| Nella Francia della seconda metà del Settecento si incrociano i destini di quattro personaggi, due storici e due immaginari. Sono realmente esistiti la regina Maria Antonietta e il conte svedese Hans Axel von Fersen. Sono invece nati dall’immaginazione di Riyoko Ikeda Oscar Françoise de Jarjayes e André Grandier. Lei è la figlia di un generale diventata, per volontà del padre, comandante delle guardie reali e lui il suo fedele servitore. Le loro vicende personali e sentimentali si intrecceranno con quelle politiche e sociali di una Francia in marcia verso la Rivoluzione. |
Le Rose di Versailles è un film pensato per celebrare il duraturo successo e l’impatto sulla cultura popolare dell’omonimo fumetto di Riyoko Ikeda, pubblicato in Giappone negli anni ’70. La storia è nota ai più grazie soprattutto alla trasposizione in serie animata, nota in Italia come Lady Oscar.
L’amore, come Icaro, dovrebbe cadere all’improvviso dal cielo e bruciare nel cuore come una tempesta inarrestabile
Nel mettersi a realizzare quest’opera di animazione, si presenta subito un problema: quello di condensare in un paio d’ore svariati volumetti o una serie tv di circa 40 puntate.
Ce n’è poi un altro, più insidioso: la celebrazione, la fedeltà al disegno rischiano di trasformarsi in armi a doppio taglio.
Per spiegarsi meglio, converrà dividere in commento in categorie specifiche.
GRAFICA
La grafica è molto “lappata”, quasi leziosa in certi punti. Tanti fiori e cornici elaborate, molto in linea con lo stile giapponese degli shōjo manga.
Si perdonano facilmente alcune incursioni nell’art nouveau, più inizi del ‘900 che ‘700, o in modernissimi disegni al neon.
D’altronde, chi ha visto Caro Fratello, sempre tratto da un fumetto di Riyoko Ikeda, lo sa: a volte suggestioni di epoche diverse danno carattere ai diversi personaggi.
Il problema sorge quando disegni tratti pari pari dalle strisce vengono messi a confronto con sfondi iper dettagliati.
Cioè, non si può vedere una rappresentazione della Bastiglia che sembra un’immagine dal vero, mentre uno dei soldati ha gli occhi sempre indicati da semplici trattini. Come si diceva prima, la fedeltà ha dei limiti.
COLONNA SONORA
Il cartone animato degli anni ’70 aveva un valore aggiunto della colonna sonora di Koji Makaino.
Quei brani, ora struggenti e malinconici, ora trionfali, davano un tono epico a tutta la storia.
Qui si è optato per un’altra soluzione. Ci sono infatti quindici canzoni originali, interpretate dai doppiatori dei diversi personaggi. Sono firmate Hiroyuki Sawano e Kohta Yamamoto e non sono tradotte, quindi richiedono i sottotitoli.
Capire le parole è fondamentale, perché i brani svolgono una duplice funzione.
La prima è quella di snellire molto la narrazione, la seconda è quella di dare tono melodrammatico (in senso buono) alla vicenda.
Questo snellire in certi punti quasi migliora il film rispetto alla serie. Niente mosse da ninja e duelli con tecniche tipiche della scherma giapponese.
D’altro canto, trasforma il lungometraggio in un’opera riservata a chi la storia la conosce già, preferibilmente bene.
Un esempio per tutti: l’intera vicenda della bega con la Du Barry viene liquidata nell’arco di una canzone.
Tutto sommato, per far conoscere Lady Oscar alle future generazioni varrà di più l’entusiasmo dei genitori per avere visto il cartone animato che quest’opera senza infamia e senza lode.
L’eccessiva riduzione dei tempi della narrazione toglie molto della costruzione drammatica, pregio della storia.
Tanto il fumetto quanto Lady Oscar coinvolgono perché i personaggi, nel corso degli anni, si interrogano profondamente a livello interiore, maturano scelte di vita fondamentali e cambiano.
Qui, certamente, c’è la rappresentazione anche grafica della “bambola – marionetta che inizia a camminare”. Però, alla fin fine, tanto Maria Antonietta quanto Oscar hanno vissuto su un percorso inesorabile sino alla fine.
| TITOLO ORIGINALE: Berusayu no Bara REGIA: Ai Yoshimura SCENEGGIATURA: Tomoko Konparu INTERPRETI: Miyuki Sawashiro, Aya Hirano, Toshiuki Toyonaga, Kazuki Kato DISTRIBUZIONE: Netflix DURATA: 113′ ORIGINE: Giappone, 2025 DATA DI USCITA: 30/04/2025 |

Aggiungiamo anche un doppiaggio italiano non all’altezza, hanno sostituito le voci storiche, ancora valide, con gente che ha meno trasporto di me quando leggo la lista della spesa… In giapponese, inglese e francese funziona meglio.
Ho fatto un esperimento: ho provato a togliere l’audio durante la canzone sulla bella vita di Maria Antonietta
(parte iniziale) per concentrarmi sulle immagini. Confermo ciò che ho scritto nella recensione: la storia
bisogna già saperla per capire, ad esempio, che quello è l’addio di Maria Antonietta a sua madre, ma funziona
molto di più. Questo la dice lunga su quanto sia azzeccata la musica. Per le voci, vabbè Romano Malaspina,
nobiluomo per davvero, ce l’abbiamo solo noi. Se poi si inciampa in un episodio crossover di Law & Order
con Stabler doppiato da Massimo Rossi e la caposquadra dell’altra unità doppiata dalla De Carolis e vengono
ancora brividi mistici qualcosa vorrà dire. Buona giornata e buon lavoro a tutto il fans club.