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The Walking Dead 11×09 – No Other WayTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Walking Dead 11x09 RecensioneThe Walking Dead torna sugli schermi, con le solite tempistiche mezze sfasate, a presentare la seconda metà della sua ultima stagione.
“No Other Way” è un concentrato di azione e risoluzione della difficile e tesa situazione lasciata in sospeso nel precedente “finale”.
La serie gestita da Angela Kang sembra ormai non crederci più troppo, ripresentando l’ennesima chiusura di trama fatta di ambiguità morale, fede, uccisioni fatte a tradimento alle spalle, crisi morali, crisi di cibo, deus ex machina, mi fido di te, non mi fido di te, protagonisti che diventano spietati, bambine che si mettono in pericolo, acrobazie su tubature, zombie acquatici.

LA TEMATICA DELLE MORTI ECCELLENTI


Era senz’altro lecito attendersi, da una così adrenalinica ripresa, almeno la sorpresa di una morte eccellente. Ma The Walking Dead, con gli anni, ha abituato il pubblico all’idea che i protagonisti diventassero o sempre più fortunati, o sempre più addestrati. Dallo scontro con Leah&co., così come dall’invasione/inondazione ad Alexandria, ne escono tutti miracolosamente illesi. O quasi.
Il povero Alden, di cui forse pochissimi ricordavano la permanenza nella capanna, si ritrova convertito in walker, in un anticlimatico crescendo, giusto per pagare la tassa del morto eccellente di turno. Che poi, a meno di un maniacale e preventivo rewatch, nessuno avesse dirottato l’attenzione su di lui, è un altro discorso.
Se in passato ciò che contava era il gruppo, la comunità, i cui singoli potevano soccombere da un momento all’altro, ora una piccola squadra di protagonisti intoccabili e indistruttibili è circondata da personaggi di relativa scarsa importanza che rappresentano l’effettiva carne da macello.

ENNESIMA SOPRAFFAZIONE SOSTITUITA DA ALTRA STORYLINE


Leah e tutto il carrozzone di mercenari ipercattivi e addestrati per sopravvivere in questo mondo infame fatto di zombie diventano quindi un fastidio da togliersi. Una scusa per portare avanti la tesissima dinamica tra Maggie e Negan, un pretesto per rendere padre Gabriel un cecchino sempre più infallibile e spietato, anche chiamato tra gli amici “la Mano di Dio”.
Nel corso della precedente stagione, tuttavia, una porzione di trama è stata riservata a Eugene e agli altri radunati nel Commonwealth. Quasi una trama marginale ma che lo spettatore esperto sa che avrebbe rappresentato il futuro ed il finale dello show.
Gli ultimi minuti dell’episodio lasciano ben intendere la deriva di questa stagione finale, dove il confronto tra “i nostri” e una comunità ben attrezzata (leitmotiv un po’ di tutto lo show, dal Governatore in poi) raggiunge il culmine, avendo questa volta a che fare con quella che a tutti gli effetti sarà la “comunità definitiva”, la vera ripartenza del nuovo mondo post-apocalisse.

NO, IL FLASHFORWARD NO!


La strategia narrativa del flashforward è un qualcosa di stuzzicante e intrigante dai tempi di Lost. L’inevitabilità degli eventi, la predeterminazione ed il rapporto causa-effetto diventano i veri protagonisti in scena. Il sovvertimento della situazione, con Daryl novello Eugene e Maggie apparentemente resistente, creano ansia e aspettativa per una nuova situazione di tensione, pochi istanti (scenici) dopo che una nuova situazione di pace si era delineata.
D’altro canto emerge tutta la stanchezza di The Walking Dead che, con un insieme di variazioni sul tema, sta proponendo sempre dinamiche simili, giocando moltissimo sulle continue trasformazioni morali dei protagonisti (in questo caso Maggie). L’avanti veloce in questo caso sembra quasi più un tentativo di catturare l’attenzione di uno spettatore sfinito, piuttosto che una vera e propria esigenza narrativa e stilistica.
L’adrenalina regalata in questo episodio (regalata, ma anche dovuta, considerando come era terminato il precedente) si sgonfia pesantemente di fronte all’aspettativa di ciò che sarà: continui sbalzi futuro-presente (con il primo, verosimilmente in apertura o chiusura di episodi), bottle episodes (ci sono pur sempre Negan e Leah a vagare per i boschi, come non dedicare loro simpatiche e sempre gradite monografie?), nulla di fatto finale, considerando che alla fine di questo pacchetto di 8 episodi bisognerà attenderne altri 8 per arrivare al tanto agognato finale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Adrenalina
  • Zombie natanti
  • Leah e Negan in giro potrebbero regalare sorprese
  • Il cliffhanger
  • Solita intoccabilità dei protagonisti (ad eccezione della “tassa” Alden)
  • Leah e Negan in giro potrebbero regalare noia
  • Il flashforward come ultima spiaggia per catturare attenzione

 

Episodio di buon livello, standard a cui però ci si è già abituati nelle varie premiere. La vera sfida sarà quella di mantenere l’asticella alta anche negli episodi intermedi. Difficile però pensare che potrà essere così.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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