrati nella sequenza della lezione in cui non perde occasione di ribattere punto su punto (anche con una certa volgarità, c’è da dirlo) alla professoressa. Eppure, nonostante questo suo modo di fare a metà tra vero automa e “la ribellione delle macchine”, Katie viene mostrata anche sotto una luce nuova, evidenziando quel lato umano (durante il dialogo rivelatore con Forest) fino ad ora rimasto essenzialmente nascosto.

 

Katie: “I’m not sure you even understand what we’re really doing here.”
Forest: “What do you mean?”
Katie: “I think Devs is how you’ve put yourself on trial. It’s judge and jury. If it works, determinism precludes free will and you’re absolved, you did no wrong. But if it doesn’t work, you had choices. And you’re guilty.”
Forest: “And if it doesn’t work, I’m damned.”

 

Dopo aver temporeggiato a sufficienza, Devs decide di tornare a raccontare la propria storia mostrando le prime incrinature nel saggio piano fin qui ritenuto inattaccabile da parte di Forest (oppure è già stato tutto preventivato? Quante mosse è avanti rispetto ai propri avversari quest’uomo?): Jamie si reca al centro di detenzione per far scappare Lily, portandola in salvo da una finestra; Kenton, d’altra parte, inizia a mostrare una certa avversione e/o insicurezza relativamente alla sua posizione (quella del tutto fare ammazza-nemici) all’interno di Amaya. Primi accenni di un desiderio di voltare le spalle?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Salto tra realtà?
  • Katie e Forest
  • Devs rallenta la narrazione e si focalizza sul passato
  • Jamie vs Kenton
  • La lezione della professoressa e l’intensità dei dialoghi
  • I primi esperimenti
  • L’incidente
  • La deduzione di Katie e la necessità di un “processo” morale e di assoluzione o colpevolezza per Forest
  • Finale di puntata
  • Salto tra realtà?
  • Possibile eccessivo tecnicismo nei dialoghi

 

Alcuni dubbi relativamente a piccoli/medi frangenti della narrazione. Eppure, se si considera la puntata come filler narrativo focalizzato sul passato, risulta davvero molto complicato riuscire a giudicarlo negativamente.

 

Episode 4 1×04 ND milioni – ND rating
Episode 5 1×05 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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