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Snabba Cash 1×01 – Shuno Is 12 PercentTEMPO DI LETTURA 4 min

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Snabba-Cash-1x01 “The biggest question within a startup is ‘What will be the next big thing?’ Some people think they know the answers and some don’t have a clue. But everyone is hoping that their startup will be the next unicorn. By using AI technology, we give you better odds by testing your concept early and analyzing the likes and reactions in real time. It’s almost like looking into the future. TargetCoach helps you find out what people really want.”

Cosa potrebbe accadere se il mondo delle start up incontrasse quello malavitoso della droga?
Un mix di elementi che evidentemente deve essere stato etichettato da Netflix come interessante visto che Snabba Cash è riuscito a trovare la luce. La serie si basa sulla trilogia scritta da Jens Lapidus (che cura la sceneggiatura anche dello show), il cui primo romanzo (Snabba Cash, in inglese Easy Money) è già stato trasposto al cinema nella trilogia rilasciata tra il 2010 ed il 2013: Easy Money, Easy Money II: Hard To Kill, Easy Money III: Life Deluxe. La prima considerazione è chiaramente che tutto il mondo è paese a quanto pare: considerati i titoli dei film rilasciati, anche il cinema commerciale svedese sembra non discostarsi troppo da quello americano o del resto del mondo.

START UP E SPACCIO: DUE RETTE IN COLLISIONE…?


È da precisare che la serie tv ha luogo dieci anni dopo quanto avvenuto all’interno della trilogia ed il salto avanti nel tempo deve essere riadattato in un nuovo contesto narrativo nonché periodo storico. Nella pellicola del 2010, infatti, il personaggio di Johan Westlund non si occupava di start up, bensì era un “semplice” (e promettente) studente dell’Università di Economia di Stoccolma. Undici anni dopo, Leya (sua trasposizione seriale) si ritrova a vivere di stenti e cercando di superare la giornata pur coltivando il sogno di fare soldi facili ottenendo finanziamenti per la sua start up che ritiene essere geniale.
Sarà proprio questo desiderio mascherato da ossessione a costringerla a scendere a patti con la propria coscienza ed accettare aiuti economici proprio da quelle persone (spacciatori di grosso calibro evidentemente conoscenti della ragazza) da cui sembra voler rifuggire ogni tipo di contatto.

“Listen. I know everybody in tech loves their jargon and startup motivational bullshit, but I don’t have time for that kind of thing. As you all know, I’m here to present a prize to today’s winner. But before I do that, let me just say first, if you really want to become a successful entrepreneur, you absolutely must have the courage to fail. And I don’t see that quality in any of you. Your ideas are all so safe, it makes me want to scream. I see people who simply tried to copy and replicate existing ideas in older recipes for success but who all suffer from a complete lack of originality and creativity. That’s why there’ll be no winner today. Okay, then. Bye.”

SNABBA CASH, UN SUBURRA CHE CI HA CREDUTO POCO


Si tratta di un pitch narrativo interessante, nonostante alcuni accostamenti (start up-spaccio) facciano storcere il naso. A dare manforte alla storia c’è una parte action decisamente consistente e che avvicina Snabba Cash per certi versi a Gomorra e, soprattutto, a Suburra. La scena in cui i due clan si ritrovano a doversi riappacificare costretti dal capo della zona rende molto facile il parallelismo con Anacleti-Adami e Samurai. Le sparatorie, invece, per come vengono gestite a livello di fotografia e regia avvicinano la produzione svedese alla serie tratta dal romanzo di Roberto Saviano. Citando la fotografia va sottolineato come la serie punti spesso e volentieri sui primi e primissimi piani, specie se in prospettiva.
La sensazione, tuttavia, è quella di ritrovarsi di fronte ad uno show che accatasta al suo interno svariati elementi con una leggera sconclusionatezza narrativa: c’è l’elemento economico rappresentato dal mondo delle start-up e dal desiderio di Leya di arricchirsi; c’è l’elemento crime degli spacciatori di strada e relativi capi; c’è l’elemento sentimentale con Leya che sembra legarsi proprio ad uno degli spacciatori precedentemente menzionati; c’è l’elemento famigliare rappresentato dal figlio di Leya e dal compagno/marito che sembra essere deceduto non troppo tempo prima. Molti elementi quindi che potrebbero rischiare di sviare la narrazione da un punto all’altro senza riuscire a delineare un preciso percorso.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Personaggi
  • Action-gangster movie
  • Fotografia
  • Similitudini con prodotti italiani di “livello” quali Gomorra e Suburra
  • Dialoghi inesistenti e superflui il più delle volte
  • Due ambiti narrativi completamente staccati tra loro
  • Disomogeneità di argomenti che Snabba Cash cerca di presentare

 

C’è molta carne al fuoco ed il pericolo che il tutto rischi di concludersi in un buco nell’acqua enorme. Ma è pur sempre una miniserie composta da soli sei episodi ed una possibilità (chiudendo gli occhi sugli evidenti limiti della produzione) gliela si potrebbe anche dare.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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