Breaking Bad 5×08 – Gliding Over AllTEMPO DI LETTURA 5 min

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Non so neanche da dove cominciare. La follia di questo episodio è un volo pindarico tra picchi di magnificenza e cadute di stile grossolane da telefilm qualunque, di certo non da questo.
Non starò qui a menarla tanto per le lunghe, tanto la sensazione di delusione non svanirà molto presto, forse in tempo per la 5×09 fra quasi un anno, forse neanche per allora. Fino ad ora tutto ha avuto un senso, e per tutto
dico davvero tutto, riesco ad accettare anche la morte prematura di Mike ma qui si è voluto saltare il fosso senza rincorsa e si è caduti rovinosamente.
L’elettrocardiogramma del mio apprezzamento è partito piano ma ha segnato valori anomali in eccesso quando ho visto la sigaretta con il ricino e quando Jesse e Walter hanno brevemente discusso davanti al cadavere di Mike che era nel bagagliaio, quasi a voler ricordare quelle ormai vecchie conversazioni a tre che si facevano questa stagione. Poi in quei tre lunghissimi minuti in cui sono morti i 9+1 uomini di Fring c’è stata un’aritmia, come a simboleggiare sia una sorta di apprezzamento per l’operazione di massacro facile e violenta che è stata condotta, sia di puro disprezzo per le non necessarie e tanto poco realistiche decine di coltellate fatte a velocità più che sostenuta manco fosse una gara. Poi appena ci riprendiamo da questo tripudio di sangue, che sarebbe stato più consono se accompagnato dalla Nona Sinfonia di Beethoven, affrontiamo la monotonia della routine fatta da scambi di soldi nei bar, bancali di Coca Cola  e sguardi persi nel vuoto da parte di Heisenberg.
Ormai non ci sono più picchi di tensione, si capisce che non ci sono più pericoli all’orizzonte, e la monotonia della routine avanza inesorabile svuotando Walter dell’ultima cosa preziosa che gli fosse rimasta dentro. Il fuoco che gli bruciava dentro è spento e ha fatto largo all’automa moderno dell’uomo che si reca al lavoro perchè costretto dalla routine. Emblematica in tal senso è la scena in cui si scopre dove “riciclava” i soldi Skyler e Walter, ammutolito ed incredulo, non sapeva quanti fossero.
E’ qui che qualcosa cambia dentro l’uomo, ormai spoglio delle sue rivalità e del suo ego criminale. Heisenberg si risveglia dal torpore del coma dell’uomo moderno che lavora come una macchina senz’anima, rendendosi conto che ormai non prova più nè gioia nè brivido nel fare quello che fa, tanto vale smettere e provare a riunire la famiglia e per famiglia intendo anche Jesse.
Il signor Pinkman, autoesclusosi dai giochi ed estromesso ufficialmente da Walter ad inizio puntata, riceve la sua visita a sorpresa. Boom! Adrenalina a mille, di nuovo. Gli autori, maestri nel generare suspance anche solo con pochi ma significative battute, qui fanno ciò che sanno fare meglio e lo fanno alla grande. Noi spettatori riusciamo ad immedesimarci completamente in Jesse, a capire la sua paura, la mancanza di fiducia naturale che si può avere sapendo che chi ti bussa alla porta è il responsabile di un massacro in tre carceri in contemporanea e magari è arrivato per far fuori anche te. E invece accade ciò che non ti aspetti o che speri almeno in parte. Il mentore, ora solo, cerca di redimersi nell’unico modo che conosce, ovvero portando un borsone pieno di soldi e lasciandolo come sorpresa alla porta. Anche qui la scena la viviamo dal punto di vista di Jesse, atterritto dall’idea che ci possa essere una bomba pronta ad esplodere e la pistola che tiene in tasca non può far nulla. Tensione, tensione e ancora tensione.
A questo punto, dopo tutte queste premesse, è giusto parlare del finale e della scure che ha fatto abbattere sul voto di questo midseason finale.
Ammettiamo tutti che ce lo si aspettava. Dal momento in cui abbiamo cominciato a vedere Breaking Bad tutti noi abbiamo sempre saputo, consciamente o inconsciamente, che Hank avrebbe scoperto l’attività del cognato. Lo abbiamo desiderato, lo abbiamo aspettato e ora lo abbiamo contemplato su una tazza del cesso e la realtà è che come scelta fa cagare. Poteva scoprirlo in qualsiasi modo, dai filmati del camper alla stazione di servizio, al trovare per caso il rifugio di Mike, Jesse e Heisenberg o ancora poteva scoprire Walt che entrava nelle case dove lavora la Vamonos Pest, di modi per scoprirlo ce n’erano ma è stato scelto questo. Non cercherò simbolismi che parlino di karma o di destino e nemmeno di scelta sbagliata in quanto era d’obbligo che Hank scoprisse l’attività di Walter, io mi appello al buon senso che è mancato nel modo in cui si è scelto che accadesse.
Il libro con tanto di dedica a W.W. visto non a caso nella scena della doccia è un trofeo dimenticato nel bagno, una prova che Heisenberg non aveva mai pensato di dover nascondere essendo a casa sua, una prova banale che lascia spazio ai commenti come è giusto che sia. Francamente deludente ma al contempo epica come scena visto che in internet girano già prese in giro e video contraffatti, ad ogni modo da qui ad un anno arriveremo al flashforward tanto atteso ma purtroppo telefonato alla bene e meglio in questi ultimi 2 minuti finali. 

PRO:
  • Cambio di scena quando Walter appoggia il bicchiere di whisky e tornando su ha la mitica tuta gialla
  • Il deposito con la tonnellata di mazzette
  • Colonna sonora azzeccata con “Crystal Blue Persuasion” di Tommy James & The Shondells 
  • Viene mostrato il dispenser di salviette che Walter prese a pugni nella 2×09 quando scopre che il cancro sta sparendo
  • “Gliding Over All” è anche una citazione ad una poesia di Walt Whitman
CONTRO:
  • Assolutamente il finale è da dimenticare, scontato e fuori luogo.
  • Where are you Saul?
  • Morti un po’ troppo pacchiane

Non c’è da aggiungere altro, il voto è frutto di una media ponderata tra le attese e la realtà del finale. Un peccato perchè poteva essere molto più alto…

VOTO EMMY

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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