
Un doppio finale spettacolare che porta la serie al suo punto più alto, rilancia Maul come figura tragica e criminale e ricorda ancora una volta che, quando entra in scena Vader, cambia tutto.
Volge al termine l’ultima fatica di Lucasfilm Animation, che, partendo da The Clone Wars, ha realizzato una lunga lista di serie animate capaci di allargare dignitosamente tutta la lore del franchise ideato da George Lucas. A proposito del “creatore”, Maul – Shadow Lord avrebbe anche riciclato alcune idee originali che sarebbero dovute tornare utili per un’ipotetica trilogia sequel da lui diretta, ma che invece sono state comunque riutilizzate per lo show incentrato sul famoso Dathomiriano apparso per la prima volta ne La Minaccia Fantasma.
Il doppio finale, rilasciato da Disney+ in occasione dello Star Wars Day, è forse la punta di diamante di una serie che è stata un bel crescendo. Il protagonista compie il suo destino incrociando finalmente le strade con l’Alba Cremisi, in vista del suo cameo in Solo: A Star Wars Story. Molto ben contestualizzata quindi l’apparizione di Dryden Vos, ma, come al solito, a farla da padrone, quando entra in scena, è Darth Vader.
ALLEANZE INEDITE
Ecco quindi che, con l’Impero che stringe la sua morsa e la coppia formata dall’Undicesimo Fratello e Marrok all’inseguimento di due Jedi sopravvissuti all’Ordine 66 e di un ex Signore dei Sith, la ciurma di protagonisti è costretta a far fronte comune verso il nemico. Maul e il maestro Jedi Daki si vedono infatti obbligati a fidarsi l’uno dell’altro per abbattere il blocco creato dall’Impero e fuggire via da Janix, che ormai non è più un nascondiglio, bensì un pianeta brulicante di imperiali.
Nel tentativo di fuga si può notare anche l’evoluzione del protagonista, che non è più il cinico Sith di una volta, ma è ormai profondamente segnato dalle sue scorribande durante le Guerre dei Cloni. Maul è infatti ormai votato a vendicarsi del suo antico maestro, Darth Sidious, e di Obi-Wan Kenobi, aggiungendo nel frattempo una ripida ascesa nella carriera criminale, in cui parte chiaramente avvantaggiato dati i suoi poteri. Tuttavia vi è comunque un certo tipo di legame tra lui e i suoi seguaci, ovvero i membri di quel Sindacato Ombra che sta però perdendo pezzi in questo blitz imperiale.

VADER CONTRO TUTTI
Tutto si ferma quando entra in scena l’emblema di un franchise che dal 1977 ha cambiato la storia del cinema pop. È complicatissimo sbagliare quando si usa Darth Vader e, visto che l’eccezione conferma la regola, esiste Kenobi, ma l’ingresso che ha qui in scena il Signore Oscuro è degno dell’altra sua apparizione nel finale di Rogue One. In primis, si deve rendere giustizia al cameo al termine di “Strange Allies”, che fa assumere a una puntata già bellissima un peso specifico ancor più elevato; invece per quanto riguarda “The Dark Lord” si può semplicemente etichettarla come una goduria lunga circa 20 minuti per tutti i fan della saga.
Soprattutto, si assiste per la prima volta allo scontro tra Maul e Vader, con un incredulo Maul che non sa di trovarsi di fronte il suo nemico Anakin Skywalker, reso ormai “più una macchina, ora, che un uomo”. Il livello di difficoltà, abbastanza abbordabile nello scontro contro i due Inquisitori, diventa elevatissimo, così come lo dimostra il passo lento ma da cui diventa impossibile sfuggire. Non si scappa da Vader, ed è una dimostrazione di forza, e di Forza, incredibile, che ricorda allo spettatore quanto sia pericoloso e temuto quel personaggio, restituendo la giusta dignità a una figura che ha fatto la storia della saga e del cinema, purtroppo non resa al meglio nella sua ultima apparizione su Disney+.
IL LATO OSCURO DELLA FORZA
“The Dark Lord” è puro Guerre Stellari da trilogia prequel, quello Star Wars che ha fatto appassionare i bambini con le Guerre dei Cloni animate e che ora è diventato un pubblico più adulto e pronto per storie anche più mature, come quella di Devon. Non c’è il classico lieto fine; in realtà ci sarebbe, dato che Maul riesce a sfuggire alla furia di Vader, ma guardandola da un punto di vista più neutrale l’unico personaggio che non cede al Lato Oscuro in questo episodio, ovvero il Maestro Daki, muore.
È un trionfo del Lato Oscuro della Forza, con Maul che ora ha finalmente la sua apprendista per poter provare ad avere la sua rivincita alla pari con Sidious e con Darth Vader, che non aveva prima messo in conto. In fin dei conti Maul – Shadow Lord si può definire come una serie che ha un trend molto positivo, che tocca un picco elevatissimo, considerando l’ecosistema di Star Wars animato, proprio con il suo doppio finale. Una sfida vinta da Dave Filoni, che continua a essere il nome più riconoscibile del lato animato di Lucasfilm e che fa prosperare la saga di Guerre Stellari nel formato seriale, nell’attesa di rivederla grande anche al cinema.
THUMBS UP 👍
- L'animazione di Lucasfilm, che sale di livello ad ogni prodotto realizzato
- L'ingresso in scena di Darth Vader
- La paura negli occhi di Maul
- L'azione e i combattimenti, animati benissimo e diretti ancora meglio
- Il passaggio al Lato Oscuro di Devon
- Il lento avanzare di Vader, a cui nessuno può sfuggire
THUMBS DOWN 👎
- L'unico escamotage che Lucasfilm ha per inserire Vader come antagonista senza far morire nessuno è quello di fargli crollare rocce addosso a quanto pare







