
Una puntata chiave che unisce i puntini, svela l’origine dei poteri e spinge la stagione verso il finale.
“Betrayal” è il primo episodio della seconda metà di stagione e, come da prassi, inizia a intensificare il ritmo narrativo per avviarsi verso il season finale, che potrebbe non coincidere con il finale della serie, secondo le parole di Nicolas Cage. D’altronde il successo che sta ricevendo da parte del pubblico è sotto gli occhi di tutti, e anche la critica (Recenserie incluso) sta apprezzando il lavoro svolto da Oren Uziel fin dal pilot di Spider-Noir.
Spider-Noir va a certificare quella fame di Uomo-Ragno che continua a richiedere il grande pubblico, e soprattutto dimostra che i fan non si spaventano davanti a versioni diverse del personaggio. Non occorre raccontare sempre la stessa storia di zio Ben, dei poteri e delle responsabilità: si può osare, e si possono riadattare i personaggi calandoli in contesti ed epoche diverse, dato che il cuore di quei personaggi troverà sempre il modo di giungere a quello dei fan.
PRIMA GUERRA MONDIALE
L’episodio si apre con un interessantissimo flashback che va a ricomporre un po’ i pezzi del puzzle. Finalmente viene svelato il presupposto dell’intera stagione, ovvero un evento accaduto in Francia ai tempi dell’occupazione tedesca durante la Prima Guerra Mondiale. Questo è il fil rouge che collega tutti i personaggi con i superpoteri visti in questa stagione, lasciato solo sottintendere da quella fotografia rubata che ritraeva insieme Lonnie Lincoln e Flint Marko.
La sequenza va a chiarire tanti aspetti grigi degli scorsi episodi, dopo che la serie aveva già iniziato a costruire il proprio intreccio criminale tra “Double Cross” e “A Mistake I’ll Never Make Again”, ma soprattutto ha il grande pregio di mostrare il momento in cui Ben Reilly ha ottenuto i poteri del Ragno. La scena in questione assume i contorni del body horror, mostrando un terrificante individuo metà uomo e metà ragno mordere il Sergente Reilly, che di lì a poco inizierà ad avvertire i primi sintomi della mutazione “ragnesca”.
SILVERMANE SQUAD
Tornando al presente, dello show ovviamente, si torna al burbero Silvermane, interpretato dal sempre ottimo Brendan Gleeson. Il boss della mala portato in scena dall’attore irlandese, nonostante nei fumetti Silvermane sia un mafioso italo-americano, domina sempre la scena in ogni sua apparizione, finendo talvolta per sovrastare anche l’aura da divo di Nicolas Cage. Il protagonista e l’antagonista della serie sono le punte di diamante di un cast totalmente azzeccato, che si fa fregio delle sue punte di diamante per far risplendere anche tutti i personaggi secondari.
Proprio parlando di personaggi secondari, ecco che l’intento di Silvermane pare essere quello di mettere le mani su tutti questi esperimenti umani, derivati da quella terribile esperienza di guerra, per creare un suo personalissimo esercito di aspiranti super-soldati. Un piano un tantino ambizioso, ma che lo vede già a buon punto dell’opera, riuscendo a portare dalla sua parte anche Lonnie Lincoln, alias Tombstone, e sul finale Dirk Leyden, alias Megawatt. Tutto ciò senza perdere di vista la politica e la questione delle elezioni del sindaco di New York, che, tra Alfred Morris e Wilson Fisk, sembrano andare di moda ultimamente.
IDENTITÀ RIVELATA
Il fil rouge che parte dalla missione in Germania è molto sottile, ma ripercorrendolo si arriva alla misteriosa dottoressa Faber. In realtà di questo personaggio non è ancora stato svelato molto, se non che tutti i villain che sta affrontando il Ragno sembrano essere passati sotto i suoi ferri. Forse si tratta di una sorta di attivazione dei poteri derivanti dagli esperimenti tedeschi, e anche il cognome della dottoressa sembra essere un bell’indizio, dato che richiama un po’ tale cultura.
Ad ogni modo, come giusto che sia, tutto ruota in realtà attorno a Ben Reilly e al Ragno. La dottoressa Faber è alla ricerca del Ragno, perché potrebbe essere la chiave per stabilizzare i poteri di Tombstone, Megawatt, Sandman e tutti gli altri superstiti degli esperimenti. Una situazione complessa che mette al centro, come da cliché, la femme fatale del noir in questione: la “Black” Cat Hardy. L’affascinante personaggio di Li Jun Li, Sinners per chi non l’avesse riconosciuta, deve fare la scelta più difficile di tutte, finendo per tradire la fiducia di Ben e mettendo a repentaglio la sicurezza del Ragno.
VERSO IL FINALE
“Betrayal” funziona proprio perché non si limita a spostare le pedine verso il finale, ma prova finalmente a dare un’origine più definita al mistero che attraversa la stagione. Dopo un avvio più concentrato sull’atmosfera, sulla costruzione del mondo e sulla lenta ridefinizione del mito dell’Uomo-Ragno, questo quinto episodio accelera senza perdere del tutto quella patina noir che rappresenta la vera identità della serie.
Rimane ancora la sensazione che lo show stia tenendo il Ragno leggermente troppo ai margini, come già accaduto in parte in “Tread Lightly”, ma questa volta i tempi sembrano ormai maturi. Le rivelazioni sul passato di Ben Reilly, il passaggio al lato oscuro di Lonnie e la follia sempre più evidente di Dirk Leyden suggeriscono che Spider-Noir sia pronto a lasciare definitivamente la fase preparatoria per entrare nella parte più esplosiva della stagione.
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