| La famosa star di Hollywood Jay Kelly s’appresta a compiere un viaggio, sia fisico che introspettivo, tra Francia e Italia per ricevere un importante tributo e per cercare di ricucire i rapporti con i propri affetti familiari. |
Un artista in crisi esistenziale compie un viaggio fisico che, in realtà, è un viaggio dentro di sé per ritrovare la propria vena artistica dimenticata.
Questo non è il riassunto di Jay Kelly ma di 8½ di Federico Fellini, pellicola che ha fatto da caposcuola per tutto questo filone di pellicole che, di fatto, ne hanno ripreso tematica e stile, spesso cercando di emularlo non riuscendoci. E, purtroppo, proprio a questa categoria appartiene anche questo titolo, che pure partiva da premesse niente affatto male. Ma poi si perde completamente su sé stesso e dalla smania di voler apparire molto più di quello che effettivamente è: una buona “commedia da feste”, da vedere dopo pranzo senza troppe pretese.
Jay Kelly. Jay. Jay Kelly… Gary Cooper. Cary Grant. Jay Kelly. Clark Gable…
GEORGE CLOONEY È JAY KELLY
Come dice il titolo stesso della pellicola, il protagonista è Jay Kelly, interpretato da un redivivo (dopo molto tempo che non si vedeva sullo schermo) George Clooney che, di fatto, ne rappresenta l’alter-ego perfetto.
Si tratta infatti di un noto attore hollywoodiano (il film lascia intendere di pellicole perlopiù di serie b commerciali) in preda ad una sorta di “crisi di mezz’età” che lo porta a fare un’analisi della sua vita vissuta finora. Una vita all’insegna dei premi e dei riconoscimenti ma vissuta quasi completamente sul set e poco con i propri affetti.
E proprio per recuperare il rapporto con sua figlia più giovane Daisy (Grace Edwards) che Jay decide di partire alla volta del Vecchio Continente per accompagnarla ad un festival jazz in Francia, approfittando di un ulteriore viaggio in Italia per andare a ritirare un prestigioso premio in suo onore.
In questo viaggio europeo Jay ha l’occasione di ripercorrere le tappe salienti della propria vita.
GROSSI NOMI… RISULTATO MODESTO
Da questo punto di vista la scelta di Clooney come protagonista è più che azzeccata. Quello che di fatto è l’ultimo dei grandi “divi” americani si cala perfettamente nel personaggio. Perlopiù coadiuvato da una regia di alto livello (notevole il piano-sequenza iniziale) a cura di Noah Baumbach, regista “indie” che probabilmente ben sia adatta a questo tipo di film “cerebrali”.
In generale la pellicola è inoltra contorniata da un cast di grande livello, da Adam Sandler nei panni del manager-amico-tuttofare Ron, a Laura Dern fino ad un inedito Billy Crudup con un piccolo ruolo che riesce, comunque a rubare la scena. Oltre a numerosi camei illustri (anche di attori caratteristi italiani) tutti relativi al mondo del cinema, fra cui da segnalare quello di Greta Gerwig, regista di Barbie ma soprattutto moglie dello stesso Baumbach.
Purtroppo, va detto, nonostante questa premessa e l’elenco di tutti i nomi già detti, il risultato finale è molto modesto rispetto alle aspettative.
UN PO’ DI CLICHÉ QUA E LÀ
Il motivo principalmente è la storia in sé. Come già detto, quanto si vede in Jay Kelly non è nulla di nuovo. Si tratta di una riproposizione di cliché narrativi già visti e rivisti, solamente riprodotti con una veste un po’ più patinata. Una veste, fra l’altro, molto curata e ben confezionata, con la fotografia a cura di Linus Sandgren (già all’opera in Saltburn, Babylon e La La Land, per citarne alcune) che per l’occasione decide di filmare tutto con un formato “cinematografico”: il 35 mm.
Il problema è che alla fine di questa versione live-action di In Viaggio Con Pippo quello che rimane è pressoché zero. Il personaggio principale, alla fine delle sue riflessioni (una mezza via fra visioni mistiche e flashback) rimane pressoché uguale dall’inizio alla fine. Il viaggio interiore sembra quasi più appartenere, da questo punto di vista, più al personaggio di Sandler che non a quello di Clooney.
Per di più il tutto è infarcito dai soliti cliché americani sugli europei che rendono la pellicola estremamente ingenua e banale (tutta la sequenza in treno è agghiacciante da questo punto di vista).
CONCLUSIONE
Purtroppo la pellicola pecca di eccessivo eclettismo e (forse) di troppe ambizioni rispetto a quello che effettivamente rappresenta: una commedia buonista adatta per il periodo natalizio che, guarda caso, è l’effettivo periodo di uscita del film in streaming sulla piattaforma Netlfix.
Ha certamente dei buoni spunti e qualche scena interessante ma niente che, nel complesso, riesca ad emozionare davvero. Il problema di fondo è la prevedibilità che l’accompagna, e la struttura “a episodi” in cui Jay Kelly incontra, di volta in volta, personaggi che hanno a che fare con la sua vita. Per cui partono immancabili dialoghi-spiegoni che dicono già tutto dei vari personaggi e soprattutto che, alla fine della fiera, non servono pressoché a nulla.
Un film che vorrebbe essere l’occasione di George Clooney di puntare ai prossimi Oscar, ma che sarebbe bene considerare solo come un buon film per famiglie e basta.
| TITOLO ORIGINALE: Jay Kelly REGIA: Noah Baumbach SCENEGGIATURA: Noah Baumbach, Emily Mortimer INTERPRETI: George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Greta Gerwig, Alba Roarwarcher, Grace Edwards DISTRIBUZIONE: Netflix DURATA: 132′ ORIGINE: USA-UK, 2025 DATA DI USCITA: 05/12/2025 |
