recensione Una Battaglia Dopo L'Altra

One Battle After Another – Una Battaglia Dopo L’AltraTEMPO DI LETTURA 4 min

Un film più che consigliabile per l'attualità delle tematiche proposte e per la sontuosa realizzazione tecnica e il cast eccezionale. E c'è sicuramente profumo di nomination agli Oscar, se non altro per Sean Penn.
4.4
(5)
Pat Calhoun è un ex-membro del gruppo rivoluzionario di estrema sinistra denominato French 75, che ha lasciato per occuparsi della figlia Charlene. Tuttavia, essendo ancora ricercato, vive sotto copertura e in un perenne stato di ansia sociale e paranoia. I suoi timori purtroppo diventano realtà quando, nella sua vita, ricompare una vecchia conoscenza: il capitano Lockjaw che non vede l’ora di arrestare tutti gli ex-membri del French 75, inclusi Pat e sua figlia. Da qui i due inizieranno una rocambolesca odissea al grido di “Viva la Revolución!”.

Era molto difficile adattare per il grande schermo Vineland di Thomas Pynchon, uno dei più importanti scrittori statunitensi della seconda metà del 900. Si tratta, infatti, di un’opera molto complessa e stratificata, come d’altronde tutte quelle di Pynchon, e con una trama decisamente non lineare.
Per fortuna ci ha pensato il regista Paul Thomas Anderson a regalarne un degno adattamento per il grande pubblico, rischiando di realizzare quello che, a detta di molti, potrebbe essere il miglior film dell’anno.
D’altra parte aveva già fatto un’operazione del genere con il bellissimo Vizio Di Forma, dimostrando una certa familiarità con le tematiche e lo stile dello scrittore. Anche con Una Battaglia Dopo L’Altra, tratto direttamente da Vineland, dunque Anderson riesce nell’impresa dell’adattamento perfetto. Il tutto operando una scelta sicuramente non scontata.

VIVA LA REVOLUCIÓN! 

IL “MUSICAL” RIVOLUZIONARIO DELL’ERA TRUMP


Il “segreto”, se così si può denominare, di PTA sta soprattutto nell’ambientare la trama ai giorni attuali (invece che negli anni 80 del romanzo), con chiari riferimenti alla situazione politica americana dei nostri giorni. E soprattutto sta nel farlo sembrare una sorta di vero e proprio “musical” (o quantomeno lungo videoclip musicale) in cui tutte le scene sono frammentate e intervallate in una frenesia continua di dialoghi sferzanti, coreografie e uso della steadycam, quasi a voler richiamare il titolo del film.
Difficilmente lo spettatore si annoierà con questa pellicola. I 162 minuti del film scorrono con una naturalezza incredibile mostrando personaggi volutamente polarizzati (dall’una e dall’altra parte) che richiamano un po’ quelli surreali dei fratelli Coen.
Il tutto, però, in una trama “action a metà fra una personale Odissea e un Iliade dove a combattersi non sono Troiani e Achei ma suprematisti bianchi e immigrati (e outsiders in generale). Un inno anarchico contro il perbenismo americano al grido di “Viva la Revolución!”.

CAST E PERSONAGGI ECCEZIONALI


Punto di forza di tutta la pellicola rimane il cast d’eccezione scelto. Il protagonista è Pat Calhoun (Leonardo Di Caprio), soprannominato “Ghetto Pat”, ex-membro del gruppo rivoluzionario di estrema sinistra French 75. Il gruppo ha lo scopo di combattere il sistema organizzando attacchi terroristici. In particolare nelle carceri dove sono rinchiusi gli immigrati irregolari.
Proprio in uno di questi, la fidanzata di Pat, “Perfidia Beverly Hills” (Teyana Taylor), umilia pubblicamente il comandante della struttura, il capitano Lockjaw (uno Sean Penn in versione “Braccio di Ferro”). Stranamente questo non nutre rancore verso di lei, ma al contrario se ne innamora.
Con questo strano “triangolo amoroso” il gruppo French 75 prosegue nelle sue azioni indisturbato. Almeno finché Perfidia non viene catturata dopo aver sparato a un poliziotto e Lockjaw promette di risparmiarle il carcere solo se le rivelerà il nome degli altri membri del gruppo.
Da qui Pat e la figlia Clarence (interpretata dall’esordiente ma ottima Chase Infiniti) vivono la loro esistenza sotto copertura, con il pericolo di essere rintracciati da Lockjaw. Quando questo scoprirà e rintraccerà Clarence, Pat dovrà rinfrescare le proprie conoscenze di guerriglia per ritrovarla.

COMICITÀ E TRAGICITÀ


I personaggi di PTA, come già detto, sono volutamente esagerati e caricaturali (soprattutto Di Caprio che qui è un “Grande Lebowski” semplicemente un po’ più organizzato), ma il messaggio di fondo della pellicola e l’ambientazione richiamano a tematiche quantomai serie e attuali.
Un mix molto difficile da realizzare e che poteva tramutarsi in qualcosa di molto più demenziale e complicato da comprendere (vedi proprio l’ultimo film di Ethan Coen che persegue lo stesso obiettivo e fa esattamente questo errore).
Il merito va principalmente al regista-sceneggiatore che riesce a combinare molto bene queste due “anime” della pellicola. Il tutto realizzando anche qualcosa di immenso a livello tecnico, con una fotografia volutamente retrò in Super 35mm che si mischia con la VistaVision, donando alle scene d’azione una naturalezza e scorrevolezza incredibili.


Forse è un po’ esagerato definire Una Battaglia Dopo L’Altra il miglior film dell’anno o del decennio (come molti altri hanno fatto), ma è sicuramente un film più che consigliabile da vedere per l’attualità delle tematiche proposte e per la sontuosa realizzazione tecnica, oltre che per il cast eccezionale che propone.
Paul Thomas Anderson torna in grande stile quattro anni dopo Licorice Pizza con un’opera molto più ambiziosa e “politica” nel senso più ampio del termine. Si spera che tale ambizione sia ripagata anche dal pubblico in sala.

 

TITOLO ORIGINALE: One Battle After Another 
REGIA: Paul Thomas Anderson
SCENEGGIATURA: Paul Thomas Anderson (dal romanzo Vineland di Thomas Pynchon) 
INTERPRETI: Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio Del Toro, Chase Infiniti, Teyana Taylor, Regina Hall, Tony Goldwyn, Alana Haim, Kevin Tighe
DISTRIBUZIONE: Warner Bros
DURATA: 162′
ORIGINE: USA, 2025
DATA DI USCITA: 25/09/2025

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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