Mr. Robot 1×09 – Eps1.8_m1rr0r1ng.qtTEMPO DI LETTURA 6 min

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This can’t be happening. 
This can’t be happening. 
This can’t be happening. No… 
This is happening, isn’t it? 
You knew all along, didn’t you?
Elliot, who do you think you’ve been talking to?
You’re gonna make me say it, aren’t you? 
I’m Mr. Robot.”

Se ci fossero ancora dubbi, Sam Esmail sta facendo gli onori di casa a quel gran film che è stato Fight Club, a fugare ogni dubbio arrivano sia la dichiarazione di Elliot (“I’m Mr. Robot.”), sia Maxence Cyrin con la rivisitazione del classico dei Pixies: “Where Is My Mind (The Pixies Piano Cover)“.
Il tracollo psicologico avuto in “Mr. Robot 1×08 – Eps1.7_wh1ter0se.m4v” è stato sorprendente sia per il suo collocamento all’interno della stagione, sia per la svolta narrativa data alla serie. Che Mr. Robot non fosse reale era già nell’aria sin dal pilot, tuttavia, per un motivo (l’irruzione alla AllSafe parlando a voce alta davanti a tutti di “Mr. Robot 1×02 – Eps1.1_ones-and-zer0es.mpeg“) o per l’altro (la chiacchierata in macchina tra Mr. Robot e Tyrell nella scorsa puntata), non si è mai potuto asserire ufficialmente senza se e senza ma. Il bisogno di una spiegazione logica e coerente con tutti gli eventi visti finora è quindi un bisogno, una necessità ed un privilegio di cui abbiamo bisogno per proseguire la visione. E questo Esmail lo sapeva sin dall’inizio.
Fin dal principio la questione Mr. Robot/Fight Club non è mai stata tenuta nascosta, quasi volutamente si è posto l’accento più e più volte per dimostrare l’esistenza di questa “situation”. Esmail non si è mai tirato indietro a riguardo e, fossimo in un’altra serie, ci troveremmo a discutere circa la veridicità o meno del personaggio per un’altra stagione almeno, o sicuramente nel season finale. Fortunatamente non siamo in un’altra serie e Esmail è padrone del tempo e, esattamente come White Rose, lo hackera a suo piacere dettando le tempistiche come meglio ritiene opportuno. Per arrivare al compimento del piano di distruzione della Evil Corp. c’è quindi bisogno di sciogliere il dilemma circa l’esistenza di Mr. Robot, giusto per non bruciare la troppa carne al fuoco.
C’è bisogno (giustamente) di un’intera puntata per sciogliere la questione, il tutto contestualizzando fin dal principio chi o cosa fosse Mr. Robot. L’episodio, come negli standard della serie, non riprende esattamente lì dove era finita la scorsa puntata ma opta per un flashback che illustra chiaramente e disincantatamente la relazione tra il padre di Elliot ed Elliot stesso. In una sola scena emerge tutto l’amore che Mr. Alderson prova per il figlio e fin da subito appare chiaro che il racconto di Elliot, buttato giù dalla finestra dal padre, sia quanto mai improbabile ed infatti il resto della puntata ne è un’ulteriore prova. Nonostante per alcuni momenti si possa ancora avere dei dubbi circa l’esistenza di Mr. Robot (“Look, calm down. I’ll figure this out. I know you don’t trust me. I wouldn’t either, but I’m telling you, I’m remembering more and more now as time goes on. That’s a plus. It’s all starting to come back, and once we get all the answers, I’ll be back to normal, except for the fact that my dead father isn’t really dead and is sitting across from me.“) è proprio negli istanti in cui Elliot ci parla che riconosciamo il suo dissociamento cognitivo. È in questo modo che Esmail prova ad affrontare dolcemente la rivelazione, non è una corsa all’oro ma un risveglio delicato perché Elliot ha bisogno di questo al momento, specialmente dopo aver scoperto che Darlene è sua sorella e a pochissime ore dall’attacco a Evil Corp.
Non si può non apprezzare ciascun singolo momento, dal confronto nella casa d’infanzia a quello di fronte alla tomba di suo padre, Edward Alderson, il finale è molto telefonato, la scomparsa temporanea (“They’re gonna try and get rid of me again, and I need you to not let them! I will never leave you. I will never leave you alone again. I love you, son.“) di Mr. Robot proprio sulla sua tomba ne è un esempio, ma la delicatezza con la quale si è giunti a questo momento non fa pesare il viaggio e questo è ciò che conta di più. Poi il monologo interiore di Elliot è un qualcosa di eccezionale.
Sfortunatamente “Eps1.8_m1rr0r1ng.qt”, pur portando la firma di Sam Esmail, non è quella puntata epica e perfetta che ci si sarebbe potuti attendere. Il punto debole non è il flashback, non è ovviamente neppure il processo di discernimento di Mr. Robot, piuttosto è tutto ciò che vi sta in mezzo, dalla storyline di Angela al licenziamento di Tyrell. Malvagità e psicolabilità di Joanna Wellick a parte, non si può non storcere il naso di fronte alla sua decisione di rompere con Tyrell quando poco prima si era provocata il parto con una forchetta in cucina. Si sente proprio l’assenza di un nesso logico che lo giustifichi a pieno, un nesso logico che può essere individuato nella costante caduta nel baratro di Tyrell ma che non può essere giustificata da esso in quanto funzionale ad esso e non dipendente da. Allo stesso modo, Angela, che da sola non ha quasi mai generato grossi picchi d’attenzione, si trova di punto in bianco con un’offerta per lavorare per Evil Corp con la causale “If you want to change things, perhaps you should try from within, because this is what happens from the outside.” e tutto appare sì intrigante, ma anche pretestuoso.
In questa miriade di eventi ed emozioni contrastanti il filo unico è sempre stato solo uno: l’attacco a Evil Corp. Sin da “Mr. Robot 1×02 – Eps1.1_ones-and-zer0es.mpeg” Tyrell aveva offerto a Elliot di lavorare insieme, ci sarebbe stato un posto alla Evil Corp per lui se lo avesse voluto, ora, in maniera del tutto paritetica all’offerta ricevuta da Angela, si ritrovano si a lavorare insieme ma “from the outside” e questo crea non pochi quesiti. La rivalsa di Tyrell nei confronti della compagnia che per sua stessa ammissione ama è più che legittima, tuttavia la domanda da porsi è quanto di quell’amore sia rimasto intatto dopo il licenziamento e solo il tempo o il season finale ce lo potranno dire.
You knew all along, didn’t you?“, yes we did.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Delicatezza con cui si è arrivati alla scoperta di Mr. Robot di fronte alla tomba di Edward Alderson
  • Monologo interiore di Elliot
  • Interpretazione di Rami Malek, quasi più del solito
  • Ottimo flashback iniziale
  • Ritmo rallentato nelle storyline di Angela e Tyrell
  • Discutibile scelta di Joanna, contraddittoria soprattutto visto quanto fatto nella puntata precedente
Le potenzialità per una puntata epica sono state in parte tradite dall’eccessivo minutaggio dedicato ai character secondari. Non diciamo che gli eventi riguardanti Angela e Tyrell siano di basso livello, però non si possono paragonare i pesi specifici delle varie storyline con quella riguardante Mr. Robot. Ad ogni modo il livello rimane comunque eccelso, non ci si può veramente lamentare, anche se il prurito in parte rimane.
Eps1.7_wh1ter0se.m4v 1×08 1.24 milioni – 0.4 rating
Eps1.8_m1rr0r1ng.qt 1×09 1.32 milioni – 0.5 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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