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Inventing Anna 1×01 – Life Of A VIPTEMPO DI LETTURA 5 min

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Recensione Inventing AnnaAnna: “This whole story, the one you’re about to sit on your fat ass and watch like a big lump of nothing, is about me. Not her. Me. You know me. Everyone knows me. I’m an icon. A legend. That part’s all lies, you know. I did nothing wrong. This is bullshit. Anna Delvey’s a masterpiece, bitches. I work for my success. I earn my accomplishments. Pay attention. Maybe you’ll learn how to be smart like me. I doubt it, but you can dream.”

Inventing Anna è il secondo prodotto del sodalizio Shonda Rhimes – Netflix: la miniserie ripercorre la storia di Anna Delvey, una giovane ereditiera tedesca che aspira a diventare una socialite di New York. Ben presto, però, chi le sta intorno comincerà a nutrire sospetti sul suo conto (letteralmente).
Quella di Anna Delvey, o Sorokin, è una storia vera risalente al 2017, anno in cui si tenne il processo che condannò Anna alla prigione, e ispirata all’articolo di Jessica Pressler sul New York Magazine. Da febbraio 2021 la giovane donna è uscita dal carcere ma non si trova più negli Stati Uniti, espatriata a marzo per permesso di soggiorno scaduto.
Dopo che Netflix ha acquistato i diritti per la sua storia, la vera Anna Delvey/Sorokin ha dichiarato di non avere alcun interesse nel guardare questa versione di finzione di sé stessa anche se, nel corso delle riprese, ha acconsentito a incontrare in carcere Julia Garner (la Ruth Langomore di Ozark) scelta dalla serie per interpretarla e aiutarla così ad entrare nel personaggio. La Garner, infatti, ha condotto un vero e proprio studio su di lei e il risultato è un particolare accento europeo nel suo inglese e un’espressione sempre autoritaria di chi ne sa più del prossimo.
Nonostante la centralità del personaggio di Anna, la serie si concentra sulla ricostruzione giornalistica ad opera di Vivian Kent (Anna Chlumsky), una reporter in disgrazia che si accorge del potenziale della storia e fa di tutto per ottenere un’intervista esclusiva: il risultato è un pilot in cui la figura della protagonista è presente per poco meno di dieci minuti, anche se molto intensi, e tutta l’attenzione è concentrata sul personaggio più che sulla persona.

LA PIÙ GRANDE TRUFFA DELL’ANNO


“This whole story is completely true. Except for all the parts that are totally made up.”

Il grande tema della serie è la linea sottile che separa la realtà dalla finzione. Da subito ci si chiede chi sia Anna, da dove venga, quale sia il suo obiettivo, ma non c’è una risposta univoca: la figura di Anna, per quanto elegante e sofisticata, è fumosa, non totalmente negativa né tantomeno positiva. È quanto emerge dai racconti degli amici e conoscenti della ragazza, ognuno con una sua verità su una delle tante Anna che ha conosciuto, o che crede di aver conosciuto.
Sin dai primi minuti ci si chiede come l’alta società newyorkese si sia fatta ingannare da una ragazza di venticinque anni senza arte né parte, referenze o alcun titolo di studio, con il solo fiuto per gli affari. La risposta sembra risiedere nel potere di Instagram e delle apparenze che muovono ogni cosa. È proprio Instagram, infatti, ad averle aperto le porte verso l’alta società: le foto di vacanze in barca, alla fashion week o con personaggi importanti, riescono a darle credibilità e a condurre un gioco ad alta tensione anche per una manipolatrice seriale qual è Anna.

PRESENZA NELL’ASSENZA


Come si diceva poco sopra, di fatto il pilot vede la presenza maggioritaria della giornalista Vivian Kent, mentre al personaggio di Anna vengono dedicati meno di dieci minuti effettivi in cui, però, la Garner riesce a ipnotizzare lo spettatore e a far dubitare per un po’ della sua colpevolezza.
Il magnetismo di questa figura è così forte che anche nell’assenza in scena riesce comunque ad essere presente nella mente dello spettatore, aiutato da una splendida Anna Chlumsky che non fa perdere mai il focus: è così che l’oggetto della sua ricerca diventa il soggetto della narrazione e quindi le foto di Anna e i racconti dei suoi amici si confondono in un mix che non trova soluzione, una trama così fitta da non poter essere dipanata.

DIETRO LO SCHERMO DEGLI OCCHIALI INNOCENTI


Anna: “I looked at some stuff about you from the Internet and I see some pictures, and I wonder what do you wear?”
Vivian: “Huh?”
Anna: “Why do you dress like that?”
Vivian: “Like…”
Anna: “Like that? What are you wearing? You look poor.”

Nascosta dietro gli occhiali Céline, Anna non mostra alcuna emozione e alcun desiderio, solo un certo gusto nel vestire, cosa che fa notare prontamente a Vivian. La distanza tra i due personaggi è tanta, l’una è l’opposto dell’altra.
Dunque, chi diavolo è Anna Delvey? Ma, soprattutto, cosa vuole davvero Anna? A queste e altre domande gli autori promettono una risposta con i prossimi episodi, per ricostruire e farsi un’opinione su una vicende che ha sconvolto la New York bene.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il filo sottile che separa la realtà dalla finzione
  • Julia Garner con il suo accento alla Anna Delvey
  • Anna Chlumsky interpreta un personaggio molto “vero”
  • La promessa di vedere l’ambiente più elegante di New York
  • Una presentazione dell’intreccio alla Shonda Rhimes
  • A parte Julia Garner e Anna Chlumsky, il resto del cast non sembra granchè
  • Oltre 60 minuti di puntata possono risultare pesanti

 

Il pilot di Inventing Anna si presenta più che bene, con la promessa di poter assaporare almeno un po’ dell’ambiente più elegante di New York. Detto ciò, il nuovo prodotto targato Shonda Rhimes può essere la serie dell’anno, oppure no. Fatto sta che non ci sarà altra versione se non quella di Netflix per ancora molti anni.

La notte sognivaga passeggia nel cielo ed il gufo, che mai dice il vero, sussurra che sono in me draghi ch'infuocano approdi reali e assassini seriali, vaghi accenti d'odio feroce verso chiunque abbia una voce e un respiro di psicosfera che rende la mia indole quanto mai nera. Però sono simpatica, a volte.

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