Grey’s Anatomy 17×09 – In My LifeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Grey's Anatomy 17x09 recensioneIl trauma come giustificazione. E’ una prassi ampiamente utilizzata in svariate narrazioni e Grey’s Anatomy non fa certo eccezione.
Generalmente parlando, approcciarsi ad un trauma tenendo conto di tutte le complicate sfaccettature che lo caratterizzano è sicuramente la condotta più ottimale da seguire. E seguendo questa costruzione, in ambito narrativo un percorso traumatico ben sviluppato può dar vita ad una storia che vale la pena di essere narrata e seguita.
Per ottenere un buon risultato, però, è necessario svolgere un lavoro profondo e attento del trauma in sé e di tutto ciò che lo circonda. Grey’s Anatomy, purtroppo, tende a fallire proprio in questo. Non è la prima volta, infatti, che il medical drama inserisce di sana pianta un elemento del tutto scollegato solo per giustificare le azioni di un personaggio. O meglio, per giustificare la pessima scrittura subita dal personaggio. Tra gli ultimi esempi non si può non menzionare il tumore al cervello di Amelia, costruito ad hoc solo per cancellare in maniera facile e indolore la pessima gestione che il personaggio della Shepherd aveva subito.
Adesso lo stesso trattamento viene dedicato a Teddy Altman.

IL FANTASMA DI ALLISON


La prima volta che il fantasma di Allison è iniziato ad aleggiare come qualcosa in più che una semplice amicizia per Teddy, risale all’episodio “Love Of My Life” della scorsa stagione. Già in quell’occasione, la rappresentazione era emersa in maniera forzata e non organica, una specie di copertura per giustificare, anche in quell’occasione, la ripresa della relazione di Teddy con Tom, ovviamente alle spalle di Owen.
Ciò che viene invece mostrato in “In My Life” è un passo ulteriore nella stessa direzione che non fa altro che ingrandire una trama che assume sempre più i contorni di un’enorme arrampicata sugli specchi.
Questa puntata ha voluto infatti giustificare l’intero insensato comportamento di Teddy negli ultimi tempi dando tutta la colpa al disordine post traumatico mai affrontato emerso dopo la morte di Allison (che tuttavia è avvenuta in circostanze traumatiche durante l’11 settembre). Una motivazione che purtroppo non può essere presa seriamente dai fan di Grey’s Anatomy che hanno seguito la storia di Teddy sin dal principio. Nessuno vuole dubitare delle complesse dinamiche in cui lavora o si manifesta un trauma, ma a livello di storia questo va rappresentato decisamente meglio. E lo show fallisce nel suo intento quando cerca di proporre tematiche del genere sotto forma di cerotto, senza curarsi di tutto quello che c’è sotto.
Se dunque non si riesce a prendere sul serio una storia d’amore sbucata fuori all’improvviso, ancor più difficile è accettare che questa sia la causa scatenante di tutti gli sbagli commessi dal personaggio della Altman. Un character che lo spettatore ha già visto soffrire in passato (basta nominare Henry per spiegare tutto) e che non può accettare adesso come giustificazione una storyline raffazzonata e utile solo agli sceneggiatori per riprendersi dal buco nero in cui hanno cacciato Teddy.

L’IPOCRISIA DI OWEN


Sulla stessa barca dei personaggi rovinati al pari di Teddy, spicca ormai da troppo tempo anche Owen. Il maggiore Hunt ha commesso svariati errori da quando è arrivato a Seattle, tuttavia ciò che continua ad emergere con prepotenza è l’ipocrisia che trasuda da ogni suo singolo comportamento.
Anche in questa puntata non fa eccezione. Per un personaggio che ha sofferto in prima persona di PTSD la reazione infastidita nei confronti di una Teddy in trance risulta non soltanto fuori luogo, ma sottolinea ancora una volta il carattere egocentrico di Owen.
La presenza di Amelia come spalla dell’ex marito funge così da monito per spingere l’uomo a riconsiderare le proprie azioni e i propri giudizi, soprattutto riguardo il tradimento subito. Tuttavia, questo continua a non salvare un personaggio che ancora una volta ha dimostrato una mancanza di lucidità quando a commettere gli errori non è lui stesso.

IL VIAGGIO DI TEDDY


“In My Life” si pone dunque come un viaggio che esplora la parte più intima di Teddy, analizzando tutti i drammi che l’hanno definita (dalla morte dei genitori a quella di Allison appunto). Con il character totalmente in trance sin dal finale dello scorso episodio, si inizia un cammino in una realtà surreale, dove luoghi, scene, azioni e dialoghi rendono l’atmosfera quasi soffocante. Il tutto descrivendo in maniera abbastanza efficace la visione onirica che Teddy sta vivendo nella sua testa. Guidata a turno da Meredith e Andrew in una specie di versione “accompagnatori dei gironi mentali”, la puntata si pone, almeno da questo punto di vista, in maniera più positiva. La presenza di Meredith e De Luca infatti, sottolinea quella paura che, unita a tutto il resto, ha spezzato la Altman. Paura per le condizioni di Meredith e dolore per la perdita di Andrew.
A fine episodio, Teddy si risveglia dalla sua trance fatta di dolore e rimorso e per ora non è dato sapere cosa questo viaggio abbia portato al suo stato mentale, lasciando così ancora più dubbi sulla riuscita di un episodio abbastanza evitabile.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Meredith e Andrew guide di un viaggio surreale: da questo punto di vista buona rappresentazione del dolore e della paura provate da Teddy
  • Trauma creato ad hoc come giustificazione per tutto
  • L’ipocrisia di Owen
  • Episodio evitabile

 

Per guardare qualcosa di davvero interessante, rimandiamo tutti al promo del prossimo episodio. Ma attenzione agli spoiler ad alto tasso emotivo.

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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