Grey’s Anatomy ha deciso di non far felice il proprio pubblico sotto tutti i punti di vista, preferendo regalare episodi che se da un lato profumano dei chiari e distintivi elementi narrativi che l’hanno resa una serie tv caposaldo della ABC, dall’altro odorano di stantio e dei più classici e banali errori di sviluppo che già più volte si è deciso di propinare durante le passate stagione.Una narrazione frizzante, molto giovanile e soprattutto in grado di appoggiarsi ai nuovi specializzandi introdotti durante la stagione in corso: questo era ciò che era mancano nelle passate stagioni, questo era ciò che a gran voce era stato richiesto (o quanto meno dal nostro punto di vista era ciò di cui necessitava la serie, nuova linfa vitale a cui attingere) e questo, fortunatamente, è quello che sta concedendo questa quindicesima stagione.
Il ricambio generazionale forse arriva troppo in là con gli anni, ma andare a criticare questa decisione significherebbe non accontentarsi di una coraggiosa iniziativa da parte degli sceneggiatori, intrapresa solo parzialmente in passato e mai seriamente portata a compimento.
L’elemento negativo della puntata, se così lo si vuole etichettare, risulta essere l’inizio delle problematiche di coppia tra Meredith ed Andrew. Non è tanto il fatto che i due si ritrovino ad affrontare una piccola crisi a far storcere il naso: Grey’s Anatomy ha abituato il suo pubblico a continui e ripetuti litigi per i più svariati motivi. Sono le tempistiche a lasciare alquanto interdetti e a non convincere totalmente: Andrew e Meredith sono una coppia ancora da rodare e nonostante una chimica innegabilmente presente, i due ancora devono raggiungere un discreto screen time per poter essere definiti a tutti gli effetti “la nuova coppia”. Eppure questo passaggio, affrontato sia per Owen ed Amelia (più volte, ad essere precisi), sia per Maggie e Jackson, sembra non trovare riscontro per la coppia d’eccellenza. C’è da ricordare infatti che Andrew va a rimpiazzare un certo Derek che ha rappresentato l’icona di riferimento per una generazione (o forse due). La pressione è chiaramente molto elevata.
Il giovane medico di origini italiane è ancora sconvolto dal diverbio con il padre e dalla conclusione frettolosa della sua ricerca presso l’ospedale. Un qualcosa che effettivamente lascia il segno nei personaggi, come è giusto che sia, ma che non può colpire allo stesso modo lo spettatore. Ed anche in questo caso il problema alla radice è sempre quello già precedentemente esposto: una mala gestione delle tempistiche narrative.
Una piacevole conferma arriva invece da personaggi come Jackson, Richard ed il gruppo di nerd amanti della matematica, capaci di alternare cure mediche e simpatici siparietti non di carattere puerili o stupido, bensì divertenti e di vero intrattenimento. Delle parentesi narrative (puri e semplici cul de sac) piacevoli da vedere, in grado di rendere la visione molto più leggera ed a tratti piacevole. Un qualcosa che più volte si è trovato difficoltoso anche solo pensare in passato.
Un altro neo negativo è rappresentato sicuramente da Owen: abbandonato definitivamente da Amelia (che sembra propensa ad intraprendere una nuova storia con Link) ed accantonato da Teddy, l’uomo sembra aver perso un vero ruolo all’interno delle vite delle persone a lui più care. Peggio ancora: il personaggio Owen inizia ad appesantire seriamente la storia e la sua presenza comincia a perdere senso. Potrebbe esserci nell’aria la decisione, nell’immediato futuro, di tagliare un’altra importante testa nel cast di Grey’s Anatomy?
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Una seconda giovinezza, quindi, per Grey’s Anatomy. E quindi perché non premiare i corposi ed evidenti passi avanti nella gestione delle trame con un bel Thank Them All? Vuoi vedere che il problema di questa serie erano April ed Arizona?
| And Dream of Sheep 15×17 | 6.57 milioni – 1.4 rating |
| Add It Up 15×18 | 7.00 milioni – 1.4 rating |


