Beckett film
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Beckett

John David Washington è al centro di un cospirazione politica che tiene attaccato allo schermo pur non eccellendo.

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Sullo sfondo delle elezioni in Grecia ed il rapimento del figlio di un esponente politico, una coppia americana in vacanza in Grecia ha un incidente in auto in cui la ragazza, April (Alicia Vikander), muore. Beckett (John David Washington), il fidanzato, diventa all’improvviso vittima di una caccia all’uomo che ben presto si rivelerà essere a sfondo politico, il tutto mentre cerca di mettersi in salvo presso la sua ambasciata.

Nel recente passato non è accaduto molto di rado di vedere un regista italiano dietro la macchina da presa con delle star hollywoodiane al suo cospetto. Tutto è partito moltissimi anni fa, circa a metà dei ’00, con l’idillio sbocciato a sorpresa tra Gabriele Muccino e Will Smith in La Ricerca Della Felicità e proseguito meno felicemente con Sette Anime ed i successivi flop (senza Will Smith) chiamati Quello Che So Sull’Amore e Padri E Figlie.
Paolo Sorrentino, assurto agli onori della cronaca mondiale per la vittoria agli Oscar de La Grande Bellezza come Best Foreign Language Film, ha poi alimentato la connessione nostrana con Hollywood sia con This Must Be The Place che con Youth. Più di recente, nel 2017, è stato il turno di Luca Guadagnino con Call Me By Your Name e Suspiria sul grande schermo e di We Are Who We Are su Sky ed HBO.
Ed il motivo di tutto questo breve excursus è proprio per la presenza del regista palermitano come produttore esecutivo di Beckett: non un caso se si considera che, all’epoca delle riprese del film, il regista Ferdinando Cito Filomarino e Guadagnino erano insieme da ormai 10 anni.

I’m a US citizen. I was vacationing with my girlfriend. We got in a car accident. She died. Then I was attacked by a stranger!

Filomarino, qui in veste sia di regista che parzialmente di sceneggiatore (con Kevin Rice) come nel suo primo lungometraggio Antonia., è alla sua seconda pellicola. La differenza principale tra Antonia. e Beckett non è solo il cambio di linguaggio, passato da italiano ad inglese (non facilissimo per un regista ai primi passi), ma è soprattutto il cambio completo di genere stilistico dal biopic d’autore ad un conspiracy thriller on the road. Praticamente due generi agli antipodi.
Conscio del cambio drastico, per l’occasione Filomarino opta per un approccio molto iconoclasta per il genere: prende infatti un protagonista americano e lo catapulta in un intrigo politico greco di cui non sà nulla, il tutto nel mezzo di un lutto devastante. Come confermato dal regista in un’intervista recente, l’idea generale era quella di prendere una persona comune, senza particolari doti, e metterlo di fronte ad una situazione impossibile come quella della morte della fidanzata e la continua minaccia di morte per una ragione sconosciuta.

ASPETTANDO GODOT BECKETT


Per un film che è praticamente un one man show serve un attore con una certa caratura, e la scelta è ricaduta su John David Washington che, dopo Tenet e Malcolm & Marie, sta attraversando un periodo di gloria.
Nel ruolo di Beckett, il figlio d’arte di Denzel offre una performance tutto sommato sufficiente ma che non esalta e non risalta mai come ci si potrebbe aspettare. Per tutta la durata del film, vuoi in termini di mimica facciale, vuoi in termine di emozioni, si è sempre in attesa dell’arrivo di un exploit che non arriva mai e che, proprio per questo, fa nascere alcuni dubbi sulla scelta dell’attore. Nelle scene d’azione è infatti praticamente perfetto e non gli si può imputare praticamente niente, anzi, la fisicità di Washington è congeniale per le scene richieste, tuttavia si percepisce una certa piattezza derivante dall’assenza di un vero commiato alla fidanzata. E questo è dovuto anche alla sceneggiatura, molto frenetica (come da necessità del thriller) ma anche leggermente superficiale.


Beckett è un buon film che tiene incollato allo schermo per la sua imprevidibilità e relativa incomprensione. La condivisione della storia dal punto di vista del character di Washington è fondamentale; sfortunatamente, proprio per via di questa solitudine di fondo necessaria alla trama, la scelta del figlio di Denzel non è forse la più azzeccata anche se nel complesso svolge bene il suo ruolo. Ad abbassare il voto, portandolo ad un Thank Them All generoso, rimangono alcune potenzialità inespresse ed un finale un po’ irreale che fanno storcere il naso anche se non rappresentano un grosso problema nel complesso.

 

TITOLO ORIGINALE: Beckett
REGIA: Ferdinando Cito Filomarino
SCENEGGIATURA: Ferdinando Cito Filomarino
INTERPRETI: John David Washington, Boyd Holbrook, Vicky Krieps, Alicia Vikander
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 108′
ORIGINE: Italia, Brasile, 2019
DATA DI USCITA: 13/08/2021

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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