Un adattamento televisivo più che mai dovuto. Quando si parla della serie argentina da poco sbarcata su Netflix, bisogna dare per assodato questo concetto. Chi scrive aveva 12 anni quando si approcciò alla maxi opera di Hector Oesterheld, pubblicata per intero, con i disegni di Francisco Solano Lopez, per l’efficacissima collana de “I Grandi Classici del Fumetto”, uscita con Repubblica intorno al 2003.
Un’opera allegorica e profetica di quella che fu la dittatura militare in Argentina, con tocchi geniali di fantascienza e pietra miliare del genere survival, prima che Lost o The Walking Dead facessero capolino nell’immaginario televisivo collettivo.
EFFICACIA SCENICA
A differenza dei precedenti due episodi, il terzo si presenta a sorpresa con un minutaggio superiore di circa 15 minuti. Ciò che si poteva temere, però, nei precedenti due episodi, viene assolutamente smentito. La dimensione dialogica viene scalzata da una maggioranza di scene sotto la neve. Il quantitativo di scene in casa di Alfredo, del precedente episodio, lasciano spazio a Juan e alla moglie in giro per le strade, o comunque a situazioni esterne, quindi con una lente particolare alla situazione apocalittica e alla neve assassina.
Lo scenario è tetro, le visioni di Juan rendono il tutto maggiormente onirico, i risvolti sono drammatici e “reali”. Basti pensare alla scena in cui il ragazzo trovato nel bagno inganna i due per farsi portare a casa della famiglia, salvo scoprirli poi tutti tragicamente morti intorno ad una tavola imbandita. Sicuramente Netflix ci avrà messo lo zampino, ma la sensazione è che l’abbondanza di mezzi, oppure la capacità di creare un set ben riuscito, contribuiscono ad un ottimo risultato nella messa in scena di un survival apocalittico che a questo punto risulta assolutamente credibile.
Niente eccessiva introspezione, o effetti speciali grotteschi. Una bufera di neve letale, strade deserte e una buona regia, tanto basta a far calare lo spettatore-lettore in quel senso di ansia che si aveva leggendo un fumetto comunque così lontano nel tempo.
AVANTI VELOCE
Un elemento da sottolineare, analizzando questo terzo episodio, è quello che vede un grande squilibrio a livello di ritmi tra secondo e terzo, volendo considerare il primo come puramente introduttivo. La sensazione de “Il Magnetismo” è di assistere ad un avanti veloce, pur senza far passare tempo in senso cronologico. Succedono veramente tante cose. Soprattutto colpisce l’insieme di eventi, con poche scene, a casa di Alfredo, dove tutti iniziano a uscire e le maschere iniziano ad abbondare. Tale cambio di equilibrio è fondamentale per portare avanti la narrazione, ma impatta a livello di ritmo con la stasi che si era portata avanti per un episodio intero.
I 59 minuti segnano più che mai il giro di boa di questa metà stagione raggiunta. Con canzoni, svenimenti, fughe, tradimenti, rapine, nervosismi, campo magnetico sputtanato. La dimensione è quasi più cinematografica rispetto ai precedenti due episodi. Quasi come se quelli costituissero un antefatto, e questo terzo episodio avesse le caratteristiche effettive di un vero e proprio pilot, utile a catapultare il pubblico in piena apocalisse. Basti pensare al primo episodio del già citato The Walking Dead per far capire come la dimensione del “pilot-film” non sia un qualcosa di strano.
LUCI ROSSE NEL CIELO
Per i lettori del fumetto le luci rosse nel cielo e il cliffhanger finale sono un campanello di allarme per ciò che sarà. L’avanti veloce sopra citato e in generale il DNA di questo episodio, sono caratteristiche utili per stanziare e affermare al meglio la questione neve, che sicuramente avrà ancora il suo bel da fare. Il modo in cui poi continua la storia (che ovviamente qui non verrà citato), oltre le introspezioni e approfondimenti dei vari personaggi (necessari in un adattamento televisivo), le varie personali quest che si vanno delineando sono tutti elementi che pongono le basi per far sì che L’Eternauta possa non fermarsi a questa prima stagione ma aprire ad un vero e proprio format da portare avanti per un po’ di tempo.
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Sicuramente la curiosità è accesa, sia per chi non conosce la storia, sia per chi vuole vedere come verrà sbrogliata.
