“The things that lies at the foundation of positive change is service to a fellow human being.”
constatando quanto manca al season finale forse è meglio darsi una calmanta. La doccia fredda ce la fornisce direttamente questo episodio ed in particolare la sorella di Ryan.
Mi piace pensare che gli sceneggiatori abbiano utilizzato questi due personaggi pensando al karma in quanto se guardando una vorresti spaccare lo schermo ogni volta che apre bocca, per l’altra potresti costruire statue di marmo nelle piazze o dare il suo nome alle tue figlie. Chi sta nel mezzo è ovviamente Ryan che, vittima degli eventi, decide di scappare senza una meta con il cane della vicina e la madre psicolabile. A mente lucida non proprio la migliore delle idee…
In tutto questo mare di azioni scelte a caso, la più importante e soprattutto la più inaspettata ci sorprende ad inizio puntata con un “vado a chiamare mia moglie”. Ci mancheranno i tuoi discorsi di incoraggiamento Jeremy.
Se a fine puntata ci fosse la domanda “ti è piaciuto l’episodio?” la risposta sarebbe un “ni”. Evoluzione psicologica e prese di coscienza da parte di Ryan non ce ne sono, miglioramenti nella trama orizzontale neanche; quello che ci rimane sono 20 minuti di battute non scontate e qualche irritazione d’ortica per Kristen, tutto sommato poteva andare peggio.
- Wilfred con i denti insanguinati
- Mittens, Mittens, Mittens…
- Scena del parto
- Devo davvero citare di nuovo Kristen?
- Vogliamo il padre di Ryan!
VOTO EMMY



