Code Black 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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Che cos’è il “Codice Nero”?
Questa particolare dicitura indica il momento in cui la struttura ospedaliera ha superato la capienza massima di pazienti, tutto il personale medico è impegnato e non può adeguatamente soccorrere i degenti e i nuovi arrivi.
Nel 2013 Ryan McGarry decise di girare un documentario sui pronto soccorso più trafficati degli Stati Uniti, documentario dove incontrava molti medici che, per operare in situazioni difficili, prendono ispirazione dal Los Angeles County Hospital, il luogo dove nasce la medicina d’urgenza e che si trova ad affrontare il temuto “Codice Nero” quotidianamente. Vincitore di molti premi tra cui “Best Documentary” al Los Angeles Film Festival del 2013, il cortometraggio di McGarry è il punto di partenza su cui CBS, insieme a Michael Seitzman (North Country, Intelligence) puntano per il loro nuovo medical drama. Va sottolineato il ritorno di CBS al medical drama, cosa che non accadeva dalla stagione 2009/10 quando, nell’Aprile 2010, un misconosciuto Miami Medical si affacciava timidamente nei palensisti per essere poi cancellato 2 mesi dopo.
Il “Pilot” entra subito nel vivo dell’emergenza, così come da premessa; siamo all’interno di uno dei più affollati ospedali americani e non c’è tempo per le chiacchiere. L’infermiere capo Jesse (Luis Guzmàn, Gacha di Narcos), spiega ai nuovi arrivati, e di conseguenza anche allo spettatore, cosa significhi il segnale Code Black: è chiaro che qui non si scherza e che medici vecchi e nuovi devono essere sempre pronti a qualunque cosa accada; insomma, tutti devono combattere e vincere le sfide senza fallimenti.
I quaranta minuti del “Pilot” tengono un buon ritmo e riescono a presentare i diversi character, sui quali spicca il Capo del Pronto Soccorso Leanne Rorish (Marcia Gay Harden), una donna di ferro (come lo era una certa Miranda Bailey…). È lei il perno a cui tutti fanno riferimento, una bussola all’interno dell’inferno.
Ci sono poi i tirocinanti del primo anno, desiderosi di farsi notare: chi è più determinato, chi segue le orme paterne, chi è più emotivo e chi già soffre di complesso di inferiorità rispetto agli altri.
In contrasto con i nuovi arrivati ci sono i medici veterani, il Dr. Neal Hudson (Raza Jaffrey, Homeland), la controparte e spalla di Leanne, che pur restando razionale, mitiga in qualche modo la severità della donna, e in questa prima puntata troviamo anche Kevin Dunn (Veep), ottimo personaggio che ricopre un altro ruolo decisionale all’interno dell’ospedale.
La puntata scorre bene ed è interessante soprattutto per gli spettatori che amano questo tipo di prodotto, tuttavia non sono i singoli casi medici ad essere originali o a solleticare la curiosità di per sé, ma è l’insieme e il susseguirsi di questi che crea un grande impatto emotivo su chi guarda. Al momento questa scelta sembra quella giusta per legare immediatamente con il nuovo pubblico, ma ci si chiede se a lungo andare non possa annoiare e risultare qualcosa di già visto.
Come spesso accade in questi casi, se la spinta sull’emozione non è ben dosata, il rischio è che si cada nella lacrima facile: per ora, la buona prova recitativa evita questo difetto, soprattutto in alcuni momenti dove il pilot sembra voler indugiare su questo espediente, ma lo scivolone è dietro l’angolo e starà agli sceneggiatori trovare un modo nuovo di raccontare la sofferenza dei pazienti e lo stress psicofisico a cui ogni medico deve sempre sottoporsi.
La scelta del cast è ottima, anche se è evidente il divario tra gli attori più giovani e quelli di una certa caratura; ciò che però salta all’occhio è come tutti risultino non sfruttati a dovere poiché, come si diceva prima, si preferisce shoccare con una grande dose di drama, piuttosto che approfondire maggiormente i personaggi. Essi restano relegati all’interno di una caratterizzazione superficiale, figure che si trovano in qualunque altro prodotto di questo tipo: per fare la differenza all’interno di un genere usato, e talvolta abusato, bisogna unire, alla buona intuizione di puntare su un taglio più crudo e realistico (che ricorda l’indimenticato E.R. e il primo Grey’s Anatomy), un gruppo di protagonisti meno costretti in ruoli prestabiliti ma più dinamici e sfaccettati. Se si riuscirà a battere questa strada, ci si potrebbe trovare davanti ad una rilettura fresca, lontana dalla piega soap che inevitabilmente prendono molte serie di questo tipo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Marcia Gay Haden in grande forma e in generale ottimo cast
  • Buon ritmo sostenuto da un taglio realistico
  • Impatto emotivo forte
  • Personaggi poco caratterizzati
  • Pericolo “lacrima facile” dietro l’angolo se non ben gestito il lato emotivo
  • Casi singoli poco interessanti
CBS lancia la propria visione del medical drama e, nonostante alcuni difetti, il “Pilot” si salva dando una rilettura più audace del genere. È presto per dire cosa ne sarà di Code Black, potrebbe rivelarsi l’ennesima incursione seriale in ospedale oppure una ventata di novità. Per il momento, prima puntata promossa. 
Pilot 1×01 8.58 milioni – 1.5 rating

Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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