Prima di entrare nel vivo della recensione bisogna fare un paio di precisazioni: la novocaina è un anestetico locale comunemente usato in ambito dentistico per intorpidire una zona specifica del corpo. Non dà euforia, non altera la percezione della realtà, non fa vedere arcobaleni, né provoca crisi d’identità. Fa solo quello che deve: bloccare il dolore in modo preciso e momentaneo.
Per questo, già dal titolo, Novocaine si rivela abbastanza chiaro sull’argomento principale (anche se è il soprannome del protagonista), poi però i vari distributori internazionali, molto più intelligenti dei produttori del film, hanno pensato che il titolo facesse schifo e hanno pensato bene di cambiarlo completamente. Questo non è accaduto ovunque però, e ovviamente i distributori italiani non si sono fatti mancare l’occasione per stuprare il titolo del film che è stato cambiato in un discutibilissimo Mr. Morfina, che ha lo stesso senso di chiamare una Red Bull “Camomilla Zero”. La morfina è un oppiaceo usato per dolori gravi, con effetti collaterali importanti e una bella tendenza a dare dipendenza. Confondere morfina e novocaina è un po’ come confondere un sonnifero con una tazzina di caffè.
In Germania le cose sono andate leggermente meglio dato che il film è stato rilasciato come Mr. No Pain, che ha almeno il merito di restare in tema con la trama e con il tono del film. Non che ci volesse molto.
You’ve gotta be careful, dude. You can still die. You’re not Wolverine.
NEPOTISMO E FIGLI D’ARTE
A tenere in piedi tutto il film c’è Jack Quaid (The Boys, Oppenheimer, Companion) che dimostra – ancora una volta – di essere molto più del “figlio di” (Dennis Quaid e Meg Ryan, per i pochi rimasti che non lo sapessero). Quaid nel ruolo di Nathan “Novocaine” Caine è in ottima forma, non tanto fisicamente (non siamo nei territori di The Boys versione superpompato), quanto in termini di presenza scenica: è simpatico, credibile nelle scene d’azione, ha tempi comici perfetti e riesce a reggere il film da solo senza crollare sotto il peso della solitudine attoriale.
A fargli da contraltare c’è Ray Nicholson, figlio di Jack Nicholson, nei panni di uno dei villain di turno che emerge più che altro nella seconda parte del film. Non ha l’aura paterna (e va anche bene così), ma si difende dignitosamente e porta a casa una performance che funziona soprattutto nelle scene d’azione. Il resto del cast è composto da volti poco noti, ma non è un problema, perché Novocaine è un film d’azione con venature comedy che punta tutto su ritmo, energia e divertimento. E ci riesce.
It’s fucking Novocaine! And he’s not fucking dead!
Il paragone più immediato è con Crank e Crank: High Voltage, i due film con Jason Statham che vent’anni fa hanno fatto scuola nel trasformare l’azione in adrenalina pura. Novocaine non arriva ai livelli di delirio visivo e nonsense narrativo di Crank, ma l’ispirazione è evidente, specialmente nel modo in cui il protagonista deve correre, saltare, sparare e picchiare come se ogni minuto fosse l’ultimo. Il tutto condito da battute, smorfie e colpi di scena ben piazzati.
Do you understand pain?
A dare ulteriore valore al tutto ci pensa la regia del duo Dan Berk e Robert Olsen che qui confezionano alcune scene d’azione davvero iconiche, di quelle che ti fanno fare il classico “ok, figo” anche se magari non sei proprio un fan hardcore del genere. Il loro lavoro non è solo coreografico: c’è un gusto estetico preciso dietro certe inquadrature, una costruzione del ritmo che evita il caos gratuito e un uso intelligente degli spazi. La regia non cerca mai di strafare, ma riesce sempre a tenere alto il livello di coinvolgimento, aiutando Jack Quaid a brillare senza rubargli mai la scena. Un bel lavoro di equilibrio tra stile e sostanza che eleva Novocaine quel tanto che basta per farlo uscire dal mucchio dei film action usa-e-getta.
Potrebbe avere un sequel? Sì, e sicuramente l’idea sarà passata per la testa a qualcuno. La storia lascia anche un piccolo spiraglio, ma non ce ne sarebbe davvero bisogno, e visti gli incassi tutt’altro che stellari (purtroppo), è molto probabile che la corsa di Novocaine finisca qui. Meglio così, forse.