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Dracula – L’Amore PerdutoTEMPO DI LETTURA 3 min

Il Dracula di Besson non diventerà una nuova iconica versione ma non sfigura nel complesso e si lascia comodamente guardare superando la sufficienza.
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Europa dell’Est, 1480: Vlad, conte Dracula, vive felice nel suo castello con l’amatissima moglie Elisabetta. Quando deve andare a combattere i Turchi, come paladino della Cristianità contro l’Islam, la raccomanda al Signore. Elisabetta però muore in un’imboscata del nemico. Vlad, disperato, bestemmia contro Dio e viene punito con l’immortalità.
Parigi 1889: Dracula crede di aver individuato la reincarnazione della moglie nella giovane Mina Murray. Vuole congiungersi a lei, ma un prete esperto in vampiri gli dà la caccia. 

Il regista Luc Besson fa uscire questo suo Dracula – L’Amore Perduto negli stessi giorni del Frankestein di Guillermo del Toro. In comune fra i due film ci sono la presenza di Christoph Waltz (qui molto più fondamentale) e un protagonista che considera la morte una pacifica benedizione.

L’amore perduto non può essere conquistato, ma solo custodito.

La figura del vampiro nel cinema, però, ha una lunga e ricca tradizione. In principio (1922) era Murnau, regista tedesco. Il suo Nosferatu fu poi ripreso da Werner Herzog nel 1978. Va detto subito: nel film di Besson non c’è nulla della lenta solennità teutonica dei predecessori. Parimenti, Caleb Landry Jones non dà al personaggio del conte la gravitas per cui è rimasto celebre Klaus Kinski, “nemico carissimo” di Herzog. Qui si gioca su altri toni. La disperazione resta sul fondo, in superficie c’è un vitalismo da bambini sotto botta di zuccheri (soprattutto quando i vampiri hanno appena bevuto tanto buon sangue fresco).

UN CAMBIAMENTO EPOCALE, ANZI D’EPOCA


L’acconciatura del Dracula invecchiato, invece, potrebbe essere una citazione del film di Francis Ford Coppola, con protagonista Gary Oldman. Semplicemente, là il conte aveva a disposizione le mogli come donatrici Avis, qui preferisce servirsi in un vicino convento di suore. Questo regala, fra l’altro, una delle scene veramente spaventose della versione 2025. Così come anche Coppola cita la morte della moglie di Vlad, ignorata serenamente dai tedeschi.
Soprattutto però, va tenuto conto di una grande trasformazione. Già dagli anni ’80 il vampiro è diventato “giovanile”, con pellicole come Ragazzi Perduti. Pare fosse una reazione ad un certo filone cinematografico alla John Hughes, dove ricchi fanciulli di buona famiglia non avevano altro da fare che organizzare feste nelle loro mega ville in assenza dei genitori.
Ancor di più, dopo il 2000 c’è stato il fenomeno di costume Twilight.

SOUS LE CIEL DE PARIS


Il suo successo ha generato, tra l’altro, serie tv come The Vampire Diaries e i suoi spin – off. Si è arrivati persino ai romanzi Harmony coi vampiri e a Barbie vampira.
Certo Luc Besson ha tenuto conto di ciò sin dalla scena iniziale: Vlad e la moglie che fanno l’amore spaccando la stanza sono davvero molto Twilight. Questa, a dir la verità, non è stata la citazione più azzeccata.
Molto meglio quando si approfitta dell’ambientazione parigina e ottocentesca per mettere in scena un gruppo di gargoyle servitori del conte. Sono meravigliosi, quasi Disney. Meritano un posto accanto ai piccoli – grandi comprimari, come i topini di Cenerentola. Riservano persino un’emozionante sorpresa finale.
La colonna sonora di Danny Elfman valorizza il tutto, commentandolo puntualmente.

IL FUTURO DEL VAMPIRISMO (?)


Dopo l’abbuffata, anzi la sovraesposizione, degli ultimi vent’anni, diventa difficile parlare di vampiri dicendo qualcosa di nuovo.
Besson, dunque, si è affidato a Caleb Landry Jones, con cui aveva già lavorato in Dogman. L’attore, probabilmente, non resterà iconico nel ruolo come Robert Pattinson (troppo poco glitter). Di sicuro non sfigura accanto ai vari Ian Somerhalder, Paul Wesley, Joseph Morgan e Daniel Gillies.
Il risultato è una vicenda godibile, priva della serietà rigorosa del Frankestein di Del Toro, sempre però attraversata da una robusta vena di humor nero. Sotto quest’ultimo aspetto, Christoph Waltz nel ruolo del nazista prete è una garanzia. Sembra quasi che, toccato il fondo (la già citata Barbie vampira) si possa risalire.
Ad una quasi maniacale cura nella composizione delle immagini, si sostituisce un frenetico e istintivo moto perpetuo. Il film oltrepassa la linea sottile fra la sufficienza e il ringraziamento sulle ali dei piccoli gargoyle.

 

TITOLO ORIGINALE: Dracula – A Love Tale
REGIA: Luc Besson
SCENEGGIATURA: Luc Besson
INTERPRETI: Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoë Bleu, Guillaume de Tonquédec, Matilda De Angelis
DISTRIBUZIONE: Lucky Red (Italia)
DURATA: 129′
ORIGINE: Francia, UK 2025
DATA DI USCITA: 30/07/2025 (Francia) 29/10/2025 (Italia)

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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