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The Mandalorian 2×08 – Chapter 16: The RescueTEMPO DI LETTURA 5 min

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The Mandalorian 2x08 recensioneEra ampiamente preventivabile che l’epilogo stagionale di The Mandalorian sarebbe stato un episodio superbo, con tutti i crismi; ma al termine della visione di “The Rescue” bisogna ammettere che il prodotto di casa Disney è andato ben oltre le più rosee aspettative, accomiatandosi (ma solo per un anno, la terza stagione è già stata confermata per dicembre 2021) dallo spettatore con un turbinio di azione, emozioni e graditissimi ritorni.
La puntata non perde tempo e nel giro di pochi, dinamici minuti si passa dallo spazio profondo a una bettola, dall’assalto della navetta spaziale su cui viaggia il dottor Pershing all’assoldamento di Bo-Katan per la missione di salvataggio. Qualche battuta ben piazzata mette bene in luce la natura sui generis di Boba Fett, che dei Mandaloriani ha solo l’armatura e nient’altro, e fa intuire quale considerazione abbiano di lui gli altri guerrieri, mentre la scazzottata con Koska è un gradevole antipasto della vera azione che seguirà. Completano questa letale Suicide Squad galattica Fennec e soprattutto Cara Dunes, che in questa stagione si è vista ancor di più che nella precedente e che si spera possa rimanere anche nella prossima, al di là di tutte le polemiche che l’attrice ha generato, perché i continui riferimenti al suo passato e alla distruzione di Alderaan lasciano trapelare la volontà degli autori di approfondire ulteriormente il suo personaggio.
L’assalto all’incrociatore di Gustavo Fring Moff Gideon è la quintessenza delle missioni spericolate viste e riviste in Star Wars: un manipolo di pochi eroi che si serve di astuzia e di coraggio per affrontare una minaccia decisamente più grande, far fronte a nemici in superiorità numerica e raggiungere l’obiettivo. Forse è proprio per questo che funziona così bene, o forse è merito della scrittura dei personaggi, che per quanto collaborino fra di loro per la prima volta riescono a dar vita a interazioni credibili e a qualche gradito comic relief. Ma la situazione ci mette poco a farsi drammatica, perché sulla nave imperiale è presente una nuova minaccia: i dark troopers già visti all’opera in “The Tragedy” si rivelano un’arma temibile, una nuova incarnazione della minaccia droide già ampiamente esplorata nella trilogia dei primi anni 2000 e poi nella serie The Clone Wars. Si può solo immaginare la gioia di Mando all’idea di confrontarsi con dei soldati di ferraglia, visto il suo passato.
Ovviamente non manca lo scontro finale con Moff Gideon, che come da tradizione deve avvenire con l’eroe della serie, nonostante Cara e Bo-Katan ci tengano a rimarcare quanto sia importante per entrambe mettere le mani sul gerarca imperiale. Moff Gideon si conferma un buon villain, viscido e sleale quando si tratta di attaccare l’avversario alle spalle ma anche abile nel combattimento, e tuttavia il risultato più intrigante della sua sconfitta risiede nel fatto che adesso Mando è in possesso della Darksaber, l’arma che “certifica” il diritto di regnare su Mandalore o meno. Di sicuro il trono è l’ultimo dei desideri di Mando, ma il fatto che l’arma interessi a Bo-Katan, che deve peraltro vincerla in un duello per esserne la legittima proprietaria, suggerisce già un possibile sviluppo di trama per la terza stagione.

“May the Force be with you.”

Il bello, però, deve ancora venire. Come se già non fossero bastati i ritorni di Bo-Katan, Ahsoka Tano e Boba Fett, Jon Favreu decide di sganciare un’autentica bomba facendo entrare in scena nientemeno che Luke Skywalker, interpretato da un Mark Hamill che, per ovvi motivi cronologici, è stato ringiovanito digitalmente (tecnica già usata con Carrie Fisher nei panni di Leia in Rogue One); e con lui c’è anche R2-D2, a cui basta qualche fischio per sciogliere il cuore di qualsiasi fan di Star Wars. L’intervento del Jedi è una palese citazione e rovesciamento dell’iconica scena di Rogue One che aveva come protagonista suo padre: se Darth Vader trucidava poveri soldati ribelli, Luke fa a pezzi a suon di spada laser verde e poteri della forza i dark troopers, dimostrando fino a che punto ha portato la sua abilità nei cinque anni intercorsi tra The Return of the Jedi e The Mandalorian.
Questo ingresso in scena è però solo il preludio di uno dei finali di episodio (e di stagione) più emotivi e commoventi: perché se da un lato Luke ha salvato Mando e compagni, dall’altro il suo arrivo si traduce nella separazione tra il cacciatore di taglie e il piccolo Grogu. Episodio dopo episodio il rapporto tra i due personaggi, sempre più simile a quello tra un padre e un figlio, si è consolidato e non sono mancate situazioni in cui emergeva prepotentemente l’attaccamento dell’uno all’altro, ma è in “The Rescue” che per la prima volta si capisce quanto il laconico Mando sia stato cambiato dall’incontro con Grogu: per la seconda volta nel giro di due episodi il Mandaloriano si toglie il casco, questa volta davanti a tutti, rinuncia cioè all’attaccamento alla regola mandaloriana che era un suo tratto distintivo per permettere a Grogu di guardarlo finalmente in volto, prima del loro addio.
A questo punto è lecito chiedersi come si evolverà The Mandalorian. È molto improbabile che la serie rinunci completamente al suo co-protagonista verde dalle orecchie a punta, ma bisognerà giustificare in maniera coerente un nuovo incontro con Mando; inoltre, la già citata ossessione di Bo-Katan per la Darksaber e la rifondazione di Mandalore, ma anche i sempre più frequenti accenni al passato di Cara Dunes potrebbero costituire altre due sottotrame interessanti da battere in futuro. Come se non bastasse, ci si mette anche la scena post-crediti in stile Marvel Cinematic Universe, in cui Boba Fett fa visita a una vecchia conoscenza della trilogia originale (un Bib Fortuna che è sopravvissuto alla distruzione dello yacht di Jabba e ha pensato bene di emularne la dissolutezza e l’obesità) solo per ammazzarlo e prendere il suo posto. La scritta che campeggia a quel punto sullo schermo conferma che anche Boba Fett avrà la sua serie personale e che l’universo di Star Wars si sta preparando a un’espansione senza precedenti, sul medium audiovisivo che più di tutti si è evoluto nell’ultimo decennio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • I dark troopers finalmente all’opera
  • Il duello tra Mando e Moff Gideon
  • L’entrata in scena di Luke Skywalker
  • R2-D2
  • L’addio tra Grogu e Mando, che si toglie l’elmo per la seconda volta in due episodi
  • La scena post-crediti con Boba Fett
  • L’emozione di rivedere Bib Fortuna che si è evoluto nel sosia di Jabba
  • Nulla di rilevante

 

Macchine da guerra di nuova generazione, il duello tra Mando e Moff Gideon, l’ingresso in scena di Luke Skywalker e R2-D2, Boba Fett che si prende il trono che fu di Jabba: che cosa può volere di più un appassionato di Star Wars?

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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