Chi temeva di non rivedere più June Osbourne può respirare: Elisabeth Moss è tornata nel mondo di “The Testaments” già dal primo episodio, nonostante la serie nasca come continuation (e non come semplice “appendice”) dell’universo di “The Handmaid’s Tale”.
Secondo quanto spiegato dallo showrunner ed executive producer Bruce Miller, la scelta non è un vezzo nostalgico: June è un’“ancora” per la storia di Agnes (interpretata da Chase Infiniti), tanto che – a suo dire – sarebbe stato difficile immaginare davvero questo racconto senza la sua presenza, anche in un’ipotetica versione “scollegata” da “The Handmaid’s Tale”. Moss, inoltre, è executive producer del progetto: una presenza creativa costante che (sempre secondo Miller) si avverte in ogni scelta narrativa.
La scena del ritorno è costruita con un taglio molto preciso: June entra nella premiere attraverso la storyline di Daisy (Lucy Halliday) nella sua Toronto, in un momento quasi “osservato” più che dichiarato, accompagnato da una canzone che fa subito atmosfera. Nessun dialogo, ma il senso è chiarissimo: June è lì, ed è parte del mondo — non un ricordo appeso a una vecchia serie.
Dal romanzo alla serie: cosa cambia con Daisy, Agnes e il “peso” di June
Nel materiale originale di Margaret Atwood, “The Testaments” lavora su identità e nuove generazioni. Nella serie, Miller ha chiarito che alcune corrispondenze del romanzo vengono ripensate per coerenza con quanto visto nel finale di “The Handmaid’s Tale”, soprattutto sul tema età/linea temporale. Il risultato è un’impostazione che punta a far funzionare la storia come continuation autonoma, ma con “ponti” selezionati verso il passato — e June è il ponte più potente possibile.
Se ti serve un contesto sul cast e sull’impianto dello spin-off, qui su Recenserie c’è già la news dedicata: “The Testaments”: il sequel di The Handmaid’s Tale e la protagonista.
Fonte: Fonte: intervista e dettagli sulla premiere riportati da Deadline.

