Stranger Things 5×02 – Chapter Two: The Vanishing Of Holly WheelerTEMPO DI LETTURA 4 min

4.1
(7)

Quando uno va al supermercato della propria cittadina di provincia e si accorge di gadget di Stranger Things ovunque, la mente torna alle prime recensioni della prima stagione. Quando sembrava di star recensendo il classico buon prodotto Netflix appena uscito, vagamente evocativo, vicino all’esercizio di stile, con una serie di combinazioni stilistiche e narrative, oltre ad una scelta di cast, che avessero contribuito al massimo ad una vera e propria armonia seriale.
Poi a ridosso della quinta stagione ci si accorge che non è soltanto il supermercato dietro casa, ma ogni angolo del quotidiano (social e non) che celebra il ritorno di Stranger Things con la stessa enfasi con cui un tempo si annunciavano i grandi kolossal.
E guardando l’inizio di questa quinta stagione si è spaccati in due in tal senso: da un lato si rientra nelle atmosfere che tanto hanno funzionato, dall’altro si ripensa al reparto surgelati con riferimenti all’Upside-down.

ADULTI SCEMI


Non che sia una novità, ma l’idiozia degli adulti in Stranger Things qui sembra toccare una nuova vetta. I genitori di Mike e Nancy, ad esempio, non vengono neanche resi degni della cosiddetta “morte eccellente” che in una quinta ed ultima stagione ci si potrebbe pure aspettare. Figure non sempre al centro delle scene, per così dire, vengono attaccate in momenti relativamente poco dignitosi: una che fa il bagno dopo essersi scolata un sacco di vino, l’altro al buio in giardino che tira palline da golf. Ovviamente il momento dell’attacco ha un ottimo livello di tensione, soprattutto considerando che il personaggio interpretato da Cara Buono, lì sì, si rende protagonista di una intensissima sequenza in cui si sacrifica per proteggere la figlia. Con risultati rivedibili. Neanche riesce a sacrificarsi bene. E Holly viene rapita come Will nella prima stagione (avete notato il parallelismo dei titoli con la 1×01?).
Se comunque i Wheeler sono al centro di un momento drammatico assolutamente efficace, questo non avviene con Joyce, ottusamente protettiva nei confronti di Will (ma comunque si può capire), beffardamente buggerata da un omaggio/riferimento di “Ritorno al Futuro”, buttato lì perché comunque nella serie il 1985 è già passato e non si poteva non omaggiare un’altra fantastica icona di quegli anni.

LINEE COMICHE SEMI-INVOLONTARIE


La leggerezza con cui Stranger Things porta avanti tematiche e trame assolutamente intense e piene di suspense, dopo cinque stagioni, rende ben ampio il divario tra gravità di quello che sta succedendo e volontarie o involontarie linee comiche buttate lì. Che ovviamente stonano non poco.
Analizziamo Mike e Nancy che, rimasti soli in ospedale, devono per forza parlare con la madre, comunque non proprio in grandissime condizioni, per chiedere informazioni sull’amico immaginario di Holly. Che effettivamente già così un po’ fa ridere. Poi per carità arriva una buona rivelazione, però il ragionamento che porta a ciò è quantomeno forzato. Il tutto per far ridere il pubblico con Will che zoppica in maniera bruttissima, con tanto di conseguente battibecco.
Per non parlare di Dustin che riesce a far irritare sia pubblico che personaggi, tornando tutto ammaccato perché ha dovuto fare la rockstar da college invece che pensare agli appuntamenti seri che i suoi compari gli avevano dato. Tutto ciò evidenzia un distacco del personaggio dall’economia della trama principale, quasi ormai una macchietta, vittima del risalto mediatico avuto negli anni passati.

HOLLY/GINNY


La rivelazione finale sull’amico immaginario di Holly (vero “nuovo” personaggio di questa stagione) è condotta con un buon grado di tensione narrativa. Però al pubblico più esperto porta alla mente qualcos’altro. E non si fa certo riferimento ad un cult anni ’80. Il pensiero va a Tom Riddle, al diario, al basilisco e alla Camera dei Segreti. Senza entrare troppo nello specifico se qualcuno ancora non si fosse avventurato nel mondo di Harry Potter.
Tutta la precedente stagione si è approfondito il ruolo e la figura di Henry/Vecna. Chi poteva mai essere questo amico immaginario? E dai.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Sempre ottima tensione narrativa
  • Viene voglia di andare avanti (come sempre)
  • Momento tenero tra Hop e Eleven
  • Chiedere alla madre martoriata info su un amico immaginario
  • Dustin che ci sta a fare?
  • Rivelazione finale ben giostrata ma non esattamente imprevedibile

 

Episodio che fa il compitino. Compitino per una serie ormai così importante che significa intrattenere tantissimo. Ma il cringe è comunque sempre lì in agguato come un qualunque demogorgone.

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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