The Smashing Machine e One Battle After Another floppanoTEMPO DI LETTURA 2 min

Lo scorso weekend ha segnato un duro colpo per diversi film “da Oscar”, con incassi ben al di sotto delle aspettative. The Smashing Machine, biopic sportiva prodotta da A24 e interpretata da Dwayne Johnson, ha registrato un crollo del 70% nel suo secondo weekend, incassando appena 10,1 milioni di dollari. La dramedy Roofman con Channing Tatum si è fermata a 8 milioni nel debutto.

Non è andata meglio a One Battle After Another di Paul Thomas Anderson, con protagonista Leonardo DiCaprio. Pur considerato un capolavoro generazionale, il film — costato oltre 130 milioni di dollari in produzione e 70 in marketing — deve raggiungere circa 300 milioni per coprire i costi. Il risultato globale attuale è di 140 milioni, insufficiente per raggiungere il pareggio.

Come spiega Shawn Robbins, analista box office di Fandango: “Questi film di prestigio non sono riusciti a creare un senso di FOMO nel pubblico. Non erano abbastanza event-izzati”. Robbins aggiunge che il pubblico ormai si aspetta che i film non blockbuster arrivino presto in streaming: “La gente si è abituata a vedere questi film a casa molto prima rispetto a un tempo”.

Il budget contenuto di Roofman (19 milioni) limita le perdite per Paramount e Miramax, ma One Battle After Another è in rotta per perdere circa 100 milioni di dollari. Un portavoce di Warner Bros. ha respinto queste stime, dichiarando: “Warner Bros. refuta le fonti anonime di Variety e le loro stime non informate. I film della nostra line-up, incluso One Battle After Another, hanno ottenuto risultati finanziari positivi nel 2025 con oltre 4 miliardi di dollari incassati finora”.

Per A24, invece, il fallimento di The Smashing Machine è particolarmente delicato. Con un budget di 50 milioni — molto superiore a quello dei suoi soliti progetti — il film rappresentava un tassello chiave della nuova strategia dello studio, che punta a produzioni di fascia media abbandonate dalle major. Come commenta un dirigente indipendente: “Questo è un fallimento epico. A24 si è coperta vendendo i diritti esteri, ma i partner internazionali hanno pagato il prezzo. Potrebbero non voler tornare indietro”.

Nonostante le difficoltà, gli analisti sperano che i film per adulti non vengano abbandonati. Eric Wold, analista di Texas Capital Securities, ha sottolineato: “I consumatori vanno al cinema poche volte all’anno. Scelgono ciò che conoscono: sequel, prequel e spinoff. È sempre stato difficile per gli studi investire tanto in IP originali, perché il rischio di fallimento è più alto”.

Con incassi complessivi ancora inferiori del 20% rispetto al 2019, la sopravvivenza delle produzioni per adulti potrebbe dipendere dalla capacità di bilanciare rischi, strategie di distribuzione e aspettative del pubblico in un’era dominata dallo streaming.



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