The Mandalorian And GroguTEMPO DI LETTURA 5 min

22/05/2026
The Mandalorian And Grogu
Recensione Film The Mandalorian and Grogu Cinema

Il ritorno di Star Wars al cinema passa da Din Djarin e Grogu, tra western, cautela produttiva e divertimento puro.

Sinossi

Il malvagio Impero è caduto e i signori della guerra imperiali sono sparsi per la galassia. La neonata Nuova Repubblica lavora per proteggere tutto ciò per cui la Ribellione ha combattuto e si è assicurata l’aiuto del leggendario cacciatore di taglie Mandaloriano Din Djarin (Pedro Pascal) e del suo giovane apprendista Grogu.

The Mandalorian è un caso studio perfetto da analizzare, per comprendere e studiare a fondo le logiche delle major hollywoodiane. A partire dalla sua concezione, passando per il successo clamoroso, forse anche un pizzico inaspettato, per poi giungere a tutte le fatiche produttive che hanno afflitto lo show di Favreau e Filoni. Una serie verticale, in totale antitesi con lo storytelling moderno, che ha riportato l’essenza di Star Wars al centro di Star Wars. C’è il western, c’è lo sporco, ci sono gli animatronic e i “mostroni”. C’è quell’ingenuità vista con gli occhi da bambino: The Mandalorian ha fatto ricordare a Star Wars cosa l’ha reso grande.
Si sono susseguite tre stagioni, tra picchi elevatissimi e disastri produttivi come la questione The Book of Boba Fett e Rangers of The New Republic. I piani si sono scritti e sovrascritti più e più volte, colpendo una già barcollante Disney che in Lucasfilm e Marvel Studios contava di avere le sue galline dalle uova d’oro, e che invece si è trovata a dover raddrizzare continuamente il tiro. In più, c’è da considerare l’ormai famigerato sciopero degli sceneggiatori, che ha fatto venire a Disney l’idea di mandare in sala quello che è stato, nel post Episodio IX, il prodotto che ha mantenuto in vita l’universo di Guerre Stellari.

Il vecchio protegge il giovane e poi il giovane protegge il vecchio. Questa è la via.

STAGIONE 4


Favreau l’ha già svelato a tutti: durante la concezione della quarta stagione di The Mandalorian sono arrivate direttive per realizzare un film su Din Djarin e Grogu. Quindi in Lucasfilm, dove non si butta mai nulla, si è ben pensato di trasformare questa nuova stagione in un lungometraggio. Una scelta forte, che va a scontrarsi con i paradigmi narrativi, le regole di scrittura in tre atti che qui non sono assolutamente distinguibili. Infatti, il film è praticamente una quarta stagione compressa e sotto steroidi per una fruizione cinematografica a dare giustizia finalmente alle sparatorie del Mandaloriano.
Addirittura, uno spettatore smaliziato, o semplicemente abituato alle logiche narrative dello show di Disney+, potrebbe riconoscere gli archi narrativi che andrebbero poi a costituire una stagione. Si nota un certo stacco tra gli episodi, e questo sicuramente non giova alla pellicola. Tuttavia allo stesso tempo, la cinematografia mondiale insegna che un film non deve avere necessariamente tre atti, e può comunque provare a spaziare nell’originalità cercando soluzioni inedite. Certamente è meno nobile questo obiettivo quando si parte da una base che era pensata semplicemente per un altro media.

COERENZA O TIMORE?


Molti rimarranno delusi. Coloro che si attendevano Jedi, spade laser o sorprese folli, dalla portata di Luke Skywalker nel finale della seconda stagione, non vedranno soddisfatte le proprie aspettative. In questo alcuni ci vedranno una sorta di codardia da parte di Favreau, Filoni e Lucasfilm. Forse l’incapacità di programmare un futuro, di disseminare semi e indizi come i Marvel Studios hanno abituato, stravolgendo un settore e settando nuovi standard e aspettative per il pubblico dei franchise blockbuster, che ormai sembra sempre attendere un prosieguo, un futuro, senza godersi il presente.
Guardando l’altra faccia della medaglia, forse The Mandalorian and Grogu è invece proprio questa cosa qui. Nulla di più di quel che vuole essere e promette di essere. Una nuova avventura per Mando e il suo protetto, stavolta però in un formato cinematografico, con musiche di prim’ordine per Ludwig Göransson, tornato apposta dopo la pesante assenza nella terza stagione. Una regia solida e continuativa, quella di Favreau, che non si sottopone quindi alla staffetta classica della serie tv, e anche qualche minuto per il faccione di Pedro Pascal, che è sempre un’eccezione nella storia di The Mandalorian.

RITORNO ALLA SALA


Questo film rappresenta il ritorno al cinema di Star Wars dopo ben sette anni dalla bistrattata chiusura della “bistrattatissima” trilogia sequel. Un tempo consono in cui Lucasfilm ha scelto di allontanarsi e di distaccarsi totalmente dal modus operandi di Marvel, scegliendo di tornare ad essere un evento, un’eccezionalità. Ci si sarebbe forse aspettati qualche fuoco d’artificio in più per un ritorno così significativo, certo.
Invece Lucasfilm ha scelto la strada della cautela, del non provare a fare il passo più lungo della gamba, per tastare il terreno in vista delle prossime produzioni. Mando e Grogu torneranno sicuramente, con una storia tutta in divenire con la seconda stagione di Ahsoka che dovrebbe entrare nel cuore della vicenda, e il cinquantesimo anniversario della saga che sopraggiungerà l’anno prossimo. Forse è ancora troppo presto per le sorprese, ma spingere ancor di più sull’acceleratore avrebbe giovato anche a Din Djarin e ai suoi blaster.

Scheda film
Titolo originaleThe Mandalorian and Grogu
RegiaJon Favreau
SceneggiaturaJon Favreau, Dave Filoni, Noah Kloor
InterpretiPedro Pascal, Sigourney Weaver, Jeremy Allen White, Jonny Coyne, Martin Scorsese, Steve Blum
Distribuzione / PiattaformaWalt Disney Studios Motion Pictures Italia
Durata132′
OrigineUSA, 2026
Data di uscita20/05/2026
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

The Mandalorian and Grogu è un film divertente, che si ricorda, così come faceva la prima stagione di Mando, qual è il cuore pulsante di Star Wars. Il western fantascientifico tra alieni e un futuro spaziale “sporco”. La capacità di affezionarsi ai propri protagonisti, così come quella di inventarsi strampalati co-protagonisti, su tutti il Rotta the Hutt di Jeremy Allen White. C’è spazio anche per una Sigourney Weaver che pilota un Ala X, quasi a rispettare e omaggiare la storia dello sci-fi hollywoodiano, e non può che far sorridere. Alla fine non rimane molta attesa per il futuro, e non si sentiranno le farfalle nello stomaco per la title track o il classico crawl iniziale, ma è probabilmente la prova definitiva dell’indipendenza dignitosa che il franchise The Mandalorian può godere dall’universo di Star Wars. Chissà se questa sarà la via.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Salvatore Cesarano

Salvatore Cesarano scrive su Recenserie di cinema e serie TV, portando nei suoi pezzi uno sguardo da appassionato di immagini, racconto e cultura pop. Tra critica, immaginario nerd e amore per il cinema, affronta ogni recensione con entusiasmo e forte personalità.

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