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Grey’s Anatomy 17×10 – BreatheTEMPO DI LETTURA 5 min

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Grey's-Anatomy-17x10 Il trauma passa da mera giustificazione a pura e semplice emozione.
Nel nono episodio, “In My Life”, il trauma di una prematura scomparsa era diventata l’espediente del momento per giustificare una sequela di scelte senza senso fatte da Teddy nel corso di queste ultime stagioni, mentre la donna era sentimentalmente combattuta tra Owen e Tom. Una scelta, quella di sfruttare il trauma, tanto furba quanto sciocca visto e considerato che l’intera narrazione si ritrova, da un momento all’altro, gettata all’aria solamente per poter essere riscritta di punto in bianco sotto una chiave totalmente diversa. Era avvenuto lo stesso con il tumore di Amelia, a suo tempo con quello di Izzie e in tempi più recenti con la scoperta di Alex di avere dei figli. Il trauma da elemento drammatico si tramuta in espediente carico di giustificazioni per fughe, comportamenti al limite del bipolarismo e scellerate scelte di vita.

IL RITORNO DI LEXIE GREY E MARK SLOAN


Ma, per fortuna, in “Breathe” si può riassaporare un trauma carico di drammaticità. E soprattutto emozione. Presentata come special guest della puntata nel trailer rilasciato settimana scorsa, Lexie Grey (Chyler Leigh) torna in Grey’s Anatomy per aggiungere l’ennesimo tassello alla sequenza della spiaggia che sta facendo percepire questa diciassettesima stagione come se fosse l’ultima. Ma, come solo nelle più rosee aspettative era lecito pensare, insieme a Lexie fa ritorno anche Mark Sloan (Eric Dane) che racimola ben più minutaggio della sorella di Meredith trovandosi impegnato in diversi dialoghi proprio con la protagonista della serie riguardo alla morte e per quali persone è d’obbligo resistere e continuare a sopravvivere.
“Flight” è stato l’ultimo episodio in cui Lexie è comparsa, oltre ad essere l’ultimo episodio di Teddy come regular prima di tornare nella quattordicesima stagione come recurring. Un episodio che all’epoca dimostrò, come se ce ne fosse la necessità, la capacità di Grey’s Anatomy di giocare con i sentimenti del proprio pubblico distruggendone aspettative e sogni: Lexie Grey era un personaggio potenzialmente molto importante, soprattutto in un’ottica che all’epoca poteva essere vista come “il futuro dello show”, vista la consanguineità con Meredith. E, soprattutto, solo due episodi prima (“Let The Bad Times Roll”) la timida Lexie si era lasciata andare alla sua totale confessione d’amore nei confronti di Mark: “I love you. Oh, my God. That just came… flying out of my face, like it was some kind of… I love you. I just… God! Did it again! I… I love you. I do. I just… I love you. And I have been trying not to say it. I have been trying so hard to just mash it down and ignore it and not say it. And Jackson is a great guy. He is, and he… he’s gorgeous, and-and he’s younger than you, and he doesn’t have any grandkids or babies with his lesbian BFFs and he’s an Avery, and he liked me, you know? He… he really liked me. But it was never gonna work out because I love you. I am so in love with you. And you’re… you’re in me. It’s… You’re like… It’s like you’re a disease. It’s like I am infected by Mark Sloan. And I just can’t… I can’t think about anything or anybody, and I can’t sleep. I can’t breathe. I can’t eat. And I love you. I just… I love you all the time, just every minute of every day. And I… I… love you. God, that feels good, just to say that… to… I am… I feel so much better. Just… I love you.”
Un monologo che ovviamente aveva l’intento di riaccendere le speranze nel pubblico oltre che la fiammella del desiderio di rivedere nuovamente insieme Mark e Lexie. E poi, l’aereo che precipita; i rottami; il panico e le urla; Lexie intrappolata; la morte; la claustrofobica chiusura di una storia d’amore che aveva convinto e che sembrava una folata d’aria fresca all’interno di uno show bloccato sui consueti paradigmi narrativi.
La prima puntata della nona stagione si porterà via anche Mark sancendo la chiusura dell’intera sottotrama e scalfendo con prepotenza la scorza (ormai dura, dopo otto anni di morte e distruzione seminate al Seattle Grace Hospital) del pubblico.

LA SABBIA NON È REALE


Proprio quella folata d’aria fresca torna in scena con Mark e Lexie di nuovo insieme nella realtà immaginata da Meredith e che la sta tenendo bloccata da inizio stagione (o dove lei si sta lasciando bloccare?). Ancora una volta vengono richiamati in causa i fattori per cui Meredith dovrebbe lottare e risvegliarsi; ancora una volta viene appuntato che la sabbia non è reale, come se ce ne fosse bisogno e come se Shonda Rhimes fosse diventata all’improvviso David Lynch alle prese con “i gufi non sono quello che sembrano”.
Nonostante ciò, la puntata scorre senza problematiche evidenti: all’ospedale viene affrontato il problema della mancanza dei respiratori; Amelia e Teddy si riscoprono amiche supportandosi a vicenda (l’involuzione di quest’ultima continua senza nemmeno stupire più); mentre per Hayes ancora non è dato sapere cosa abbia meno senso tra il suo fastidioso accento e il suo reale valore all’interno dello show, magari prima o poi qualcosa di interessante verrà apportato anche da lui.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Lexie e Mark
  • I ricordi del passato
  • Dialoghi sopra i massimi sistemi di Mark e Meredith
  • Puntata nella media per tutto il resto dei minuti
  • Puntata nella media per tutto il resto dei minuti
  • Teddy e la sua continua involuzione: avrà mai fine questa caduta nel vuoto del personaggio?

 

“Breathe” è un episodio normalissimo, da sufficienza risicata grazie alla normale amministrazione medica, elevato dalla presenza di due personaggi importanti tornati dal regno dei morti per arrovellarsi in interessanti dialoghi con Meredith. E, insomma, se per rendere interessante la trama occorre riportare in vita dei personaggi eliminati lungo il percorso la domanda sorge spontanea: decidere di gestire diversamente le uscite ai tempi, invece di correre ai ripari ora con delle più che evidenti pezze narrative, non sarebbe stato meglio?

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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