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Origin 1×08 – Funeral BluesTEMPO DI LETTURA 4 min

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“I never realized I was spread too thin| Till it was too late| And I was empty within Hungry!| Feeding on chaos| And living in sin| Downward spiral where do I begin?| It all started when I lost my mother| No love for myself| And no love for another.| Searching to find a love up on a higher level| Finding nothing but questions and devils” (Papa Roach, Last Resort)

Il biopic forse più atteso dall’inizio della serie riesce a farsi finalmente spazio e coincide con l’episodio forse più convincente tra tutti. Come era già stato preventivato, Logan (Tom Felton) viene dipinto come il bad guy dal cuore tenero che nonostante il pessimo carattere cerca di fare di tutto per andare in aiuto delle persone a cui tiene. Nulla di nuovo per Felton, quindi che si ritrova a dover ricoprire all’interno di una storia il medesimo ruolo con il quale lo abbiamo conosciuto ed imparato ad apprezzare.
Forte di un convincente flashback relativo a Logan, Origin può finalmente concentrarsi anche sulla porzione di storia più importante: la presenza del parassita alieno all’interno del gruppo. La precedente puntata si era concentrata su tutt’altro ed aveva fatto storcere il naso per svariati motivi, ma si era conclusa con un enorme cliffhanger che non poteva che far ben sperare: Lee, sanguinante e ormai prossima alla morte, si avvicinava lentamente ad un Logan ancora in ripresa fisica dopo l’incidente e la trasfusione.
A ormai pochissimi episodi dalla conclusione e con un gruppo di sopravvissuti che perde in maniera continuata dei pezzi, l’enigma relativo a chi stia facendo da incubatrice per il parassita è ancora presente. Ad aiutare a far nascere molteplici sospetti ci si applica con impegno l’intero gruppo: Logan, nonostante sia a conoscenza dell’unico modo per scoprire chi ha il parassita, decide di celarlo a tutti; Baum volendo nascondere a tutti il proprio passato rinchiude il resto del gruppo in infermeria e cerca di andare a recuperare il chip con i dati; Katie distrugge il chip perché non vuole far sapere del suo passato. Una sequenza di decisioni completamente casuali e no sense che indeboliscono un altrimenti ben riuscito episodio. In tutto ciò Lana e Shun continuano nel loro inarrestabile ruolo di paladini della legge auto-eletti con Henri (e la sua fastidiosissima voce) che cerca di fare da mediatore e paciere in ogni singola situazione.
Lee, come si poteva benissimo intuire considerato l’impegno per portare alla luce il parassita, non era stata infettata. Anzi, come più giustamente appunta Logan è facile che Lee avesse scoperto chi effettivamente stava mentendo e questa persona in tutta risposta l’ha ferita a morte. Sono le ultime parole proferite da Lee a creare panico e far proseguire la storia verso una determinata strada: “it’s inside”, parole proferite anche da Taylor ed Eric, i due precedenti infetti del gruppo.
Henri decide quindi di far luce in modo definitivo andando ad intagliare l’ennesimo cranio, quasi ci avesse preso gusto. Chi a tutti gli effetti ci ha preso gusto con il macabro e con il sangue è sicuramente Origin che non perde nemmeno un’occasione per cercare di provocare nel proprio pubblico un senso di orrore per ciò che sta venendo mostrato: con l’esposizione del cervello di Lee prima e con il suo polso tagliato per recuperare il chip dopo, la serie si mostra più splatter di quanto ci si potesse attendere. Per essere un thriller fantascientifico/psicologico, buona parte del minutaggio viene concettualmente ben costruita attorno al fattore sangue, facendo risaltare la cruente narrazione.
Per una porzione di trama molto action come quella relativa al presente, Origin alterna invece una sottotrama decisamente più riflessiva, filosofeggiante ed a tratti addirittura romantica. Non disdegnando, all’interno di questa così poetica cornice, l’inserimento di una dolcissima voce cantante, quella dei Papa Roach. Touché per l’impegno e per il risultato ottenuto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Si ritorna ad analizzare l’ennesimo personaggio, ma questa volta è Logan quindi è tutto ok
  • Papa Roach
  • Il flashback riguardante Logan
  • Lee aveva scoperto chi era l’infetto:
  • “It’s inside”
  • I personaggi continuano a compiere azioni no sense dettate da un istinto di sopravvivenza fasulloZ

 

Katie sarà l’ennesimo personaggio che vorrà tenere nascosto il proprio passato dagli occhi del resto del gruppo. Si preannuncia un nono episodio creato con lo stampino, quindi.

 

The Wasteland 1×07 ND milioni – ND rating
Funeral Blues 1×08 ND milioni – ND rating

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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