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Speravo De Morì Prima 1×05 – Episodio 5TEMPO DI LETTURA 3 min

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 Speravo-De-Mori-Prima-1x05 Con la sua narrazione ben ritmata, surreale e leggera, Speravo De Morì Prima accompagna lo spettatore verso la fine di questo breve percorso. La serie ideata da Stefano Bises e Michele Astori è composta da sole sei puntate e questo quinto appuntamento è, di fatto, il penultimo episodio della serie su Francesco Totti.
Francesco si ritrova ad affrontare un ulteriore “nemico” oltre al sempre presente Spalletti: il tempo. Proprio il tempo, così magnificamente espresso all’interno della terza puntata come un alleato di Francesco durante il periodo febbraio-giugno 2006 quando si stava riprendendo dal terribile infortunio occorsogli durante Empoli-Roma. Il tempo entra in combutta con l’età e l’equazione cambia.
Nel 2006 Francesco era più giovane, aveva forse una maggiore determinazione e, probabilmente, aveva davanti a sé un obbiettivo ben più allettante (i Mondiali in Germania), tutti elementi che gli permisero di rimettersi in pista giusto in tempo per la spedizione azzurra e la successiva vittoria della coppa.
Il Francesco di settembre 2016 è demotivato da un allenatore che lo utilizza con il contagocce ed in modo saltuario; da una società in cui fatica a rivedersi e che lo sta progressivamente lasciando ai margini del progetto oltre a costringerlo ad appendere gli scarpini al chiodo in maniera definitiva.

DON’T CRY BECAUSE IT’S OVER…


Non c’è più tempo e risulta amara come considerazione da fare, ma anche Francesco al termine della propria festa di compleanno realizza questa cosa. Forse proprio in questa giornata così particolare inizia la fase di realizzazione vera e propria di questo fantomatico secondo tempo della sua vita. Esattamente come per il terzo episodio, in cui il tempo diventava elemento centrale della narrazione per poter essere sfruttato come collante tra flashback e vita odierna, anche qui torna in scena Antonio Cassano in tutta la sua irriverenza e sfrontatezza che lo aiuta, quasi fosse un grillo parlante, a rendersi conto della realtà dei fatti: questa stagione è l’ultima prevista dal contratto. Dopo? Un vuoto incolmabile per lui e i tifosi colmato da un poco soddisfacente lavoro dirigenziale.
La richiesta della dirigenza di annunciare il proprio ritiro in concomitanza del derby è l’ennesima forzatura della società che avvicina la figura di Totti a quelle di Pirlo e Del Piero (apparsi nel quarto episodio, per l’appunto) che con Milan e Juventus hanno vissuto situazioni decisamente simili.
E’ da annotare poi come Speravo De Morì Prima lanci una piccola frecciatina ad un altro pupillo di Roma lasciato in disparte progressivamente e costretto a lasciare la società capitolina, Capitan Futuro, Daniele De Rossi. La serie infatti pone una emblematica frase lasciandola sospesa nel vuoto tra Totti e De Rossi: “se succedesse a te cosa faresti?”.
Una domanda forse innocente, ma che giudicato quanto avvenuto tra marzo e maggio 2019 non può non apparire come una piccola spallata della serie verso la Roma mettendo in mostra un atteggiamento sotto certi versi reiterato.

…SMILE BECAUSE IT HAPPENED


Una puntata di preparazione per un ultimo appuntamento quasi speciale visto che dovrà portare in scena l’ultimo saluto di una città intera al proprio capitano, al proprio condottiero. Pietro Castellitto si riconferma perfettamente calato all’interno del personaggio e per quanto Greta Scarano appaia meno “de core” (come appuntato all’interno della recensione del terzo episodio) della Ilary originale, il personaggio risulta comunque una perfetta spalla per il protagonista indiscusso.
C’è tristezza per la fine, ma c’è gioia perché è successo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La serie e la sua leggerezza: emblematica da questo punto di vista la scena alla Sergio Leone di Spalletti e Totti quasi fosse un western mentre quest’ultimo deve solo consegnare l’invito alla sua festa di compleanno all’allenatore
  • Il ritorno di Fantantonio
  • Spalletti “è un piccolo uomo
  • Il presagio su Capitan Futuro e sulla rottura con la Roma: “se succedesse a te cosa faresti?”
  • Lo scenografico servizio di Totti VIII re di Roma che nella realtà è stato molto meno scenografico
  • Nulla di particolare

Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore“.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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