The Morning Show 4×09 – Un Bel DiTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Morning Show 4x09 recensionePost visione di “Un Bel Di” si ha tutto il diritto di sentirsi esattamente come nella foto qui accanto: vuoti dentro, con un facepalm ricorrente da diversi minuti e fondamentalmente senza alcuna speranza. E no, anche se l’episodio prende in prestito il titolo dall’aria pucciniana “Un bel dì, vedremo” e prova a replicarne la drammaticità, non è stato “un bel giorno”.
Mentre Puccini vive di pathos autentico e tragedia, questo episodio vive di melodramma televisivo puro, sintomo evidente di una serie che ha ormai abbandonato del tutto il suo DNA iniziale fatto di realismo, newsroom e sfumature etiche.
A un passo dal finale, la sensazione è chiara: The Morning Show non vuole più essere The Morning Show.

IL MELODRAMMA COME NUOVA DIREZIONE


È sempre più lampante come la sceneggiatura della serie sia stata completamente assorbita dal melodramma, rinunciando a quell’aderenza al reale che aveva reso le prime due stagioni così incisive. E l’episodio in questione ne è la massima dimostrazione.
Ogni sottotrama, dalla relazione tra Celine e Cory a quella tra Alex e Paul, sembra uscita da un drama da prima serata di inizio anni ’00, con dialoghi estremamente televisivi e privi di quella profondità che ci si aspetterebbe da uno show che un tempo tentava di smontare dinamiche mediatiche, politiche e culturali con una certa dose di intelligenza. E riguardando a posteriori “Amari“, sembra più un errore di percorso che una scelta.
La sceneggiatrice dell’episodio, Colleen Bradley, è alla sua prima vera esperienza nel ruolo, e purtroppo si vede. Gli scambi dialogici sono piatti, prevedibili, privi di tensione e, cosa ancor più grave, scarsamente rivisti dalla showrunner Charlotte Stoudt, sempre più interessata a sovrapporre tradimenti, triangoli amorosi, gelosie e sguardi drammatici, piuttosto che ritornare al cuore pulsante delle dinamiche mediatiche. La serie non vuole più raccontare come funziona il mondo dell’informazione: vuole raccontare relazioni. E per quanto questo possa piacere a una certa fetta di pubblico, è innegabile che la qualità sia ormai completamente deteriorata.

CORY, CELINE E L’IMBARAZZIO DELLA SCENEGGIATURA


A livello di storyline, tutto è praticamente già scritto e appare evidente sin dai primi minuti che Cory sarà il “salvatore” di Bradley. L’uomo è doppiamente ferito: sentimentalmente, da una relazione con Bradley, ora sostituita con una Celine che la Stoudt insiste nel voler rendere rilevante da un paio di episodi a questa parte; professionalmente, data la sua carriera fallimentare come produttore cinematografico; emotivamente, dal suicidio della madre. Ed è proprio qui che “Un Bel Di” tocca il fondo: la (ri)visitazione forzata di un gioco di coppie completamente privo di senso narrativo e dannoso per la serie.
Il minutaggio dedicato a Cory e Celine è quasi intollerabile, non tanto per colpa degli attori (Billy Crudup rimane uno dei pochi professionisti in grado di nobilitare qualsiasi battuta) quanto per la superficialità estrema delle scene a loro assegnate. È paradossale che Crudup, due volte vincitore dell’Emmy come “Outstanding Supporting Actor in a Drama Series”, debba recitare dialoghi che paiono usciti da un teen drama anziché da un prodotto Apple TV con ambizioni prestigiose. L’intera relazione Cory–Celine non funziona, non convince e sottrae tempo prezioso a storyline più urgenti e coerenti.

IL CASO BRADLEY E L’UNICO ELEMENTO SALVABILE


L’unico lato parzialmente sufficiente dell’episodio riguarda la negoziazione per il rilascio di Bradley. Non perché sia scritta in modo particolarmente brillante, ma perché ottiene un risultato indiretto estremamente gradito: tenere Bradley completamente lontana dalle dinamiche principali. Il character interpretato da Reese Witherspoon è diventato uno dei più irritanti: impulsiva, incoerente, scritta a tavolino per generare caos più che per creare empatia. Vederla fuori scena è quasi una liberazione.
Eppure, anche qui, la serie non riesce mai davvero a far esplodere la tensione. La negoziazione è meccanica, prevedibile, una trafila diplomatica messa in scena senza vero peso drammatico. È evidente che il finale di stagione punterà su Bradley, Cory e Alex come triangolo narrativo centrale, ma dopo un episodio come questo è difficile provare hype o curiosità. Tutto appare scritto con largo anticipo, come in un format che ha deciso di auto-spoilerarsi da solo.

 

THUMBS UP 👍THUMBS DOWN 👎
  • La storyline incentrata sulla negoziazione per il rilascio di Bradley è l’unico elemento salvabile
  • L’assenza di Bradley in scena risulta sorprendentemente piacevole
  • Gli inserti dell’opera di Puccini sono scenograficamente efficaci
  • Sceneggiatura melensa e televisiva, lontana anni luce dal vecchio TMS
  • La relazione Cory–Celine è dannosa, forzata e priva di spessore
  • Billy Crudup sprecato in dialoghi indecorosi
  • Tutto estremamente prevedibile e privo di tensione

 

“Un Bel Di” è un episodio debole, melodrammatico e narrativamente povero che conferma il declino creativo della serie sotto la guida di Charlotte Stoudt. A un passo dal finale, la stagione non genera hype, non sorprende e non affascina. Il futuro sembra già scritto, e purtroppo non in senso positivo.

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Federico Salata

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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