L’Eternauta 1×02 – Uscire Al SoleTEMPO DI LETTURA 4 min

4.4
(11)

recensione Eternauta 1x02Non poteva che uscire nel momento storico migliore questo adattamento targato Netflix del famoso fumetto argentino di Oesterheld e Solano López. Non tanto per le tematiche trattate (più che attuali), ma per la fortunata coincidenza di essere stato inserito in piattaforma dopo un enorme black-out che ha paralizzato Spagna e Portogallo.
In un certo senso una situazione molto simile a quella in cui si trovano i protagonisti di questo show, completamente isolati e fuori dal mondo. E con un’ansia costante per la propria sopravvivenza. Un’ansia che si avverte anche fin dai primi momenti di questo secondo episodio. Dopo l’introduzione di “Una Serata Di Partite A Carte“, che serviva a formare soprattutto il nucleo dei protagonisti principali, l’episodio in questione si concentra sulle conseguenze della nevicata tossica soprattutto “al di fuori” di casa Favalli.
Il tutto con un’introduzione eccezionale in cui viene mostrata una “fauna umana” particolare in una delle situazioni più “disagianti” possibili: una riunione di condominio. In questo senso la nevicata non fa altro che far uscire fuori quanto di già tossico era presente all’interno di questa comunità. Una vera e propria satira sociale che, in questo, riflette per bene, le intenzioni degli autori del fumetto, anche se tutta la situazione presentata è completamente originale rispetto all’opera originaria.

L’ODISSEA DI JUAN


Il tutto serve unicamente per due scopi principali:

  • riflettere sulla condizione umana e su come le comunità possono reagire (in negativo) di fronte alle tragedie collettive, comportandosi, come direbbe il buon Plauto, da homo homini lupus;
  • far ricongiungere Juan con l’ex moglie Elena (Carla Peterson) e riconnettersi con la storyline che introduceva il primo episodio, con i due alla ricerca della figlia Clara (Mora Fisz);

Per quanto riguarda il primo scopo si può dire che è pienamente riuscito. In questo senso, infatti, la serie tv si dimostra ben più efficace rispetto al fumetto, che seguiva unicamente le vicende dei sopravvissuti dentro “casa Favalli”, lasciando però intuire che ci fossero sicuramente altre persone sopravvissute nella città. I quali potevano essere, a seconda dei casi, amici o nemici (quando si tratta di sopravvivenza non si può mai sapere). Se però il fumetto lasciava il dubbio su questo, creando un’atmosfera metafisica e straziante, qui la serie sceglie di far vedere la violenza dei sopravvissuti. In questo senso la ricerca “in esterni” di Juan assume la forma di una vera e propria Odissea nella neve, o di Inferno dantesco, in cui ad ogni incontro con i propri simili corrisponde un’ulteriore discesa verso l’abisso dei sentimenti umani. E la conseguente impossibilità, da parte di Juan ed Elena, di dialogare con i propri simili e trovare una speranza comune insieme.
Per quanto riguarda l‘incontro fra Juan ed Elena, questo invece sembra rappresentato in maniera alquanto sbrigativa, nonché risolto in modo piuttosto velocizzato e rocambolesco. Forse anche un po’ troppo, per cui s’intuisce che l’obiettivo era quello di risolvere tale storyline il più in fretta possibile.

DENTRO CASA FAVALLI


Alfredo Favalli: “Le cose vecchie funzionano, Juan!”

Rimane comunque finora la parte migliore dello show. Mentre ancora arrancano tutte le altre storylines all’interno di casa Favalli, in cui i vari co-protagonisti sono un po’ alla mercé dei sentimenti di turno, cambiando, di volta in volta, sentimenti, antipatie e fazioni.
Anche la risoluzione finale in cui i vari membri della casa trovano il modo di uscire grazie ad un fortuito campanello elettrico della bici di Ana (Andrea Pietra), ancora in funzione in quanto obsoleto a livello tecnologico, è parecchio tirata per i capelli. Anche in questo caso si capisce la volontà di chiudere il prima possibile la storyline verticale riunendo tutti i vari co-protagonisti in un unico ambiente.
Si spera che dopo la scena finale che spoilera un particolare ben noto a chi ha già letto il fumetto le vicende dei personaggi riprendano l’aspetto più “action” dell’opera originale, soprattutto ormai che i vari character sono stati presentati per bene, e quindi non c’è più bisogno di servirsi di dialoghi che vorrebbero apparire come “normali” ma che servono palesemente a rivelare il carattere dei personaggi o a voler essere filosofici a tutti i costi.

CONCLUSIONI


L’episodio in questione dunque si presenta ambivalente. Di fatto, fa il paio con l’episodio pilota nell’introdurre per bene tutti i co-protagonisti principali dello show. Si poteva tranquillamente dividere il tutto in due episodi, e solo per questo motivo non può che essere un Save il voto finale. E tuttavia, rimane un ottimo compromesso di adattamento con il fumetto. Qui si ritrova meglio la tensione narrativa presente nell’opera di Oesterheld e Solano López. Buona poi la CGI utilizzata che ricrea Buenos Aires in versione post-apocalittica, con uno scenario degno di un quadro di De Chirico con l’aggiunta della neve. Bisognerà vedere come si evolve il tutto, ma finora i presupposti per un miglioramento ci sono tutti.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Il viaggio di Juan sotto la neve
  • Scenografia e CGI in generale
  • Intro e scena finale
  • Scene dentro la casa dei Favalli
  • Risoluzioni un po’ troppo facili e plot twist abbastanza telefonati

 

Comincia l’Odissea di Juan e dei suoi amici all’interno della Buenos Aires post-apocalittica in cui la neve tossica ha paralizzato l’intera città. Fra interno ed esterno comunque non si sa cosa sia più pericoloso. Ottimo episodio di raccordo, ancora lo show fatica a carburare del tutto.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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