recensione Karate Kid Legends

Karate Kid: LegendsTEMPO DI LETTURA 4 min

L'intento della pellicola era soprattutto quello di rendere omaggio all'intera saga di Karate Kid, riunendo i due personaggi di Jackie Chan e di Ralph Macchio. Il risultato, in questo senso, è pienamente riuscito.
0
(0)
Li Fong, uno studente cinese di kung fu, deve trasferirsi da Pechino a New York a seguito del lavoro della madre. Con sé porta un trauma legato alla sua passione per cui cerca costantemente di evitare gli scontri e la lotta. Le circostanze lo porteranno a dover lottare per difendersi, ma Li ha dalla sua due maestri speciali: lo zio Mr. Han, grande maestro di kung fu… e l’ex Karate Kid Daniel-San.

Era il 1984 quando nelle sale di tutto il mondo usciva il primo capitolo di un franchise particolare. Una storia che voleva essere una sorta di “Rocky per adolescenti”, con il karate, nuova disciplina in voga in quel periodo dopo l’esplosione dei film asiatici di Bruce Lee, al posto della ben più inflazionata (a livello cinematografico) boxe.
Fu così che nacque la saga di Karate Kid con ben 5 film, di cui uno in realtà un dimeticabilissimo remake, e una serie tv che ne ha rinverdito i fasti e sviluppato lo stesso franchise. Nel 2025 esce ora quello che è il sesto capitolo canonico della stessa saga. Un film che da una parte segue lo schema classico degli altri capitoli. risultando quindi un ulteriore film “a sé”, dall’altro vuole chiudere un cerchio simbolico con il “Miyagi-verse” e con tutto ciò che rappresenta.

TWO BRANCHES, ONE THREE. THIS IS WHY I CAME TO TRAIN YOU.

NUOVO ALLIEVO, VECCHI MAESTRI


Il film segue fedelmente quello che è lo schema classico di un qualsiasi “karate kid”. Un ragazzo adolescente si trova a doversi trasferire in una nuova città dove farà conoscenza con dei bulletti appassionati di arti marziali che lo spingeranno a partecipare ad un torneo di arti marziali prestigioso (e con una fetta sempre crescente di pubblico che neanche in uno stadio), dove dimostrerà il suo talento e presumibilmente sconfiggerà così il bullismo.
Stavolta, però, lo sceneggiatore Rob Lieber si è messo d’impegno nel rendere tale struttura meno banale di quanto potesse sembrare.
Li Fong (Ben Wang), al suo arrivo a New York è già un esperto di arti marziali, sotto la guida di suo zio, Mr. Han (Jackie Chan). Peccato che si rifiuti di combattere a causa di un trauma passato legato proprio a tale disciplina. Tutto il film, dunque, verte sul fatto che Li debba ritrovare la forza di rialzarsi e combattere di nuovo. Che è comunque un cambio di prospettiva interessante rispetto alla banale formula del “ragazzo bullizzato che cerca un riscatto personale”. Per fargli ritrovare fiducia, inoltre, lo zio Han dovrà rivolgersi ad una sua “vecchia conoscenza… l’ex Karate Kid Daniel-San (Ralph Macchio).

TRADIZIONE E INNOVAZIONE


Ovviamente la presenza dei due “maestri” più iconici della saga cinematografica in un unico film ne rappresenta il principale motivo d’interesse per andare a vederlo. Il che presuppone che questo non sia propriamente un film per tutti. Alla base c’è ovviamente la conoscenza del franchise e dei capitoli precedenti. Il film, però, non è solamente concentrato sul “Myiagi-verse” (e per fortuna). I nuovi protagonisti adolescenti della pellicola non sono certo da meno rispetto ai propri predecessori, e in questo senso Ben Wang si dimostra un perfetto karate kid.
Particolarmente interessante, inoltre, il rapporto che si crea fra questo e il personaggio di Victor (un inedito Joshua Jackson), che ribalta per un attimo il ruolo di allievo-mentore del film.
Va inoltre detto che, nonostante le inevitabili forzature narrative che connotano tutto questo franchise, la storia segue un suo andamento abbastanza lineare e coerente. Si vede lo sforzo che è stato fatto per ri-attualizzare la storia di karate kid in linea con la sensibilità moderna.

CONCLUSIONE


Rimangono comunque dei difetti anche in questa pellicola. Nonostante gli sforzi, infatti, il film non riesce a sfuggire ad una certa mentalità da boomer che si riflette in alcuni stereotipi. I quali vogliono, ad esempio, le scritte in sovraimpressione a mo’ di graffiti in pieno stile  street art (perché altrimenti non saremmo a New York) e l’uso della musica hip hop, risultando un po’ pacchiana nell’insieme.
Ma si tratta di difetti abbastanza prevedibili e per nulla fastidiosi in una storia che, comunque, riesce nell’intento di intrattenere il proprio pubblico di riferimento. Non mancano gag e riferimenti colti ai precedenti capitoli, inclusi cenni alla serie Cobra Kai. Non poteva mancare (perché arriva dopo i titoli di coda) il cammeo finale di William Zabka, che, come al solito, riesce a rendersi iconico anche a pellicola conclusa,


L’intento della pellicola era soprattutto quello di rendere omaggio all’intera saga di Karate Kid, riunendo i due personaggi di Jackie Chan e di Ralph Macchio. Il risultato, in questo senso, è pienamente riuscito e, se si è fan della saga, si tratta di un film imprescindibile dall’essere visto. Come pellicola a sé potrebbe risultare invece un po’ deboluccia e soprattutto non essere pienamente godibile per chi fosse “novizio” della saga. Ma è chiaro come il target del film sia il primo tipo di spettatore e che, quindi, anche lo scopo dei produttori fosse questo. E, tutto sommato, la pellicola piace anche per questa sua “coerenza” che comunque non viene mai presa troppo sul serio.

 

TITOLO ORIGINALE: Karate Kids: Legends 
REGIA: Jonathan Entwistle
SCENEGGIATURA: Rob Lieber
INTERPRETI: Ben Wang, Ralph Macchio, Jackie Chan, Sadie Stanley, Joshua Jackson, Ming-Na Wen, Wyatt Oleff, Aramis Knight, Tim Rozon, William Zabka  
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
DURATA: 94′
ORIGINE: USA, 2025
DATA DI USCITA: 05/06/2025

Quanto ti è piaciuta la puntata?

0

Nessun voto per ora

Dottor Jekill

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Recensione The Walking Dead City 2x05 2x06
Precedente

The Walking Dead: Dead City 2×05 – 2×06 – The Bird Always Knows – Bridge Partners Are Hard To Come By These Days

Prossima

Smoke 1×01 – Pilot