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Dexter 8×12 – Remember The Monsters?TEMPO DI LETTURA 10 min

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Ed eccoci giunti finalmente qui, come ogni lunedì sera, per l’ennesima volta, a trascorrere una serata in compagnia di Dexter. Il novantaseiesimo lunedì sera trascorso con uno dei personaggi telefilmici che maggiormente ha scosso in me sentimenti di ansia, trasporto, nervosismo e rabbia. E così il rito del primo giorno della settimana, amato solo per la messa in onda di Dexter, comincia con la solita ansia e tante aspettative, messe un po’ da parte ormai con tanto rammarico: schiacciamo play e “The End Begins”.
Ben dodici puntate, le classiche che compongono questo serial, ci hanno condotto al tanto atteso finale che ben presto si consuma lasciandoci con l’amaro in bocca. Pro e contro per una stagione che non ha saputo essere nemmeno lontanamente paragonabile alle annate migliori di Dexter. Purtroppo quando il telespettatore viene abituato ad un prodotto di qualità, quando questa viene a mancare chi più e chi meno diventa puntiglioso e tende a sottolineare ciò che non funziona. Adoriamo tessere le lodi di un buon prodotto e detestiamo doverne evidenziare le pecche e le mancanze. Ma siamo umani e siamo oggettivi e oltre all’affetto e al sentimento necessitiamo di obiettività.
Nella prima recensione di questa ottava stagione anticipai il mio pensiero riguardo ai molteplici finali che avrebbero potuto esserci. Scrissi che nel bene o nel male le opinioni sarebbero state contrastanti: amore verso un personaggio e quindi libertà, oppure la comune morale che suggerisce come un assassino non possa restare in libertà a godersi la sua vita? Braccio della morte oppure morto ammazzato da un grandioso antagonista riservatoci per il gran finale? Beh, che dire, tutto potevamo aspettarci ma un finale del genere è qualcosa di inaspettato e non del tutto coerente.  Nel corso di questi otto anni abbiamo potuto seguire l’evoluzione di questo personaggio che è stato man mano trasformato da freddo e privo di sentimenti, ad un uomo che scopre l’amore in una donna, nel figlio e nell’amore per la sorella. Peccato però che il risultato non sia stato sempre entusiasmante. Spesso gli autori, cambiati nel corso delle stagioni, non sono stati in grado di far accostare Dexter ai sentimenti umani che inesorabilmente hanno portato ad un tragico epilogo, ovviamente non per lui, e non a caso è così anche questa volta.
Un personaggio meraviglioso ha fatto un percorso travagliato e difficoltoso che ha portato Jennifer Carpenter a far sfoggio di una grande performance, ma ha portato Deb ad un mutamento incoerente per la donna che abbiamo sempre amato, anche pensando che tutte le sue scelte sono state fatte per amore di Dex.
Un punto a favore di questo series finale è stato il fatto che il tutto sia ruotato molto intorno al rapporto Dex – Deb, cosa che avrebbe dovuto essere maggiormente così nel corso dell’ottava stagione, regalandoci anche qualche momento sdolcinato e commuovente. Diciamoci la verità, la fine fatta dalla nostra Deb ha fatto si che ai più deboli di cuore scendesse anche una lacrimuccia.
Dexter Morgan e la ricerca compulsiva della sua umanità. Capitolo dolente da trattare: ammettiamo che il percorso si sia svolto nei migliori dei modi, ammettiamo anche che Dexter si sia ritrovato più umano che mai, possiamo allora dire che il non essere lo psicopatico perfetto non ha di certo giovato al personaggio. Errori, sbadataggini e leggerezze hanno portato a un finale catastrofico, in cui Dex ancora una volta ammette che le persone che ama finiscono male per colpa sua. Potremmo anche arrivare a dire che l’umanità ha portato Dexter alla follia tanto da arrivare a consegnare il suo piccolo in mano ad una serial killer avvelenatrice di persone (povera Rita se lo sapesse, ma i morti si sa non parlano, tranne Harry, e quindi il piccolo vivrà per sempre felice e contento ignaro di ciò che è stato).
Ad ogni modo, se vogliamo essere buoni con gli autori, e se vogliamo concedergli in beneficio del dubbio possiamo dire che volevano proprio sottolineare che l’essere umano non è perfetto e commette errori, e Dexter in quanto tale non poteva non commetterne. Inoltre gli autori hanno voluto chiaramente porre l’accento sul fatto che lungo il suo viaggio Dexter sia riuscito davvero a riscoprire la sua umanità, e giunto a questo traguardo si rende finalmente conto che il prezzo da pagare è tragico per chi ama. Peccato che forse avrebbe potuto accorgersene dopo la morte di Rita, ma ci voleva un personaggio che sulla sua vita avesse un peso maggiore: Deb, il suo metro di giudizio, la sua umanità e il suo punto fermo nel mondo reale.
Colpi di scena o meno, di sicuro c’è che la morte di Deb da tanti era già stata annunciata e da molti era temuta. Un personaggio meraviglioso, genuino e umano come lei ha fatto la fine che forse non le spettava, per amore e per genuinità di intenti, ogni scelta fatta da lei è stata dettata dall’amore, cosa che non si può certo dire per Dexter. Ed è così che la sorte non perdona a Deb le sue cattive azioni e lascia Dexter impunito, oppure sarà proprio la sua umanità ritrovata la punizione che dovrà scontare portandosi addosso il peso delle vite spezzate a causa sua?
Passando alla critica più aspra e pungente, Oliver Saxon / Daniel Vogel non è stato esattamente la più grande nemesi di Dexter: ovvio, scontato e banale com’è stato, ha solo avuto una gran fortuna e nulla di più. Tirando le somme non possiamo che giudicarlo piatto, privo di significato e l’attore non ha saputo bucare lo schermo.
Povero Quinn e la sua sfiga con le donne. Altro personaggio trattato in modo banale e ripetivo è stato il bel poliziotto Joey Quinn. Nel corso delle stagioni è stato preso e infilato in un circolo vizioso, con donne sbagliate, una Deb che rifiuta la sua proposta di matrimonio ed un anello sempre nel cassetto. Ad una manciata di puntate dal finale gli fanno ritrovare l’amore con Deb, l’unica donna che abbia mai amato, per poi farglielo perdere per sempre? Seriamente? Povero Quinn se mai faranno uno spin-off su di te lo seguirò con la speranza che trovi la donna giusta. Scherzi a parte, c’è stato un personaggio mitico che in questa puntata finale non si proprio notato: Masuka. Come amo definirlo, gloria e gioia di questa serie tv, ha fatto da bel contorno e basta e ci congediamo sapendolo felicemente papà di una che è spuntata fuori dal nulla. Grazie, si fa per dire, di non averci regalato un po’ di più del nostro Masuka nostrano.
Per la serie cose dell’altro mondo, Dexter fa scelte no sense e nessuno a Miami se ne accorge. Caos si o no, com’è possibile che nessuno si accorge che questo prende un corpo e se lo porta via dall’ospedale? E ancora, uno si licenzia e non gli ritirano il cartellino?
Forviante come sempre il finale di “Remember The Monster” in cui pare che Dexter scelga di suicidarsi e invece mette in scena il suo suicidio per andare a fare il boscaiolo (?). Sceglie le montagne perché Debra parlava di escursioni? Mah!
Nonostante la fine fosse tanto attesa, anche solo per dare un finale a questa serie che cominciava a soffrire il peso dei suoi otto anni, e anche se ci sarebbero molte critiche da fare, possiamo dire che è stato molto bello vedere come gli autori hanno scelto di regalarci i ricordi del rapporto tra Dexter e Deb. Quei ricordi così lontani ma così caldi e commuoventi di un tempo in cui tutto era più semplice perché l’umanità non aveva preso il sopravvento e la tempesta non aveva ancora distrutto Slice of Life. Ed è sui resti della sua amata barca che viene troncata bruscamente la vita precedente di Dexter e viene dato il via alla sua vita futura fatta di silenzi e senza voce fuori campo.
Certo è che sono stati otto anni coinvolgenti, nel bene e nel male. Critiche, sentenze e aspettative deluse hanno scatenato in molti rabbia, coscienti che gli autori sapevano fare di meglio, e altri invece hanno provato amore incondizionato verso questo personaggio, tanto da non vedere le debolezze di un serial innovativo, che fin da subito si è presentato con un taglio avvincente e coinvolgente. Nonostante tutti i punti negativi Dexter è sempre stato un amico fidato che per otto anni ci ha fatto compagnia ogni lunedì sera facendocelo diventare un po’ meno odioso, ma con lui questo giorno della settimana assumeva un altro sapore.
Da parte mia non posso che dire di essere stata felice di poter recensire Dexter e quindi di poter dividere con voi lodi e critiche di questa serie tv che rimarrà senza dubbio nella storia.

PRO:

  • Dolci e toccanti al punto giusto i ricordi di Dex e Deb
  • Debra Morgan nella sua umanità e genuinità non è stata in grado fino alla fine di perdonarsi per le cose sbagliate fatte da lei. Forse in questo aspetto gli autori hanno saputo essere coerenti
  • Jennifer Carpenter, non ci sono parole per descrivere quanto sia stata grande e quanto sia maturata in questi otto anni
  • Micheal C. Hall ha vestito egregiamente i panni di Dexter Morgan
  • Debra ha rappresentato per tanti anni il punto fermo di Dexter, e solo la sua morte, in qualche modo per mano di Dex poteva dare una scossa tanto forte al serial killer
  • Deb gettata in mare, li dove Dexter ha gettato per anni i corpi delle sue vittime. Deb rappresenta una vittima non dell’oscuro passeggero ma bensì dell’umano Dexter
  • Harry – Rita – Deb gli affetti più grandi di Dexter persi per colpa del Dark Passenger
  • L’accettazione e il rispetto reciproco tra Dex e Quinn che capisce e accetta la scelta di ammazzare Saxon. 
  • Un ti amo al povero Quinn che sembra significare più di quel che sembra
  • Un finale coerente se lo guardiamo dal punto di vista degli autori
  • Il papà ti vuole bene Harrison, ricordalo fino a quando ci rivedremo. Parere mio, questo significa ricordalo per sempre

    CONTRO:

    • Il cerchio si è chiuso e si sapeva che qualcuno non avrebbe visto l’alba del giorno dopo; è giusto che quel personaggio sia proprio Deb?
    • La scelta di Dexter di non suicidarsi: non era forse più giusto che fosse lui a dirci addio?
    • Perché a Miami mai nessuno si accorge di quello che accade in giro?
    • Dexter getta Deb in mare. Il simbolismo è chiaro però certamente è macabra l’idea di Deb buttata li insieme ad assassini, pedofili e stupratori
    • Quinn e il suo cerchio: questo personaggio è nato con una brutta sorte
    • Hannah, l’unica che doveva davvero morire è a spasso per il mondo a fare la mamma del piccolo Harrison
    • A dire la verità sarebbe stato avvincente se Dexter fosse stato scoperto da Batista & co
    • “Remember The Monsters?” lascia alcune storyline aperte

    Un happy ending per questo telefilm non era certamente atteso o, quanto meno, non era auspicato. Nel caso i tre fossero andati in Argentina a vivere felici e contenti, una favola da romanzi rosa, sarebbe stato poco credibile, e forse non accettabile. Di solito non uso scrivere pareri di parte e personali, ma è d’obbligo per questa volta dire che per quanto chiunque abbia amato questa serie tv, in maniera fedelissima per otto anni, questa stagione non è stata da lode. Sarebbe stato meglio sbattere la testa sul muro piuttosto che guardare alcune puntate, purtroppo, così come fondamentalmente bisogna ammettere che il finale è stato sotto vari aspetti una delusione pur restando coerente con il percorso fatto da Dexter. Ancora una volta poteva essere fatto molto di più, però questa è la fine di tutto e così com’è va accettata.

    VOTO EMMY

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