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Hannibal 3×10 – …And The Woman Clothed In SunTEMPO DI LETTURA 4 min

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Mancano pochi episodi alla fine della terza stagione, così come mancano pochi episodi alla fine di Hannibal come serie. Le indiscrezioni che arrivano non lasciano molte speranze sull’acquisizione dei diritti da parte di altri canali e piattaforme. Eppure Hannibal continua a non sconfessare sé stesso, anzi, rincara la dose di simbolismo ed estetica che, da tre anni a questa parte, l’ha contraddistinta. 
Sarebbe stato facile, una volta appreso della cancellazione, lanciarsi in un adrenalinico finale, in cerca di una affrettata conclusione. La meticolosa presentazione che ci viene fatta a proposito di Dolarhyde ne è la dimostrazione. La lunga sequenza tra l’assassino e la sua non vedente amica potrebbe portare ad una duplice reazione per chi assiste all’episodio. Da un lato non si può certamente rimanere indifferenti di fronte all’impatto erotico che regala la scena di sesso tra i due, soprattutto per come sopraggiunge improvvisa. La fusione tra il grande rosso drago e la donna vestita di sole avviene con la solita estetica “hannibaliana” caratterizzata da sequenze di immagini a rallentatore ed efficaci scatti pittorici. Se quindi è possibile godere per l’ennesima volta delle intuizioni visive di Fuller e soci, dall’altra parte un pensiero sorge spontaneo. Si possono forse biasimare gran parte degli spettatori statunitensi di non occupare le loro serate televisive di fronte a tale particolarissimo show della NBC? Si può forse biasimare una rete non via cavo, con standard ben diversi, per la scelta di non rinnovare Hannibal per una quarta stagione? Le caratteristiche che ha queste serie sono tanto rare altrove quanto concentrate e assolute all’interno della serie stessa. Il prolungamento ad altre stagioni avrebbe potuto portare ad un annacquamento del tutto, se non ad una ripetitività che sarebbe potuta risultare stucchevole. Si lasci allora che queste tre stagioni rimangano isolate nella loro particolarità: Hannibal dovrà essere un rarissimo e pregiatissimo vino da tirare fuori solo nelle occasioni speciali. 
D’altronde quando mai si è visto un telefilm di un canale come la NBC regalare, dopo la lunga sequenza tra i due neo-amanti, una lunga sequenza composta dal solo dialogo tra Bedelia e Will? I due personaggi non si sono mai realmente confrontati, in quanto entrambi rappresentano due diverse facce dello stesso Hannibal. Per citare la scorsa recensione: “il cannibale è l’indiscusso re, attrae tutti i personaggi che gli ruotano attorno guardinghi, sospettosi o ammirati”. Certamente la conversazione non potrà, quindi, che essere meravigliosamente monotona, diretta esclusivamente sull’identità dei due riflessa e proiettata sulla persona che funge da “grado di separazione” per loro. Bedelia rivive il suo primo omicidio, generando ambiguità rispetto alla sua effettiva colpa in merito alla morte del paziente interpretato da Zachary Quinto. Allo stesso modo Will si sente dire quello che effettivamente noi spettatori potremmo aver pensato per un bel po’ di tempo: tu non sei realmente un assassino. C’è della logicità nel discorso: se un empatico frequenta un serial killer, non potrà che empatizzare con gli istinti di questo, allo stesso modo di come sente la necessità di aiutare l’uccellino ferito (per citare l’esempio riportato nell’episodio). In questo Bedelia rappresenta sicuramente la figura più vicina al distacco superomistico di Hannibal: è lei che, come dice Will, ha dovuto fingersi diversa per giustificare la sua vicinanza all’assassino, motivo per cui ne è uscita senza ferita alcuna.
Limitate le apparizioni di Hannibal, ormai divenuto entità manipolatrice, osservatore “super partes” chiuso in una torre di cristallo. Le sottili manipolazioni, comunque presenti, oltre alle immagini oniriche all’interno di un immaginario studio (come nella sequenza iniziale), non spezzano il filo della continuità con il leitmotiv della serie. L’immagine di Hannibal seduto di fronte ad un paziente può, infatti, essere presa come simbolo dell’intera opera di Fuller.
Il finale da fiato sospeso si pone in antitesi con il lento progredire dell’intero episodio. Il cliffhanger ricorda allo spettatore che pur sempre di una serie TV si tratta e, definite le nuove dinamiche di questa seconda metà di stagione, si entra nel vivo della caccia al killer. O della caccia del killer. A questo punto ci si può aspettare quasi di tutto.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dialogo Bedelia-Will
  • Nuovo ruolo di Hannibal
  • Parziale giustificazione, nella sequenza iniziale, sulla facilità della telefonata nel finale dell’episodio precedente
  • Scena finale
  • Monologo di Bedelia sull’inferno
  • Sequenza erotica preceduta dall’esperienza sensoriale della tigre
  • Il massimo dell’estetica culinaria presente è un pasto a base di carta
  • Dolarhyde presentato come killer ma sviluppato, in questo episodio, come Arsenio Lupin
Gli standard sono sempre alti. Non può essere altrimenti vista l’unicità di quello che viene presentato, che poi piaccia o meno. Tuttavia, come già detto, quanto presentato non andrebbe a perdere valore senza una quarta stagione, anzi. Esistono pietanze che si possono gustare esclusivamente con pochi bocconi, se non con un semplice assaggio.
…And The Woman Clothed With The Sun 3×09 1.05 milioni – 0.3 rating
…And The Woman Clothed In Sun 3×10 1.07 milioni – 0.3 rating

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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