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Pivoting 1×01 – If She Could See Us NowTEMPO DI LETTURA 3 min

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Pivoting 1x01 recensione Quando si cerca una nuova serie in genere, tra trailer e cast, ci si fa già una discreta idea su cosa aspettarsi e sulla qualità. Il tutto senza dimenticare che il canale o il servizio streaming in cui va in onda la suddetta serie fa ovviamente una discreta differenza. Difficile immaginare un Game Of Thrones di successo in onda su The CW (per via ovviamente del budget ma anche del target molto giovanile del pubblico) ma è più facile se si fa il processo inverso passando da un prodotto di successo su un canale generalista e lo si trasporta su uno via cavo o streaming. Per esempio Grey’s Anatomy su HBO.
Il pubblico che si mira a raggiungere e il canale di produzione, in genere, fanno una grossa differenza per la riuscita di una serie. E, in fin dei conti, è tutta una questione di calibrare il giusto mix. Cosa che, plot twist, Pivoting non fa.

WANNABE A COMEDY


È cosa buona e giusta (e anche normale) guardare un trailer prima di approcciarsi ad una serie. Il trailer crea aspettative dando una prima impressione circa cosa ci si possa aspettare ed è, ovviamente, anche fatto per trarre in inganno perché non tutte le persone che guardano un pilot poi decidono di proseguire la visione. Quindi si può capire l’intenzione di sparare sul mucchio (leggasi pubblico mainstream) e poi catturare nella propria rete solo quelli interessati o incuriositi.
Tutta questa premessa per dire soltanto una cosa: il trailer di Pivoting è ingannevole. Chi scrive queste righe, dopo averlo visto era convinto di trovarsi davanti ad una series premiere da 40 minuti ed invece, a sorpresa, la serie FOX è di soli 20 minuti. Ecco allora che crolla il primo preconcetto: non si è davanti ad una sorta di Desperate Housewives ma ad una classica comedy che prova faticosamente a far ridere lo spettatore con situazioni parzialmente surreali e che possono essere solo apprezzate da un certo tipo di pubblico femminile.

TUTTO MOLTO MALE


L’idea di base della serie della misconosciuta Liz Astrof ha il suo perché: in un gruppo di quattro amiche, una muore e le rimanenti affrontano volontariamente o involontariamente una sorta di processo che le porta a rivalutare la loro vita e, conseguentemente, (provare a) cambiare le cose che non vogliono nella loro vita. Tutto molto logico e valido se non fosse che da un lato si prova a mantenere un certo realismo e dall’altro si fanno già delle battute sulla morte dell’amica durante il suo funerale. E la coerenza scompare magicamente insieme alla qualità della sceneggiatura.
L’unico elemento interessante della serie riguarda il cast capitanato da Eliza Coupe, Ginnifer Goodwin (la Biancaneve di Once Upon A Time) e Maggie Q. Tutto sommato la recitazione ed i rispettivi character non sono malvagi ma le incongruenze e le assurdità si consumano già dai primi minuti con il personaggio di Maggie Q che da chirurgo vuole diventare una commessa del supermercato per avere una vita senza stress, mentre quello della Goodwin passa metà del tempo sdraiata per terra a farsi fare delle foto con dei leggins che non si chiudono pur di rimorchiare il suo personal trainer. Il tutto sempre dopo aver perso una delle loro più care amiche.
In tutto ciò il problema principale rimane comunque uno ed uno soltanto: non si ride. Perché se si riuscissero a creare delle situazioni divertenti si potrebbe anche soprassedere all’assenza di una trama coerente, ma qui non c’è proprio niente e, come tale, è consigliabile risparmiare la visione di questi 20 minuti di nulla cosmico.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tre protagoniste interpretate da attrici piuttosto solide
  • Non si ride, decisamente non si ride
  • Quasi completa assenza di quel lutto iniziale che vorrebbe essere mostrato
  • Trama interessante ma banalizzata all’inverosimile
  • Certo: abbandonare lo stipendio da chirurgo per fare la commessa in un supermercato. Tutto molto credibile e assolutamente “relatable” da parte del pubblico
  • Soundtrack un po’ troppo ingombrante
  • Non appare mai Colleen

 

La nuova serie comedy di FOX è un flop prevedibile che non aggiunge niente oltre a far spegnere il cervello. Non è una sorpresa ma è, sfortunatamente, piuttosto triste che nel 2022 FOX stia ancora provando a fare comedy che non fanno ridere. Molto triste

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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