Se neanche una pioggia di meteoriti riesce a distogliere gli individui dalle loro piccole questioni personali, stiamo messi male. Questo è esattamente quello che succede nell’episodio “Ejecta” di Under The Dome. Un telefilm che pare scappato di mano ai suoi sceneggiatori. Certo, il libro da cui è tratto non ha i momenti mitici di “It” o “L’ombra dello scorpione”, ma almeno ha il pregio di far svolgere la vicenda in pochi giorni, dopo i quali ben pochi dei personaggi si salvano. Insomma, cattivo nella sua semplicità, semplice nella sua cattiveria. Qui, per esigenze televisive, si è voluta dilatare la tempistica, è stato necessario fare in modo che la gente potesse entrare e uscire dalla cupola e tutto è andato a rotoli. Arriviamo così a questo episodio strutturato in parallelo: ogni sottotrama viene seguita a parte, fino a portare tutti i personaggi allo stesso momento. Christine non è pervenuta, sta facendo un pit-stop nel bozzolo, come visto nel finale dello scorso episodio. Gli unici a sentirne la mancanza sono i suoi adepti schiavizzati, che non sanno più cosa fare se non giocano a “segui il capo”, e Junior. Povero Junior. Una grande Regina del Male, corruttrice di gioventù, ci sta tutta fin dai tempi più antichi e a Marg Helgenberger non mancano i mezzi per esserlo, ma la sceneggiatura non aiuta. E poi, perché Junior? Tra i due non c’è la chimica adeguata. Molto meglio i duetti fra Christine e Big Jim o fra il medesimo e Julia, anche se quello di questa puntata è un po’ troppo lungo. Almeno c’è gente che recita. Dovrebbero recitare sempre tutti, ma in questo caso si piglia quel che passa il convento.
Con un misto tra tenerezza e incredulità, però, ci rendiamo conto che la struttura di questo episodio è perlomeno coraggiosa. Il tempo non lineare regala una certa maldestra tridimensionalità narrativa che sembrava impossibile in una serie “generica” come Under The Dome. Si potrebbe anche aggiungere che l’ambiente in stile “L’invasione degli ultracorpi” avesse regalato quel pizzico di suspense utile a far scorrere rapidi i 40 minuti. Ma ecco che Norrie afferra la chiave di tutto, intuisce la soluzione dell’intricato mistero, vede la luce in fondo al tunnel: le persone che hanno “in circolo” una qualche emozione sono anche quelle più difficili da soggiogare. L’originalità, la brillantezza e la coerenza della soluzione (ma perché, in uno stato di emergenza totale, il 99% della popolazione sotto la cupola viveva in uno stato di totale apatia?) non lascia spazio ad ulteriori commenti.
| THUMBS UP | THUMBS DOWN |
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| Caged 3×06 | 4.63 milioni – 1.0 rating |
| Ejecta 3×07 | 4.62 milioni – 1.0 rating |

