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The Twilight Zone 2×08 – A Small TownTEMPO DI LETTURA 3 min

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“Mr. Jason Grant. A man looking to make a big difference in a small town. But being the change you wish to see in the world is a lot more complicated when you’ve got that whole world in your hands. It’s all a matter of perspective here in The Twilight Zone.”

 

Idea interessante, partenza d’ottimo livello ma conclusione ancora una volta non all’altezza delle premesse.
“A Small Town” racconta la storia di un uomo, rimasto vedovo, che cerca di aiutare la propria piccola città a salvarsi dalle deprecabili angherie del sindaco. A rendere interessante e “ai confini della realtà” il racconto è il come: in soccorso dell’uomo arriva una costruzione in miniatura dell’intera città che sembra riflettere quello che le accade all’intero paesino: un albero sradicato dal plastico sparisce dalla realtà; una buca riparata all’interno del modellino viene sistematicamente riempita nella realtà. Ciò che accade al plastico, quindi, viene replicato nel mondo vero.
A far storcere il naso, unitamente al finale di cui si faceva menzione poco sopra, è la modalità narrativa con cui vengono portati avanti alcuni personaggi ed alcune evoluzioni. Il sindaco (tra l’altro non eletto, lui per davvero), che a conti fatti dovrebbe essere il villain della situazione, rappresenta una pura e semplice macchietta: la sua negatività e la sua altezzosità si circoscrivono alle sfuriate rivolte al povero ragazzino di turno incolpato di ciò che sta avvenendo (incolpato, tra l’altro, di aver fatto precipitare un meteorite prima e di aver lasciato l’intera città senza luce dopo). Insomma, un villain veramente poco carismatico e credibile. Tranne per i cittadini di Littleton che a quanto pare sembrano passare da indignati a grandi sostenitori nel giro di pochissimi secondi.
Parallelamente al sindaco c’è Jason, il buon vedovo che nel suo piccolo sta cercando di migliorare la città salvo poi rendersi conto che le sue azioni, misteriosamente celate al pubblico, vengano attribuite proprio al suo acerrimo nemico. Questa informazione è utile a sottolineare come il desiderio di crescita per la propria città non sia totalmente disinteressata ma anzi, strettamente collegata alla sua voglia di vendetta verso il sindaco (che ha sostituito proprio la moglie di Jason, Trina, morta tragicamente in un indicente d’auto).
L’evoluzione più dubbia si ha sicuramente nel finale quando Jason, spinto da un senso di magnanimità, cerca di salvare il sindaco da linciaggio dicendo di essere lui il famigerato “the helper” e che quindi cercherà di risolvere la situazione. Jason, tuttavia, informa il sindaco sia del plastico, sia del suo reale funzionamento: cosa mai potrebbe andare storto dopo una rivelazione di questo tipo fatta al villain della situazione? Si fatica, infatti, a comprendere il senso di un tale sviluppo narrativo ma è il finale, ancora una volta, a rappresentare la croce di The Twilight Zone apparentemente incapace nel concludere dignitosamente il proprio (più che sufficiente) operato.
Il plastico durante la colluttazione tra Jason (che aveva accuratamente sistemato la propria fede nuziale accanto al plastico poco prima) ed il sindaco cade e “smette di funzionare”, la città ne esce parzialmente distrutta. Tuttavia l’anello, non è dato sapere esattamente come, entra all’interno del plastico comparendo quindi nella realtà (a grandezza umana). Una chiusura sicuramente d’effetto e che rimane fedele al brand di riferimento, ma ben lontana dal poter essere etichettata come una chiusura ad effetto degna di nota.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il plastico: concettualmente molto interessante, così come l’inizio della puntata; tuttavia come ben dimostrato un’idea da sola non può bastare a rendere lo show un must watch
  • Il finale, ancora una volta
  • Personaggi in cerca di un senso logico
  • Evoluzioni narrative lasciate totalmente al caso

 

Ancora una volta è il finale a rappresentare il tasso mancante di un puzzle altrimenti d’alto livello: The Twilight Zone si riconferma ben lontana dall’opaca copia della passata stagione, tuttavia risulta inefficiente nel chiudere in maniera appropriata la propria storia.

 

A Human Face 2×07 ND milioni – ND rating
A Small Town 2×08 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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