Questo quarto episodio coincide con il momento della transmogrification, ossia della trasformazione, del mutamento.
“Strawberry” è l’episodio in cui la patina di dubbi e perplessità cade rivelando la vera identità dei personaggi principali. Meno spazio viene concesso a Michell, precedentemente analizzata nel terzo episodio, così da ridare spazio a Dave: si tratta di una costruzione della narrazione abbastanza lineare con la precedente puntata (due personaggi analizzati e approfonditi), ma che si distingue dalla precedente per la qualità generale.
Sia chiaro: il problema (se tale si può definire) non è da ricercare nel personaggio di Michell Calderon, quanto piuttosto nella scrittura più accattivante dell’episodio che si concentra sul lato “villain” di Dave e Freddy, salvo dare spazio anche alla verità che viene progressivamente a galla sotto gli occhi proprio di Michell.
L’episodio non è perfetto, mostrando il fianco a diverse esagerate semplificazione narrative, ma è un passo avanti decisamente convincente rispetto al precedente.
UN PIROMANE, DUE PIROMANI…
Ancora Freddy in fase di sviluppo.
Il processo di caratterizzazione “negativa” prosegue dal precedente episodio e abituato ad essere isolato, solo e non calcolato, essere uscito dalla comfort zone per il colloquio di lavoro rappresenta per lui il peso significativo. Nonostante lo sguardo imperscrutabile si intravede la follia, ben espressa nel finale di puntata che lo riguarda. Freddy si reca dalla parrucchiera che credeva essere sua amica (una esasperazione del rapporto da lui immaginata, considerato che la donna era semplicemente disponibile e gentile nei suoi confronti) per far si che “no one can see me again”. Freddy tenta di tornare nell’anonimato: si taglia da solo i capelli, a zero, e sembra prepararsi per svariati attacchi piromani.
All’improvviso Smoke toglie il velo del dubbio, come si diceva, e mostra il vero io del personaggio: un villain fatto e finito pronto a colpire una società dalla quale sembra sentirsi rifiutato. Ma non è l’unico folle raccontato dalla serie tv.
EGERTON: INVESTIGATORE O MATTO?
Lasciato in disparte nel precedente episodio, Dave raccoglie il testimone di Michell e si mette in mostra in questa puntata. Evidenziando sia un passato turbolento con l’abbandono della madre, sia le conseguenze sul presente: Dave non è un semplice piromane, quanto una persona profondamente attratta dal fuoco in ogni sua forma e declinazione.
La capacità di Taron Egerton di portare in scena in maniera convincente un personaggio con due identità tanto diverse è encomiabile: da una parte c’è l’investigatore metodico e preparato, oltre al marito amorevole; dall’altra c’è un folle, banalmente.
Due identità che non sono suddivise in compartimenti stagni, motivo per cui a volte il secondo cede nella vita del primo: i litigi con la moglie (che sono comparsi dopo essere stati accennati, questa resta una svista delle sceneggiatura) e l’incapacità di essere, anche solo in minima parte, una figura paterna. Dave sembra vera e propria nitroglicerina: da maneggiare con particolare attenzione, diversamente le conseguenze potrebbero essere devastanti.
UN OSCURO PASSATO
Da questo punto di vista sarà interessante vedere il peso che avrà Ashley (la moglie), che sembra avere una profonda influenza su Dave stesso.
Mentre i due personaggi maschili principali venivano approfonditi, lo show ha tenuto occupata Michell con una vera e propria caccia “ai fondi” per riuscire ad incastrare il piromane a cui stanno dando la caccia lei e Dave. Ma anche ad un rapido sguardo nel passato di Dave che era già stato indicato, dal precedente collega (Ezra Esposito) come possibile piromane. Collega che poi se ne è andato, parrebbe. Tutte rivelazioni che, unitamente al discorso riguardo l’abbandono da parte della madre di Dave, lasciano parecchi dubbi a Michell, per ora il personaggio sul cui passato si è lavorato maggiormente.
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“Strawberry” alza l’asticella rispetto al precedente episodio e si concentra, finalmente, anche su Dave. La discesa verso la totale follia sembra ormai alle porte.


