Smoke è la nuova serie tv di Apple TV+, secondo lavoro che riunisce Dennis Lehane (creatore, produttore esecutivo e sceneggiatore) e Taron Egerton (produttore esecutivo e protagonista) dopo l’apprezzato Black Bird.
Ed è proprio con quest’altro show Apple che Smoke sembra condividere verve e venature narrative: crime drama con dei protagonisti in un certo tal senso “dannati”, un villain che deve essere incastrato e catturato prima che semini ulteriore panico. Il pilot è solido sia come minutaggio, sia come narrazione: 65 minuti in cui lo spettatore viene calato non tanto nell’ennesimo ambiente poliziesco, quanto piuttosto nella specifica branca investigativa oggetto della serie: Dave Gudsen (interpretato da Taron Egerton) è infatti un investigatore di incendi dolosi.
Lo show è ispirato dal nuovo medium del millennio, un podcast, di cui doveva inizialmente prendere il nome (Firebug) prima di essere rinominato in Smoke.
Nota a margine: RecenSerie ha avuto la possibilità da parte di Apple TV+ di recensire in anteprima gli episodi di Smoke, proprio per questo motivo state leggendo questa recensione prima dell’uscita ufficiale delle puntate.
LA PIROMANIA
La peculiarità del campo investigativo, i personaggi sufficientemente ben delineati ed un pathos crescente attorno all’antagonista/piromane sono gli elementi cardine di un pilota che convince. C’è ancora tempo per addentrarsi all’interno delle vite di Dave e Michell (Jurnee Smollett): la serie (che dovrebbe concludersi al termine di questa stagione) si compone di nove episodi e se il minutaggio resta il medesimo di questo primo capitolo introduttivo, ci sarà sufficiente spazio sia per la parte prettamente investigativa, sia per la parte relativa all’analisi dei personaggi e relazionale.
Proprio la lunghezza potrebbe trasformarsi in uno dei punti deboli. Black Bird, pur avendo una storia sufficientemente complessa, era costituito da soli 6 episodi. Smoke con i suoi nove un po’ fa storcere il naso perché queste ipotetiche tre ore in più potrebbero pesare durante la visione e quindi determinare un downgrade almeno per quanto concerne la valutazione finale. Ma è sicuramente troppo prematuro fare un ragionamento di questo tipo dopo la visione del solo primo episodio.
DAL PODCAST ALLA SERIE TV, PASSANDO PER IL FILM
Il podcast da cui la serie prende ispirazione è Firebug (nove puntate e un doppio epilogo) che cerca di raccontare le vicissitudini legate al personaggio di John Leonard Orr, piromane, omicida ed ex pompiere, uno dei piromani più prolifici della storia americana (si parla di circa 2000 incendi in trent’anni di “attività”). Firebug parte raccontando del fortunoso ritrovamento del romanzo “Points Of Origin” da cui venne trattato, nel 2002 un film dalla HBO.
La storia di John Leonard Orr, relativa al periodo ‘80 e ‘90, è stata modernizzata e traslata nel presente, una scelta che semplifica la messa in scena e avvicinando i fatti ai giorni nostri, rende più congeniale anche la visione. Il pilot mostra il fianco, tuttavia, ad alcune problematiche legate alla velocità di esecuzione e all’enfasi estrema. Nella prima voce ricadono i progressi relativi al caso, unitamente al legame tra Dave e Michell esponenzialmente sempre più legati minuto dopo minuto, tanto da evidenziare una certa tensione sessuale in stile Mulder-Scully.
Nella seconda voce, invece, riguardante l’enfasi ricade parte della costruzione del villain che sembra vivere una condizione lavorativa al limite del credibile: in una serata carica di pioggia (!), tutte le persone esistenti attorno alla cittadina si sono recate nel fast food dove lavora lui per mangiare (!!) e lui è l’unico incaricato alla gestione della frittura/cottura (!!!). Se non si tratta questo di allineamento (im)perfetto difficile comprendere cos’altro potrebbe esserlo.
| THUMBS UP | THUMBS DOWN |
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Smoke potrebbe essere una breve scommessa estiva: nove episodi, un buon cast e un’ottima accoppiata (Egerton-Lehane). Il pilot ha mostrato certamente dei limiti, in particolare nel voler accelerare la nascita del rapporto tra i due protagonisti e l’evoluzione delle indagini, ma restano 65 minuti ben fatti e che catturano l’attenzione. Complice, come già detto, la ramificazione poco sfruttata della piromania per quanto riguarda i crime.
Un altro drama ben confezionato da Apple TV+? Ancora presto per dirlo, ma le premesse fanno ben sperare.
