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The Twilight Zone 2×03 – The Who Of YouTEMPO DI LETTURA 4 min

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Il tema dello “scambio dei corpi” è stato affrontato in numerose pellicole cinematografiche ed è sempre un buon espediente narrativo quando si vuole creare una storia di formazione in cui il protagonista deve imparare, letteralmente, cosa significhi mettersi nei panni dell’altro.
Ma questa è The Twilight Zone e l’unica cosa certa è che una morale vera e propria non c’è. Anzi, il protagonista Harry (Ethan Embry, già visto in Sneaky Pete) approfitta eccome del suo improvviso super-potere per fare quello che già faceva prima: i fatti suoi.
Harry, infatti, è un attore sull’orlo del fallimento. Dopo un buon inizio come protagonista in una serie tv, da mesi ormai non lavora più e fa fatica ad imporsi nei provini perché non riesce ad uscire da “sé stesso” per entrare nei personaggi che gli vengono affidati (insomma è perfetto per Gli Occhi Del Cuore). La sua frustrazione viene riversata tutta sulla sua compagna, anche lei attrice ma, al contrario di lui, dalla carriera ben più avviata.
Sebbene la gelosia per il successo lavorativo sia la vera causa scatenante di tutti i problemi che avverranno successivamente, in qualche modo Harry si autoconvince che tutto è invece dovuto solo alla mancanza di soldi. E questo è il difetto più grave dell’episodio, perché la scena successiva vede Harry cercare di svaligiare una banca (in maniera alquanto rudimentale e improbabile in realtà). La logica che sta dietro questa scelta viene volutamente lasciata in sospeso dalle parole stesse del protagonista che giustifica il tutto come un momento di isteria (ma anche così è poco convincente) ma è chiaro che il tutto appare più come una scusa per mettere in atto il meccanismo che porterà al plot twist successivo, su cui poi si reggerà tutto l’episodio.
Durante la rapina, infatti, Harry incrocia lo sguardo della bancaria che sta rapinando e magicamente le loro coscienze vengono “trasportate” l’una nel copro dell’altro. Se già questo basterebbe come spunto per un buon episodio, la cosa diventa ancora più interessante quando Harry scopre che questo super-potere può essere replicato con chiunque incroci il suo sguardo. Ne viene fuori così una “caccia al topo” in cui la polizia, e soprattutto il commissario interpretato da Daniel Sunjata, deve riuscire a rintracciare Harry solo ascoltando le varie “coscienze” che mano a mano si alternano nel suo corpo.
Il ritmo narrativo frenetico da videogioco, i numerosi cambi di personalità del corpo di Harry e la suspense rilasciata da quello che ne consegue, sono sicuramente i punti di forza dell’episodio. Anche se lo spunto iniziale appare un po’ lacunoso, va dato atto agli autori e al regista Peter Atencio di riuscire abilmente a deviare questi difetti introducendo plot twist efficaci e scene memorabili (come il confronto fra il commissario e un bambino con cui Harry ha appena fatto lo scambio di corpo), che riescono a non far pensare a questi deboli dettagli, tra i quali l’utilizzo del super-potere che sembra funzionare quasi a caso, a seconda di quanto conviene alla trama.
Il merito principale va sicuramente al cast scelto, in particolare allo stesso Ethan Embry che dà sfoggio di tutta la sua bravura di istrione mettendo in mostra le diverse personalità presenti nel corpo di Harry (come un novello James McAvoy di Split). Ottimo poi il meta-testo su cui s’inserisce tutta la narrazione, dove il difetto principale del protagonista (l’essere un attore-cane perché non riesce ad entrare nei panni dei personaggi) viene risolto alla fine dell’episodio, in seguito a questa vicenda, lasciando da parte qualsiasi giudizio morale ed esaltando invece il cinismo del protagonista. Un’anti-morale perfetta per uno degli episodi più “cattivi” di The Twilight Zone. Allo stesso modo, il personaggio dell’indovino interpretato da Billy Porter risulta veramente efficace e la sua insegna, altamente simbolica (vedi immagine sopra), è il tocco di classe per quanto riguarda la scenografia e la regia stessa dell’episodio.
Insomma, la logica di “The Who Of You” lascia un po’ a desiderare ma, in quanto ad intrattenimento, Jordan Peele e soci dimostrano ancora una volta di sapere il fatto loro con una puntata altamente adrenalinica che si fa perdonare pure i buchi di sceneggiatura annessi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto il cast ma soprattutto Ethan Embry
  • Il bambino e la sua mimica da adulto
  • Ritmo e risoluzione finale
  • Non molto chiaro il perché della rapina
  • La logica del super-potere ha alcune lacune

 

Parafrasando Luigi Pirandello, Jordan Peele e soci presentano “Harry, un personaggio in cerca di un corpo” (possibilmente atletico e con buone doti recitative).

 

Downtime 2×02 ND milioni – ND rating
The Who Of You 2×03 ND milioni – ND rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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