L’Eternauta 1×01 – Una Serata Di Partite A CarteTEMPO DI LETTURA 7 min

4.5
(42)

“Oh, Argentina. What a country, what a mess. There were protests when I left and now, 20 years later, I don’t know…I’m welcomed by protests, you know?”

The Eternaut approda su Netflix dopo una travagliata storia di possibili adattamenti accantonati in passato (una proposta fu anche italiana), a causa di problematiche nell’adattamento: difficoltà nell’adattamento, budget ridotti, criticità varie.
Poi nel 2018 Bruno Stagnaro portò avanti la sua idea, ottenne l’ok da parte dei parenti di Oesterheld, autore del fumetto originale, detentori dei diritti dell’opera che fecero solo due richieste: che fosse ambientato a Buenos Aires (ed è pure stato girato lì, diversamente da quanto accade in altre produzioni) e che la lingua originale del prodotto fosse lo spagnolo.
Dopo due anni di lavoro allo script, a febbraio 2020 Netflix conferma che produrrà una serie tratta dal fumetto The Eternaut. Le riprese iniziarono solo nel 2023 (tra Covid e ricerche accurate per il cast) e, dopo un anno e mezzo di post produzione, finalmente il progetto ha trovato la luce. Sei episodi, sei ore circa, una storia enorme da adattare ad un odierno ben diverso da quello degli anni ‘50 in cui fu scritto il fumetto.
Ecco quindi che, fondamentale, risulta necessario un buon contesto storico attorno all’Argentina dell’epoca, al fumetto e al suo creatore, Héctor Germán Oesterheld.

EL ETERNAUTA: LA STORIA DEL FUMETTO E DI HECTOR GERMAN OESTERHELD, IDEALISTA E AVANGUARDISTA


L’Eternauta (El Eternauta) nasce nel 1957, nel pieno della Guerra Fredda e durante un periodo di forti tensioni sociali e politiche in Argentina. La nazione si trovava in una fase di transizione tormentata: appena due anni prima, nel 1955, un colpo di stato militare aveva rovesciato Juan Domingo Perón, aprendo una lunga stagione di instabilità, repressione e autoritarismo. In questo contesto, il fumetto diventa per molti autori uno strumento non solo narrativo, ma anche politico e filosofico.
Héctor Germán Oesterheld, lo sceneggiatore de L’Eternauta, è una figura chiave del fumetto sudamericano: idealista, progressista, profondamente umano. La sua scrittura evolve nel tempo, diventando sempre più esplicitamente politica. Dopo aver abbracciato la causa dei Montoneros (un gruppo di guerriglia peronista), viene rapito e fatto sparire dalla dittatura militare nel 1977. Anche le sue quattro figlie e due generi furono assassinati o “desaparecidos”. Oggi Oesterheld è considerato uno dei simboli intellettuali della resistenza argentina.
Francisco Solano López, il disegnatore, più schivo e riservato, visse parte della sua vita in esilio in Spagna per sfuggire alla repressione. Il suo tratto realistico, teso e drammatico ha definito l’immaginario di generazioni di lettori, rendendo L’Eternauta un pilastro non solo della fantascienza, ma della cultura latinoamericana del Novecento.
Eppure L’Eternauta non è solo un’opera di fantascienza: è una metafora potente dell’invasione, della resistenza collettiva e della memoria. Temi che risuonavano allora e che oggi, nel 2025, trovano nuova vita nella trasposizione Netflix. A rendere il fumetto così rivoluzionario, già alla fine degli anni ’50, è la sua decisione di sovvertire uno dei canoni più consolidati della narrativa d’avventura: quello dell’eroe solitario.
All’epoca, il genere era dominato da protagonisti carismatici, individualisti e vincenti: Flash Gordon, Buck Rogers, Tarzan. In Argentina stessa, altri personaggi della tradizione popolare seguivano lo stesso schema. Oesterheld invece compie una scelta radicale: il centro della storia non è l’eroe, ma il gruppo. Juan Salvo non è un guerriero, né un leader nato. È un uomo comune che sopravvive grazie agli altri. La collettività diventa non solo strategia narrativa, ma dichiarazione ideologica. Oesterheld costruisce una vera e propria utopia tragica: la comunità unita è ciò che salva, ma non è detto che basti per resistere.
Settant’anni dopo, questo approccio narrativo non sorprende più. Serie come The Walking Dead, Stranger Things o Station Eleven si fondano proprio sulla centralità del gruppo. L’Eternauta, da questo punto di vista, ha perso il suo “primato” tematico, ma proprio perché ha anticipato — e forse ispirato — una sensibilità oggi condivisa. La sua forza però non sta solo nell’innovazione strutturale, bensì nel modo in cui fonde fiction e realtà, attualità e allegoria.
Nel 1957 l’Argentina viveva sotto una pressione sociale e politica costante, e L’Eternauta rappresentava la paura di un potere esterno, impersonale e invisibile che paralizzava la comunicazione, la mobilità, la coesione sociale. È l’eco di un paese dove la repressione agisce senza volto, dove chi comanda non si espone, e chi esegue è spesso solo un burattino. Questa allegoria si radicalizza nella seconda versione del fumetto, riscritta da Oesterheld nel 1976, in cui l’Eternauta assume i tratti di un combattente rivoluzionario e l’invasione diventa metafora della dittatura stessa. Quella versione fu censurata, e poco dopo Oesterheld sarà arrestato e “desaparecido”.

E LA SERIE TV?


Dopo questo lunghissimo preambolo occorre venire al dunque: com’è il pilot?
Considerato il messaggio metaforico del fumetto, ben espresso nel precedente paragrafo, si può facilmente immaginare che la scelta di ambientare la storia nell’Argentina odierna depotenzi (e anche molto) la forza del messaggio stesso. Ma è sempre stata una chiave di scrittura di Oesterheld quella del racconto contemporaneo, quindi in un certo tal senso si può ritrovare l’idea del creatore in questa scelta.
Una decisione che ha comportato vari cambiamenti: in primis la scelta di Ricardo Darìn (68 anni) per il personaggio di Juan Salvo (30-40 anni), che giustifica la conoscenza delle armi da fuoco oltre che del Truco (gioco di carte).
L’introduzione di un personaggio originale (Omar) per rappresentare lo spettatore all’interno della casa degli amici è un’altra scelta abbastanza dubbia e questionabile.
Non si vuole già scadere nel giudizio (non dopo 40 minuti di visione), però con il prosieguo della storia è lecito attendersi qualcosa di più dei banali dialoghi accusatori verso tutto e tutti, cosa che invece è accaduta per l’intera durata di questo pilot.
Rimanendo nel campo dei personaggi c’è poi da segnalare una grossa mancanza di tridimensionalità: lo spettatore deve prendere per buono tutto (legami, antipatie, tensioni, litigi) perché non gli viene data conoscenza di nulla relativamente al contesto.
Problematica facilmente giustificabile dalla necessità di dover in primis raccontare il contesto apocalittico sci-fi della storia: la neve/cenere che cade su Buenos Aires e che inizia a seminare la morte nelle vie della città.
Forse sarebbe stato più congeniale un pilot più “massiccio” in termini di minutaggio (magari sforando anche l’ora di durata), così da avere il giusto spazio narrativo per dare un minimo di contesto e profondità ai personaggi prima di far piombare il panico all’interno dell’abitazione.

“It’s like a cemetery out there.”

PERSONAGGI, PAURE E SPERANZE


Leggendo il paragrafo dedicato al contesto del fumetto si può serenamente ritrovare un altro problema legato all’adattamento Netflix: la non unicità, arrivati al 2025, della scrittura del fumetto stesso.
Oggi non è un qualcosa di nuovo o unico la storia che ruota attorno alla centralità del gruppo, del collettivo, rispetto al singolo, all’eroe.
Questo è forse lo scoglio più arduo da superare da parte dello show: riuscire a non finire incasellato nell’enorme numero di produzioni seriali e cinematografiche che parlano di un gruppo di sopravvissuti in un contesto apocalittico, con tutte le sfaccettature del caso.
Un ostacolo abbastanza ingombrante, complice anche la tipologia di scrittura e di storia, molto cerebrale, dedita all’azione in centellinati casi e per questo motivo spesso vista come storia molto filosofica (oltre che, come già detto, allegorica del periodo storico).
La paura è che quindi The Eternaut, adattamento di uno dei fumetti più avveniristici del suo periodo, finisca per diventare un banale Invasion 2.0, uno degli show sci-fi peggiori degli ultimi anni.
La speranza c’è ed è legata ad una storia originale molto profonda e valida, una ricreazione degli ambienti veramente ben mostrata (la spedizione all’esterno di Juan Salvo è ottima in ogni dettaglio) e una recitazione che si può ritenere soddisfacente.
Certo…solamente 6 episodi sembrano un numero veramente ridotto, ma probabilmente c’è l’intenzione di spezzettare il fumetto su più stagioni. O almeno questa è, oltre che la speranza, l’idea di partenza: tutto dipenderà dal riscontro di pubblico e di critica. Non resta che incrociare le dita, buttarsi nel binge watching e stare a vedere.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Breve parentesi sugli attimi antecedenti l’arrivo della neve-cenere
  • Fotografia e regia, oltre alla ricreazione di Buenos Aires tramite Unreal Engine
  • Amici che entrano in conflitto abbastanza rapidamente, colpa di un contesto di paura e generale confusione
  • Spedizione all’esterno di Juan Salvo
  • Un prologo di 40 minuti prima dell’arrivo del titolo
  • Argentina odierna: nel rispetto dell’idea del creatore
  • Scelte di cast giustificate dalla storia
  • Un prologo di 40 minuti prima dell’arrivo del titolo: rivedibile questa scelta in quanto si poteva optare su un prologo ben più corposo in termine di minutaggio, per dare ulteriore spazio anche ai personaggi
  • Omar
  • Argentina odierna: nel rispetto del fumetto originale
  • Mancanza di unicità, nel 2025, del prodotto

 

Molte criticità da segnalare in questo pilot, strettamente legate all’adattamento, ma anche molti aspetti positivi (problemi aggirati, rappresentazione e attori). Con circa 5 ore di messa in onda, The Eternaut riuscirà a dare giustizia all’opera di Héctor Germán Oesterheld? Questa è la grande scommessa di Netflix.

Quanto ti è piaciuta la puntata?

4.5

Nessun voto per ora

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

2 Comments Lascia un commento

  1. Su L’Eternauta non si doveva fare una serie televisiva, al massimo un film.
    Secondo me, un film animato che avrebbe rispettato il disegno sarebbe stato la cosa migliore riproducendo le atmosfere dell’epoca…. un’epoca terribile!
    Carlo da Napoli

  2. Ciao Carlo e grazie per il commento!
    Forse l’adattamento in un solo film sarebbe stato un po’ problematico.
    Se tieni in considerazione il quantitativo di roba contenuta nel fumetto, avere solo un paio di ore a disposizione per adattare il tutto sarebbe risultato fin troppo poco.
    Già con questa prima stagione, Netflix ha limato molto (e sono circa 6 ore totali), ma c’è ancora molto da raccontare.
    Credo che trattandosi di un’opera con un arco narrativo in evoluzione su più stagioni occorrerà aspettare per avere un giudizio più completo sul lavoro, ma per ora quanto riportato risulta essere abbastanza fedele e ben fatto.
    Altro punto che sollevi, giustamente: l’epoca in cui il fumetto era ambientato. Molto diverso dall’Argentina odierna, quindi anche il peso del messaggio del fumetto era molto più impattante e forte.
    Fossi in te, senza avere troppe aspettative, uno sguardo alla serie tv lo darei. Potresti comunque trovarla di tuo gradimento!
    A presto!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

The Studio 1x07 recensione
Precedente

The Studio 1×07 – Casting

Le Nuove Serie Tv Di Maggio 2025
Prossima

Le Nuove Serie Tv Di Maggio 2025