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Blocco 181 1×01 – 1×02 – Il Blocco – Episodio 2TEMPO DI LETTURA 5 min

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Blocco-181-1x01 recensione“Coca. Bamba. Barella. Merce. Piscia di gatto. Ha cento nomi e a Milano la usano tutti: lo chef del ristorante stellato; l’egiziano che ci lava le lenzuola; il figlio di papà con il master in Economia; e la tassista che si è beccata l’ultimo turno di notte. Fino a dieci anni fa i plug li trovavi in piazza e tutti lo sapevano. Sbirri inclusi.”

Blocco 181, nuova produzione originale Sky, segue il filo di prodotti quali Suburra e Gomorra, ossia una serie gangster-thriller che cerca di raccontare una città attraverso le storie dei propri protagonisti. Persone in cerca di una rivalsa sociale bloccati all’interno di meccanismi che in certi frangenti risultano soffocanti ed opprimenti. Blocco 181 avrebbe potuto tranquillamente passare in sordina esattamente come è accaduto di recente per Il Re (altra produzione originale Sky con Luca Zingaretti), ma a dare risalto a questo show è il fatto che tra i creativi e produttori musicali compare il nome di Salmo, rapper sardo ben noto nella scena italiana. Salmo ha concatenato all’uscita della serie tv il rilascio di un suo nuovo album (il 27 di maggio) con guest star d’eccezione: Noyz Narcos, Guè, Jake La Furia, Ensi, Lazza, Rose Villain, Ernia, Nerone.
Salmo compare anche all’interno dello show, dove interpreta Snake (richiamo a Metal Gear?), braccio armato di Lorenzo (Alessandro Tedeschi) ed organizzatore di tutte le spedizioni per i clienti.

COM’È QUESTO BLOCCO 181?


Accantonate le premesse, lo show in sé regge i paragoni con gli show crime italiani ben più noti? I primi due episodi si incasellano in una sufficienza che nonostante sia piena, sembra precludere allo show possibilità di miglioramenti vistosi. Milano viene raccontata attraverso gli occhi dei tre giovani protagonisti: Bea (Laura Osma), Ludo (Alessandro Piavani) e Mahdi (Andrea Dodero). Tre figure legate in un modo o nell’altro al blocco e alla criminalità organizzata. Bea è la sorella del capo clan sudamericano che si contrappone al potere italiano del Blocco; Ludo è un giovane studente di ricca famiglia, sconsiderato e che per pura passione (almeno così lui puntualizza nel primo episodio) fa da rider per le consegne di cocaina; Mahdi, di origini africane, amico di Ludo e ragazzo più attento e ponderato nelle proprie scelte rispetto agli altri due, ma comunque al soldo di Rizzo (Alessio Praticò), l’occhio di Lorenzo e Snake all’interno del Blocco.
I primi due episodi sono fondamentali per presentare al pubblico sia gli schieramenti iniziali, sia le motivazioni che spingeranno i tre protagonisti a tradire le proprie fazioni per tentare di farsi un nome proprio all’interno della realtà criminale milanese. Anzi, per la precisione il loro desiderio non è nemmeno quello di diventare noti, bensì quello di racimolare abbastanza denaro per continuare la propria vita dissoluta.
Una vita dissoluta che la regia e gli episodi mostrano con dovizia di particolari mettendo in mostra alcune scene che non possono non ricordare The Dreamers di Bernardo Bertolucci. Intimità, amore e passione che si contrappongono all’aspetto cruento e crime dello show, una dicotomia che funziona e che rende maggiormente godibile la visione dello show.

Blocco-181-1x02NOTE DOLENTI E POSSIBILI SVILUPPI


Una delle note dolenti di Blocco 181, unitamente ad una trama che per certi versi procede mossa da enormi deus ex machina, è sicuramente la recitazione, considerato il cast ed i volti molto giovani di cui ne fanno parte.
Salmo stesso risulta molto impostato e bloccato nel personaggio nonostante sguardo ed atteggiamento truculento restituiscano una caratterizzazione di Snake ben precisa e lontana da qualsiasi tipo di umanità e/o sentimento. Si percepisce un po’ di Ciro Di Marzio nel personaggio interpretato da Salmo. Una frase che non è da intendersi come paragone quanto piuttosto un riferimento per dare un’idea a chi sta leggendo questa recensione del tentativo caricaturale nell’interpretazione.
I deus ex machina di cui si faceva menzione poco sopra sono molteplici: il clan sudamericano che organizza una festa in territorio “nemico” senza premunirsi di una difesa, considerata l’alta possibilità di un attacco; l’inesistenza di dubbi attorno alla figura di Victor, reggente fintanto che il fratello di Bea è in carcere; Pulga che ruba il motorino e si ferma a poche centinaia di metri dal luogo del furto facendosi trovare da Bea.
Molti altri aspetti della trama, invece, risultano interessanti visto che molti rapporti sembrano tesi come corde di violino: Rizzo guarda con invidia ed odio Lorenzo; Snake rispetta Lorenzo nonostante venga spesso e volentieri trattato come un misero galoppino; Mahdi sembra mosso da un sentimento di umanità raro; Bea è pronta a tradire il proprio clan solo per creare problemi a Victor.
Tutti spunti che, se dovessero trovare spazio di analisi nei prossimi episodi, potrebbero regalare uno show valido, nonché una chiara risposta alle rappresentazioni passate di Napoli (Gomorra) e Roma (Suburra). Ma, per ora, Blocco 181 risulta un prodotto incompiuto e di semplice intrattenimento, null’altro.

“Oggi in piazza non si vede più nessuno, ma in città continua a nevicare. Com’è possibile? Semplice, la piazza è diventata piccola piccola e sta nella rubrica del telefono. Quella del mio capo vale tantissimo. Se l’è fatta negli anni: clienti ricchi, fedeli che non fanno casino. Basta scrivere quanto vuoi, dove lo vuoi e la roba arriva direttamente a casa tua. Te la portano i cavallini, persone qualunque. Insospettabili. La consegna a domicilio è la migliore copertura. Non ti beccano mai, ma se proprio hai sfiga, l’organizzazione cambia i numeri, avvisa i clienti e la giostra riparte. Così tutti pippano felici e contenti. Perché a Milano se il crimine non si vede, non esiste.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Soundtrack
  • Salmo
  • I rapporti tesi tra i vari personaggi
  • Il furto al magazzino ed il rischio che tutto precipiti per i tre protagonisti
  • Racconto in generale interessante
  • Recitazione
  • Deus ex machina a pioggia
  • Nota a margine: la serie tratta di Milano, peccato che per raccontare alcune cose della periferia la serie abbia spostato i luoghi delle riprese a Genova…il realismo scenico dov’è finito?

 

Blocco 181 è la risposta di Milano a Gomorra e Suburra. Ma per ora le premesse tradiscono le aspettative, nonostante ci sia margine di miglioramento.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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