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The Boys 2×01 – The Big RideTEMPO DI LETTURA 4 min

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Torna The Boys, serie passata – purtroppo – un po’ in sordina lo scorso 2019 ma assoluta rivelazione per coloro che amano il genere supereroistico stilisticamente rivisitato o per quelli che semplicemente adorano l’action e un po’ di sano ed ignorante splatter. Si riparte esattamente da dove la serie aveva trovato conclusione lo scorso anno, con i Sette alle prese con la recente scomparsa di Translucent, Butcher in fuga e i boys allo sbando, ricercati e in cerca di prove sul Compound V in grado di incastrare Homelander e colleghi.
L’episodio, sebbene contraddistinto dalla stessa qualità mostrata nel primo arco narrativo, si configura in tutto e per tutto come parentesi introduttiva, atta a presentarci i nuovi Super di stagione e condita quanto basta con randomici colpi di scena e sequenze disturbanti.
Fanno inoltre il loro ingresso in scena diverse (super)facce nuove, alcune destinate a diventare nuovi comprimari, Stormfront in primis con il suo inaspettato ingresso all’interno dei Sette annunciato in una diretta Instagram, ma anche Eagle The Archer che parrebbe essere lo sponsor per gli Alcolisti Anonimi dell’oramai caduto in disgrazia The Deep; altre invece probabilmente destinate a concludere il loro percorso qui o in un paio di appuntamenti, come Blindspot, parasupereroe annientato letteralmente con un battito di mani da Homelander, o Gecko, che probabilmente si appresta a fare una fine molto simile a quella della vicedirettrice della CIA. L’arrivo di tutte queste nuove personalità da un lato riesce nell’intento di ricatapultare lo spettatore all’interno di un universo narrativo dove i Super non soltanto vengono accettati dalla società, ma addirittura acclamati come stelle del cinema o star di internet, mentre dall’altro regala nuovi spunti narrativi che, risulta lecito augurarsi, vengano trattati con le giuste tempistiche all’interno di una trama che altrimenti rischierebbe di diventare troppo annacquata da questioni familiari, amorose o da rivalità interne alle diverse fazioni.

 

Un eroismo apparente, solo di facciata: il lato perverso dei Super



Sebbene gli spunti di riflessione siano ridotti all’osso in questo primo appuntamento con The Boys, essendo per l’appunto il più classico degli episodi di raccordo stagionale, c’è un aspetto in particolare su cui valga la pena soffermarsi, aspetto che senza dubbio rappresenta uno dei punti di massimo interesse spettatoriale e che di certo contribuisce alla creazione di quella atmosfera che si può definire iconica: la rappresentazione di una società nella quale la presenza di supereroi è risaputa e del tutto sdoganata e soprattutto dove l’eroismo è soltanto apparente e nasconde una realtà molto più amara. Tenendo in considerazione la presenza di questo contesto e la sua importanza per la chimica dello show, questo primo episodio ha il pregio di riportare immediatamente lo spettatore all’interno di questo universo narrativo attenuando lo shock dovuto all’anno di stop tra una stagione e l’altra. Si ha innanzitutto il breve confronto tra Homelander e Blindspot, il quale termina con quest’ultimo in una pozza di sangue e senza super-udito a compensare la sua cecità. Una risoluzione improvvisa e inaspettata che inoltre solleva ulteriori questioni in merito all’intoccabilità di Homelander, imperturbabile anche dopo aver annientato un altro Super e quindi sicuro che le sue azioni resteranno impunite.
Stesso discorso può essere fatto per la sequenza iniziale del massacro di Black Noir; o per l’esplosione della vicedirettrice della CIA; o ancora per il servizio speciale offerto da Gecko nei motel più loschi d’America. Momenti questi che insieme riescono a creare un’atmosfera claustrofobica e di costante inquietudine, grazie alla quale la percezione del super come essere superiore in grado di polverizzare l’umanità in un battito di ciglia fa sentire lo spettatore come una cavia da laboratorio, in trappola, esattamente come i boys. In tale contesto è davvero difficile immaginare un futuro dove tutti i protagonisti siano vivi e vegeti, ma l’ingresso in gioco di nuovi supereroi, nuove possibili alleanze all’orizzonte e il ritorno di Butcher nei minuti finali dell’episodio danno decisamente una bella rimescolata alle carte messe in tavola finora.

Daddy’s home!

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il raid di Black Noir ai danni del super terrorista Naqib
  • Homelander villain spaventoso
  • La triste parabola del parasupereroe Blindspot
  • Sequenze disturbanti (Homelander che beve il latte materno o teste che esplodono) perfettamente inserite all’interno della narrazione
  • Giancarlo Esposito e il suo Mr. Edgar
  • Daddy’s home!
  • Avanzamenti di trama molto centellinati
  • Storyline di The Deep ancora in fase d’incubazione

 

Un Thank dato un po’ “sulla fiducia”, vista e considerata la natura prettamente introduttiva dell’episodio, ma che comunque appare del tutto giustificato da una qualità tecnica sempre altissima, uno storytelling in grado di rapire lo spettatore anche grazie al contesto supereroistico rivisitato in chiave contemporanea e un bel bagaglio di aspettative maturate in seguito ad un primo arco narrativo impeccabile. La strada è ancora lunga e sicuramente il meglio deve ancora arrivare.

 

 

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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