recensione Trigger Warning
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Trigger Warning

Trigger Warning è un film che fa della semplicità il proprio punto di forza. Un elemento che può essere visto sia come un pregio, ma anche come un difetto.

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Jessica Alba torna sugli schermi con uno spy-thriller senza troppe ambizioni. Una soldatessa torna a casa dopo una missione, per il funerale del padre scoprendo che la sua morte potrebbe non essere stata poi così accidentale come sembra.  

Per il periodo estivo Netflix sceglie (come farebbe qualsiasi rete televisiva generalista) di prendersi una meritata pausa e regalare al proprio pubblico prodotti godibili, ma palesemente fatti apposta per essere consumati velocemente giusto per far passare un pomeriggio.
Probabilmente la filosofia che sta dietro a Trigger Warning è più o meno questa, dal momento che il film in questione non è certamente un capolavoro del cinema. Alla base c’è un classico del cinema action statunitense che vede il ritorno dell’eroe (in questo caso eroina) a casa dopo un lutto. Lutto che, inevitabilmente, racchiude in realtà un mistero, attraverso il quale la protagonista farà pace con una realtà che credeva sepolta e distante da lei. Un canovaggio che richiama mille pellicole uguali e che ha come capostipite quel Rambo di Sylvester Stallone che già all’epoca di uscita si rifaceva a stilemi già considerati “vecchi” anche se contribuì a settare il genere action come lo si conosce oggi.

IL RITORNO DI JESSICA ALBA


Evitando paragoni fin troppo “alti”, Trigger Warning decide di andare sull'”usato sicuro” puntando tutto sul fattore nostalgia. In questo caso non tanto del genere narrativo scelto (che non ha mai smesso di esistere) quanto per la star che campeggia nella locandina e nel trailer: Jessica Alba. L’ex protagonista de I Fantastici 4 e di Sin City, mancava da un ruolo importante dal 2017 (anno di El Camino Christmas, mentre per il piccolo schermo c’è il poco memorabile L.A.’s Finest) che in termini di industria cinematografica è un’eternità.
Con questo spirito “nostalgico” e sfruttando anche il superpotere dell’attrice americana di non invecchiare mai di essere sempre in forma, Netflix decide di inserirla in un contesto da spy-thriller action movie in cui a farla da padrone sono i coltelli (arma decisamente non originale ma neanche troppo sfruttata in questo contesto), armi da fuoco e tecniche di arti marziali forse un po’ troppo coreografate.
Il tutto mixato con una critica non troppo velata all’industria delle armi, all’America “trumpiana” e ai suoi stereotipi, contrapposta all’orgoglio “latino” di cui la pellicola si fa portatrice anche grazie alla scelta di tale protagonista.

TUTTO FIN TROPPO PREVEDIBILE


A parte questi elementi (che potrebbero incuriosire lo spettatore ma fino ad un certo punto), per il resto la pellicola è abbastanza prevedibile per non dire soporifera. Parker (Jessica Alba), è un’operatrice delle forze speciali americane che torna nel suo paese natale dopo aver appreso della morte del padre (Alejandro De Oyos).
Il “ritorno a casa” è l’occasione per abbracciare vecchi rapporti con la gente del posto. Ma soprattutto per constatare come le cose siano peggiorate durante la sua lontananza, in particolare per via delle politiche (alquanto razziste) del senatore Swann (Anhony Michael Hall). Un personaggio, quest’ultimo, che fin dalle primissime inquadrature viene presentato come “sgradevole” (e quindi cattivo).
Basta un piccolo sospetto da parte di Parker per far partire un’indagine (ovviamente non convenzionale) sulla morte del padre che si scoprirà non essere troppo casuale e che riguarda anche il senatore, la sua famiglia e un traffico di armi illecite.
Un classico dell’action movie insomma, dove non c’è molto altro da dire sulla psicologia dei personaggi e sulla loro evoluzione, per il semplice motivo che non esiste. I buoni sono buoni dall’inizio alla fine mentre i cattivi sono tali allo stesso modo e il tutto procede tranquillamente fra una scazzottata e l’altra e una sparatoria finale con annessa ribellione popolare.

CONCLUSIONI


Ovviamente per gli amanti del genere non è poi tutto così male. Il film di Mouly Surya, per quanto non un capolavoro, presenta un cast interessante (fra cui Marc Webber e Jake Weary) e si può comunque notare un certo impegno nelle coreografie dei combattimenti.
Il che, per qualcuno che cerca solo un prodotto d’intrattenimento di facile consumo, sono già elementi sufficienti per poter apprezzare la pellicola. Una pellicola che risulta comunque coerente con sé stessa proprio per questo motivo, e possiede anche un buon rapporto fra minutaggio ed eventi narrati, per cui non si può dire che sia noiosa o che non succeda nulla. Certo non bisogna aspettarsi però chissà che capolavoro.


Trigger Warning quindi è un film che fa della semplicità il proprio punto di forza. Questo ovviamente può essere visto sia come un pregio ma anche, purtroppo, come un difetto. Lo spettatore medio vi si approccerà come ad un normale prodotto estivo, giusto per passare il tempo e per motivi che trascendono la complessità e gli spunti della trama (principalmente per Jessica Alba).
Si tratta comunque di un prodotto godibile nel suo genere, per cui la definizione “senza arte né parte” è quella che più gli si addice in questo caso.

 

TITOLO ORIGINALE: Trigger Warning
REGIA: Mouli Surya
SCENEGGIATURA: John Brancato, John Olson, Halley Wegryn Gross

INTERPRETI: Jessica Alba, Marc Webber, Anthony Michael Hall, Jake Weary, Alejandro De Ojos, Tone Bell, Gabriel Basso, Stephanie Jones
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 75′
ORIGINE: USA, 2024
DATA DI USCITA: 21/06/2024

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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